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Le nostre scommesse

di Angelica Dadomo (addetta stampa)


Scommettere sui giovani, offrire loro occasioni di visibilità e occasioni per mettersi alla prova, e scommettere sulla musica di altissima qualità, al di là delle mode del momento e delle scelte che suonerebbero facili, ma rischiosamente scontate. Questa in estrema sintesi è la cifra distintiva del Piacenza Jazz Fest, arrivato quasi alla maggiore età, pronto com’è quest’anno a soffiare sulle sue diciassette candeline.

Il festival jazz di Piacenza, del resto, è una delle anime di un’associazione culturale che ha sempre tenuto la barra dritta, impegnandosi al massimo per realizzare queste scommesse, per quanto sfidanti, e ogni anno vi profonde, se possibile, ancora più impegno.

I giovani in primis. Per coinvolgerli e renderli protagonisti l’impegno si concentra su diversi fronti, quelli con i giovani musicisti emergenti e quelli con le scuole di ogni ordine e grado. 

Ai musicisti con meno di 30 anni (meno di 35 nel caso di componenti di un gruppo) che si affacciano sul mondo della musica e vogliono provare a farne il loro mestiere, è dedicato il Concorso Nazionale per Giovani Talenti del Jazz Italiano “Chicco Bettinardi”, che da sempre affianca il festival, facendone parte integrante ed essenziale. Il primo premio per ogni sezione è un concerto in cartellone tra i main concert, insieme ai più grandi musicisti attualmente in circolazione sulla scena jazz internazionale. La formula che sarà adottata quest’anno per offrire ai vincitori un’occasione di ancora maggior prestigio è quella, già testata con successo in passate edizioni, di presentarli in apertura del concerto di uno dei loro idoli, dando loro modo di farsi conoscere da una platea più vasta ed eterogenea di quanto non avrebbero in un club o in una serata a loro dedicata. Così la cantante Clarissa Colucci di fatto inaugurerà il festival, esibendosi allo Spazio Rotative prima del mito Tom Harrell, sul palco insieme a un quintetto di musicisti spaventosamente bravi, il saxofonista Giulio Ottanelli anticiperà l’entrata in scena di grandi maestri quali sono i componenti del gruppo The Cookers e il gruppo dei Bright potrà vantare di aver aperto il concerto di Enrico Rava e Joe Lovano. Grandi opportunità che siamo certi questi talentuosi ragazzi sapranno cogliere senza timore e con grande motivazione.

Si diceva che anche il rapporto con le scuole piacentine è andato via via intensificandosi nel tempo, probabilmente anche in virtù del coinvolgimento di primo piano del Piacenza Jazz Club nell’associazione “Il Jazz Va a Scuola” (grazie al vicepresidente Angelo Bardini che ne è membro del Consiglio Direttivo), che si pone come finalità “quella di promuovere, sviluppare, diffondere e valorizzare nella scuola il linguaggio del Jazz, le pratiche dell’improvvisazione e dell’invenzione, nonché la conoscenza, anche tramite l’ascolto, degli aspetti socioculturali e musicali di questi ambiti, anche in interazione con gli altri linguaggi artistico-espressivi, senza discriminazioni di spazio, di tempo, di tendenze, di generi e di stili.” Durante questo anno scolastico, circa 150 bambini della primaria dell’Istituto comprensivo di Bobbio e altrettanti del Liceo Gioia stanno lavorando a progetti in cui la musica afro-americana è protagonista e saranno coinvolti all’interno del Jazz Fest, sia mettendo a frutto questo lavoro nel corso di un’esibizione pubblica (il concerto dal titolo “A qualcuno piace Fred”, che si terrà al Conservatorio), sia partecipando a iniziative a loro dedicate (come quella con scrittori e narratori per l’infanzia molto amati come Roberto Piumini e Claudio Comini).

E poi ancora i Jazz Pedibus che hanno il grande pregio di promuovere contemporaneamente l’attenzione per l’ambiente, l’importanza dell’ascolto di musica dal vivo, che sia allo stesso tempo piacevole e ben suonata, di cui purtroppo troppo spesso sono carenti i bambini, oltre che essere un modo energico e divertente per iniziare la giornata al giusto ritmo. 

Per quanto riguarda l’altra scommessa, ovvero quella di puntare sempre e solo su cavalli di razza, su musicisti che abbiano qualcosa da dire, e lo sappiano oltretutto dire benissimo, il Fest l’ha vinta egregiamente negli anni, anche sulla scorta dei numerosi attestati di stima e dalle reazioni entusiaste ricevute dal pubblico presente ai concerti. Per quanto riguarda le scelte di quest’anno, giudicate voi, man mano che scorrerete questo programma ed entrerete sempre più in questa diciassettesima edizione.

Aspettiamo i vostri commenti e le vostre impressioni, che speriamo avrete voglia di condividere nelle molteplici forme a disposizione, tramite email, telefonate, messaggi, interventi sui social e quant’altro, senza perdere quella salutare abitudine di uno scambio di battute alla fine dei concerti.

Vi aspettiamo numerosi e partecipi.

Buon festival a tutti!


Angelica Dadomo
(addetta stampa del Piacenza Jazz Fest)