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Maria Pia De Vito
 voce
Julian Oliver Mazzariello pianoforte
Enzo Pietropaoli contrabbasso
Alessandro Paternesi batteria

Intrigante anteprima per la 17ª edizione del Piacenza Jazz Fest mercoledì 15 gennaio alle ore 21:15 nell'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, in via S. Eufemia 12 a Piacenza. L'ingresso è libero e gratuito e, prima del concerto del quartetto della cantante napoletana Maria Pia De Vito con il suo nuovo progetto "Drink Up, Dreamers!", sarà reso pubblico l'intero programma della kermesse jazzistica piacentina, ormai ben conosciuta in tutto lo stivale.

L’interesse di Maria Pia De Vito per la forma canzone è oramai di lunga data: “So Right”, l’omaggio discografico dedicato a Joni Mitchell (2005), già ospite diverse edizioni fa del Piacenza Jazz Fest e di Arquato Jazz nel 2007, è diventato un “classico”, approdato nel 2007 anche al Blue Note di New York. Il lavoro, che vedeva nella formazione Danilo Rea e Enzo Pietropaoli e con ospite il batterista Aldo Romano, si proponeva di ripercorrere l’opera di Joni Mitchell riverificandola attraverso le filosofie contemporanee e prendendo strade autonome. Dal 2008 subentra al piano Julian Oliver Mazzariello, pianista sensibile e geniale, e il progetto prende la forma “drumless”. La lunga e fortunata attività di questo trio lo porta a vette di grandissimo interplay, giungendo a farlo definire dal critico di Downbeat Ted Panken, in occasione della performance ad Umbria Jazz Winter 2017, “a think-as-one trio", letteralmente, un ensemble così unito da sembrare una sola cosa.

"Drink up, dreamers!", il nuovo lavoro discografico di Maria Pia De Vito insieme a questa compagine musicale affiatatissima, è arricchito del contributo ritmico e poetico del batterista Alessandro Paternesi. È una collezione di canzoni di autori d’oltreoceano quali Crosby e Nash, Bob Dylan, Tom Waits e la mia sempre amata Joni Mitchell, ma anche autori europei quali Elvis Costello e Peter Gabriel. Il fil rouge che le accomuna è il tema del sogno, delle illusioni personali o quelle riguardanti il mondo e le nostre relazioni sociali e della nostra risposta personale di fronte alla perdita delle illusioni. “Drink up, dreamers, you’re running dry”, “Bevete sognatori, state rimanendo a bocca asciutta”, è un verso tratto dal profetico brano di Peter Gabriel “Here Comes the Flood”, che in maniera visionaria, onirica e quasi tattile, pre/vede e pre/sente di decenni l’alluvione mediatica e l’iperconnettività che caratterizza ormai il nostro vivere quotidiano e le imprevedibili conseguenze sul nostro modo di stare al mondo e stare con noi stessi. Ma è solo uno dei sogni e delle illusioni di cui questo lavoro parla. Abbiamo ancora isole di pace da immaginare, come in "The Lee Shore" di Crosby e Nash, illusioni d’amore da inseguire, come in "Simple Twist of Fate" di Bob Dylan, spazi interiori di amore e cura per l’altro da coltivare, come in "Rainbow Sleeves" di Tom Waits. "Senza questi sogni saremmo perduti” - afferma la singer napoletana, leader del progetto che ascolteremo come succosa anteprima del ricco programma del festival, che avrà luogo dal 29 febbraio al 5 aprile prossimi.

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"So was Naples-born vocalist Maria Pia De Vito’s recital of seven Joni Mitchell songs, which she delivered with pitch-perfect, nuanced phrasing, deploying her voice seamlessly as an instrument within a think-as-one trio with Pietropaoli and pianist Julian Oliver Mazzariello. She conveyed the narrative arc of each lyric with a subtlety and dramatic nuance all the more remarkable for the fact that English is not her native tongue."
(Ted Panken on Downbeat, February 2018)

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Maria Pia De Vito inizia l’attività concertistica nel 1976 come cantante e polistrumentista in gruppi di ricerca su musica etnica e musica colta dell’area mediterranea, balcanica e sudamericana, mentre dagli anni Ottanta è attiva in campo jazzistico, collaborando con musicisti quali John Taylor, Ralph Towner, Rita Marcotulli, Ernst Rejiseger, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Guinga, Norma Winstone, Steve Swallow, Gianluigi Trovesi, Danilo Rea, Paolo Fresu, Paolo Damiani, Cameron Brown, gli Area, ed esibendosi in eventi speciali con musicisti del calibro di Joe Zawinul, Michael Brecker, Peter Erskine, Kenny Wheeler, Miroslav Vitous, Nguyen-Le, Uri Caine, Dave Liebman, Billy Hart, Eliot Ziegmund, Maria Joao, Art Ensemble of Chicago e molti altri.

La sua ricerca sul canto e sulla voce abbraccia diversi campi d’azione: dalla personale elaborazione della lingua e la cultura napoletana attraverso la musica di improvvisazione e l’incontro con culture diverse (il più recente: il Brasile di Guinga, Chico Buarque e Ivan Lins), il  Free Jazz ed elettronica, la prossimità con la musica barocca, il lavoro sulla forma-canzone senza limitazioni di genere.

Nominata dalla Rivista americana Down Beat tra i dieci Artisti dell'anno nel 2001, nella categoria “Beyond Artist”, insieme a nomi quali Joni Mitchell e Caetano Veloso.

Maria Pia è stata molto attiva dal 2007 con il duo Dialektos con Huw Warren con cui ha inciso due Cd per l’etichetta Parco della Musica, suonando in tutta Europa ed un tour in estremo oriente. Ha varato nel 2011 il Progetto Il Pergolese, che ha inciso poi per la prestigiosa etichetta ECM, con François Couturier, Anja Lechner, Michele Rabbia, esibendosi in grandi festival e teatri europei.

Nel 2016 si è esibita all’Opera di Lyon in una "carte blanche" di 5 progetti da lei diretti.
A Maggio è stato presentato all’Auditorium di Roma e al Blue Note di Milano il cd "Core – Coraçao" un suo lavoro di versioni in napoletano di brani di Chico Buarque, Guinga ed Egberto Gismonti, che vede Chico Buarque ospite in due brani.

La De Vito ha vinto nel 2008, 2009 e 2011 il "Top Jazz", referendum della critica indetto dalla rivista Musica Jazz, dal 2010 al 2015 consecutivamente ha vinto il referendum popolare della rivista Jazzit, nonchè il premio Musica e Dischi 2012 per la migliore produzione internazionale con il suo disco "Mind the Gap". Nel 2016 ha ricevuto il Premio alla Carriera dall’ associazione Musica Oggi. E’ stata docente di Canto Jazz presso il Conservatorio di Santa Cecilia, attualmente è docente presso il Saint Louis Music College di Roma. E’ stata direttrice della sezione Jazz del Ravello Festival nel 2017.

Attualmente è direttrice artistica di Bergamo Jazz.