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Buon Festival!


La percezione è quella di vivere in tempi difficili, senza certezze, senza ottimismo, senza fiducia nel futuro, negli altri e probabilmente nemmeno tanto in noi stessi. Un tempo un po’ triste o, nel migliore dei casi, un po’ spento. Sarà effettivamente così oppure siamo anche un po’ vittime di un sentimento comune, spesso veicolato dai media, che ci propongono in continuazione una versione tendente al grigio/nero della realtà in cui viviamo? Non so, ma certamente è una questione di percezione, perché volendo virare dalle tonalità grigioscure a quelle arcobaleno, le cose, le persone, i fatti colorati esistono. E allora guardiamoli e facciamoci portatori di fiducia, di ottimismo, di cose buone. Piacenza Jazz Club, nella sua massima espressione pubblica come il Jazz Fest, ci prova ogni anno. Prova a portare in città una ventata di serenità, di buona musica, un bel po’ di quella creatività che è espressione dell’essere donne e uomini propositivi e soprattutto...vivi. Ci prova con i suoi concerti, momenti di grande cultura afroamericana o di jazz europeo; ci prova portando la buona musica fuori dai luoghi canonici per farla gustare a chi va nei pub, nei circoli, nei centri commerciali, per strada, o a chi non ha la possibilità di sentirla, portandola negli ospedali, case protette, tra i detenuti del carcere; ci prova portando a scuola i bimbi con i jazz pedibus; ci prova coinvolgendo attivamente le scuole, dai bambini ai ragazzi delle superiori; ci prova cercando sorrisi con le “incursioni” musicali per strada, nei negozi e uffici o durante il jazz breakfast o i jazz brunch domenicali o ancora facendo un doveroso tributo all’attivista per i diritti umani Rosa Parks o a quel grande innovatore che fu Ornette Coleman, omaggiato anche sulla tessera sociale e del quale ricorrono i novant’anni dalla nascita.

Quindi, ancora una volta, la diciassettesima, il Piacenza Jazz Fest si presenta come un’iniziativa culturale aperta e con una grande valenza sociale, prima ancora che una manifestazione musicale. Lo testimonia anche l’immagine prodotta per questa edizione, dove le due mani che suonano il pianoforte sono di colori diversi, ma la musica che producono è una sola, suonata finalmente insieme in questo grande paese che si chiama Mondo, perché più colori sono meglio di uno solo, perché la musica diventa migliore, una musica di civiltà, progresso e rispetto.

Questo è Piacenza Jazz Fest, questo è quello che ci motiva e ci entusiasma e che speriamo coinvolga anche a voi.

Buon festival! 


Gianni Azzali
(direttore artistico e organizzativo)