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Francesco Orio
pianoforte
Simone Di Benedetto contrabbasso
Davide Bussoleni batteria
Guest: Umberto Petrin voce recitante e pianoforte

Due protagonisti dell’attuale scena jazzistica italiana e non solo; uno con una bella carriera alle spalle e interessanti progetti futuri e un altro più giovane, ma altamente talentuoso che sta facendo spesso parlare di sè.
Due bravi pianisti, due artisti poliedrici. Petrin soprattutto, con la sua vena poetica. Sarà proprio lui a fare la parte della “voce recitante” in questo progetto-ospitata, ma non mancheranno le quattro mani sugli ottantotto tasti dello Yamaha del Milestone o, forse, addirittura su due pianoforti. Insomma una super serata alla quale non è concesso non assistere!

Francesco Orio, pianista di forte personalità tra i più innovativi della scena jazz italiana, considerato l’erede artistico di Giorgio Gaslini, si distingue per l’eclettismo artistico, la tecnica e l’originalità delle composizioni.
ll leitmotif è la composizione e ricomposizione estemporanea di strutture basate su brevi frammenti, una sequenza di intervalli, una linea melodica, un’idea ritmica, che vengono sviluppati ogni volta sfruttando parametri diversi e senza restrizioni semantiche o storiografiche, attraverso l’improvvisazione collettiva del trio. La formazione ricerca e sviluppa un linguaggio sintetico che spazia attraverso più tradizioni musicali, un linguaggio che riesca a rimodellare e creare connessioni tra forme e strutture differenti, anche molto distanti tra loro, senza perdere di vista la totalità e l’integrità della narrazione. 

Su Umberto Petrin si potrebbe scrivere a lungo, le sue collaborazioni e i suoi estrosi e innovativi progetti artistici esaltano un lungo curriculum professionale. Grande merito del pianista di Broni è quello di mettersi continuamente in gioco e di prestare particolare attenzione alle giovani leve, esaltando il loro lavoro in un una meritevole opera da pregevole mentore artistico.

Cosa ci riservi la serata non è dato saperlo con esattezza, ma questo in definitiva non è uno dei lati migliori della musica jazz?