Background Image

Piacenza Jazz Fest - Programma

  • Un Festival per tutti

    Un Festival per tutti

    di Angelica Dadomo (addetta stampa)

    Banner_lungo_web_2019.jpg


    Programmare un bel festival tanto facile non è. La riuscita di un buon cartellone è assimilabile a quella di formula alchemica che deve saper dosare sapientemente i molti ingredienti a disposizione, creando il mix perfetto che tenga conto di volta in volta della disponibilità degli artisti in quel momento in tournée, dei gusti del pubblico più fedele e di quello nuovo che si vorrebbe raggiungere oltre che delle risorse a disposizione, senza alterare mai il fondamentale equilibrio e la tenuta dell’insieme. Ma grazie al lavoro certosino e attento della commissione artistica, capitanata con sensibilità e gusto dal direttore Gianni Azzali, il Piacenza Jazz Fest nel corso di questi sedici anni ci ha abituato sempre al meglio, tanto da dare ormai per certa la qualità eccelsa del suo programma principale, composto da artisti non solo di calibro, ma che piacciono a tutto lo staff, che hanno quel “quid” in più e si distinguono ai nostri occhi, chi per umanità, chi per il suo percorso artistico impeccabile, chi per una storia che gli fa onore, e che di conseguenza ci onoriamo di ospitare.

    Come sempre ci piace però andare al di là degli artisti più blasonati, per ricordare che il Piacenza Jazz Fest è tanto più della somma di tante celebrità. A fare da fil rouge tra le varie edizioni del festival jazz piacentino sono alcune caratteristiche peculiari quali il piacere della sperimentazione, della contaminazione e delle fattive collaborazioni sul territorio.
    Tre concetti che formano la ricca articolazione delle iniziative e il nucleo del pensiero che guida le scelte artistiche e che si declinano in una programmazione sempre capace di stupire e di proporre novità che spesso vanno poi a consolidarsi nel corso degli anni. Sperimentare nuovi linguaggi e nuove forme espressive, giocare con le tecniche e con le diverse arti mescolandole per scoprire che effetto farà, spingere lo sguardo sempre un po’ più in là verso le avanguardie, collaborare con altre realtà vivaci e interessanti del territorio in cui ci si muove, sono le cifre centrali che danno corpo alla manifestazione.

    Sul fronte delle collaborazioni si è rafforzato nel corso degli anni il rapporto con l’azienda USL di Piacenza assieme alla quale si è costruito il progetto di OSPEDarte, ovvero quando l’arte entra in ospedale: un modo nuovo e organico per rappresentare le istanze di normalità dei pazienti ospedalieri e portare all’interno delle mura dei luoghi di cura anche quella ventata di freschezza che solo l’arte quando è ben fatta può offrire. Si è appena conclusa con grande successo la campagna di raccolta fondi che ha portato all’acquisto di un pianoforte per l’ospedale di Piacenza, il nucleo attorno al quale sono partiti da gennaio, con cadenza bisettimanale, gli spettacoli di vario genere – cinema, musica, teatro e lettura – rivolti ai pazienti e ai loro familiari. “Perché la musica della vita non aspetti fuori”, come recita lo slogan della campagna.
    Un’altra direttrice che quest’anno è stata imboccata con ancor più decisione è quella che vede il coinvolgimento assiduo e continuativo del Jazz Club piacentino a favore degli studenti nelle scuole, perché il Jazz possa arrivare ovunque, anche a chi non avrebbe altra occasione per farne esperienza, progetto che prende il nome “Il Jazz va a scuola”. Una modalità di grande immediatezza e facile comprensione che fa sicura presa sui ragazzi è la figura del testimonial che, nel caso della musica Jazz, sono i musicisti in prima persona. Dietro invito dell’Associazione i musicisti accettano di andare nelle scuole del territorio per raccontare la loro storia personale, come si sono avvicinati alla musica, cosa ha significato nella loro vita e, di conseguenza, l’apporto che ciò può dare a un giovane. Questo non per fare di ogni ragazzo incontrato un musicista jazz, ma per dare a ognuno di loro l’opportunità di ascoltare dal vivo persone straordinarie (che hanno scelto una vita fuori dai canoni comuni) e percepire che un’altra strada è possibile, anche limitatamente all’ascolto, oggi purtroppo molto vincolato e limitato per generi e varietà di approcci a causa dei preponderanti circuiti commerciali che privilegiano spesso musica di scarsa qualità artistica.

    Oltre a confermare tutte le preziose collaborazioni che si sono avviate nel corso degli anni e che hanno contribuito a garantire un’offerta qualitativa sempre più alta e sempre più indirizzata a raccogliere e a rappresentare molte delle istanze di cultura del territorio, la kermesse ha abituato il pubblico a trovare sempre delle novità all’interno di una formula rodata e consolidata.
    Rinnovata anche nel 2019 la co-produzione con l’associazione Jazz Network – Crossroads e il consolidamento del rapporto con le più importanti realtà locali: oltre le scuole e AUSL già citate sopra ricordiamo qui la Galleria Ricci Oddi, il Conservatorio “Nicolini”, la Galleria Alberoni, il centro commerciale “Gotico” e la Casa Circondariale delle Novate.

    Oltre a questo lato impegnato, su cui lavoriamo incessantemente, esiste anche un lato ludico e leggero che coltiviamo con cura e grande soddisfazione; cerchiamo sempre nuovi modi per portare la musica a tutti, ma proprio a tutti, in momenti e in luoghi anomali che ci auguriamo vi sorprenderanno. Strade, piazze, negozi, uffici, scuole, mezzi di trasporto saranno teatro di incursioni improvvise e folgoranti, flash mob divertenti, tutto in puro stile Jazz. Ci piacerebbe che questa nostra città venga invasa dalla bella musica e dalla sua contagiosa allegria per tutta la durata del festival e speriamo di riuscirci.

    La manifestazione, ideata e organizzata dall’Associazione culturale Piacenza Jazz Club che si fregia del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il settimo anno consecutivo, è diretta artisticamente da Gianni Azzali, presidente del Piacenza Jazz Club e si avvale del determinante sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, con il supporto della Regione Emilia-Romagna, del Comune e della Provincia di Piacenza, del Comune di Fiorenzuola e del supporto di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio.


    Angelica Dadomo
    (addetta stampa del Piacenza Jazz Fest)

  • 24 Febbraio - Bill Fisell Trio
    Frisell_Trio.jpg

     

    BILL FRISELL TRIO
    featuring Tony Scherr and Kenny Wollesen


    Domenica 24 Febbraio 2019 ore 18:00
    Piacenza - Spazio Le Rotative

    Bill Frisell chitarra
    Tony Scherr basso/contrabbasso
    Kenny Wollesen batteria



    Interi € 22 - Ridotti € 18
     

    Prevendita online (dal 1 febbraio): www.diyticket.it
    Anche in tutte le ricevitorie Sisal

    Concerto fuori abbonamento

    Partenza col botto per questa sedicesima edizione del Piacenza Jazz Fest, con un musicista che è un assoluto fuoriclasse. Descritto come “il vero epicentro della musica americana moderna” (BBC) e come uno degli artisti più vitali e produttivi degli Stati Uniti, Bill Frisell ha sviluppato una carriera come chitarrista e compositore che dura da oltre trentacinque anni con all’attivo 250 registrazioni, tra cui circa quaranta in veste di leader. Con alle spalle quattro decenni di carriera caratterizzata da ottime composizioni originali, una grande visione tecnica unita a una certa audacia improvvisativa, questo tranquillo maestro di Seattle è paragonabile ormai al Jimi Hendrix delle forme più audaci della musica contemporanea, grazie al modo in cui ha rivoluzionato le potenzialità  stilistiche della chitarra elettrica e dal momento che è diventato una fonte di ispirazione sia per il rock d’avanguardia sia per chi si occupa di musica elettronica. La musica di Bill Frisell abbraccia un’ampia gamma di espressioni musicali: i diversi generi che si alternano in uno stesso concerto, dalla musica country o il folk americano - a cui da sempre è molto legato - da John Coltrane alle grandi colonne sonore, da Buster Keaton a James Bond, contribuiscono a rendere il concerto di questo musicista audace al tempo stesso rilassante e avventuroso. Come per tutte le esperienze che lo vedono coinvolto, anche questa performance sarà ricca di infinite possibilità.
    In più la formazione con cui lo vedremo all’opera gli è particolarmente congeniale. All’insegna dell’improvvisazione pura, la profonda sintonia che lega Frisell ai suoi fidati collaboratori Wollesen e Scherr, con lui anche sul palco delle Rotative, gli consentirà di seguire l’ispirazione e il mood del momento. Il grande chitarrista potrà dunque lavorare liberamente, pezzo dopo pezzo, in base all’estro e alla situazione contingente, motivo per cui lo spettatore può aspettarsi di tutto: da una rielaborazione di Coltrane a brani della tradizione americana, reinterpretati sempre con una marcata vena jazzistica. Proprio grazie a questo trio, Frisell ha sviluppato uno dei rapporti più empatici e duraturi della storia della musica, cresciuto nel corso delle lunghe tournée nelle sale concerto di tutto il mondo.

     

    - - - - - - - - - - - -
    I consigli di Jody

    Da ascoltare:
    - "Small town" (con Thomas Morgan)
    - "Before we were born"





  • 2 Marzo - Mattia Parissi e Manuela Ciunna
    Slider_Parissi_Ciunna.jpg


    Sabato 2 marzo 2019 ore 21:15
    Milestone – Piacenza

    VINCITORI DEL “BETTINARDI 2018” - Sezioni A e C

    VINCITORE SEZIONE “A” 2018 (SOLISTI)
    MATTIA PARISSI QUARTET
    “Omaggio a Luca Flores”

    Manuel Trabucco saxofoni

    Mattia Parissi pianoforte

    Emanuele Di Teodoro contrabbasso
    Nicolò Di Caro batteria

    - - - - - - - - - - - - - -

    VINCITORE SEZIONE “C” 2018 (CANTANTI)
    MANUELA CIUNNA QUARTET

    Manuela Ciunna voce
    Seby Burgio pianoforte e basso synth
    Paride Pignotti chitarra
    Alessandro Marzi batteria


    Ingresso libero

    Mattia Parissi è un fulgido esempio di ottimo pianismo italiano. Giovane e intraprendente, nonostante il carattere sostanzialmente schivo e riservato, si accosta ai grandi con reverenza ma con le idee chiare su ciò che la loro musica rappresenta oggi per lui e questo omaggio a Luca Flores lo dimostra chiaramente. Luca Flores è stato, e rimane, uno dei più fulgidi e indiscutibili talenti emersi nel panorama jazzistico italiano. Sebbene la sua produzione non sia molto vasta e si articoli sostanzialmente nei circa dieci anni che vanno dal suo esordio discografico nel 1984 con il disco “Streams” di Tiziana Ghiglioni all’ultimo disco “For Those I Never Knew”, inciso a proprio nome nel 1995 pochi giorni prima della sua prematura scomparsa, in questo arco temporale Flores ha la possibilità di collaborare con straordinari musicisti di rilievo nazionale e internazionale, su tutti Chet Baker, ma anche i nostri Massimo Urbani, Nicola Stilo, Furio Di Castri, Roberto Gatto e moltissimi altri, inserendosi a pieno titolo tra i più importanti pianisti e compositori jazz italiani.

    Manuela Ciunna vive a Roma, ma la sua personalità siciliana è sempre fortunatamente evidente nelle sue ricche interpretazioni, che spiccano sia per una forte ritmicità sia per le emozioni intense che riesce a trasferire agli ascoltatori; non per nulla è stata selezionata lo scorso anno da Diana Torto e da tutta la giuria della sezione cantanti del concorso Bettinardi su tante concorrenti giunte da tutta Italia. Si esibirà con un quartetto di ottimi musicisti: con un basso sintetizzato affidato alle sapienti mani del tastierista Seby Burgio che si amalgama alla perfezione con i colori della chitarra di Paride Pignotti e l’impulso ritmico di Alessandro Marzi alla batteria.

  • 9 marzo 2019 - Dan Weiss Starebaby
    DanWeissStarebaby.jpg


    DAN WEISS STAREBABY

    Sabato 9 marzo 2019 ore 21:15

    Teatro President

    Craig Taborn pianoforte e Fender Rhodes
    Matt Mitchell pianoforte e tastiere
    Ben Monder chitarra
    Trevor Dunn basso
    Dan Weiss batteria


    Interi € 22 - Ridotti € 18
    Prevendita online
    (dal 1 febbraio): www.diyticket.it
    Anche in tutte le ricevitorie Sisal


    Converto anche in abbonamento


    Dan Weiss è uno dei batteristi attualmente più richiesti in ambito jazz e si esibisce indifferentemente con artisti di stili molto diversi tra loro, come Rudresh Mahanthappa, Chris Potter, John Zorn e Jen Shyu, a testimonianza della sua versatilità e della vastità dei suoi orizzonti di interesse musicale. “Starebaby”, il suo ultimo lavoro, che sta portando in giro per il mondo e per il quale ha composto tutte le musiche, è la realizzazione del sogno a cui ha lavorato a lungo. Da oltre un decennio, infatti, cercava di riunire alcuni dei più valenti musicisti del panorama internazionale per suonare musica che combinasse la natura improvvisativa del Jazz con la potenza dell'Heavy Metal e della nuova musica elettronica.
    Come per le sue precedenti uscite acclamate dalla critica, “Starebaby” è un’opera decisamente originale che è in gran parte senza precedenti e che riflette lo stato di grazia del musicista statunitense. Questo lavoro riflette realmente il suo gusto e il suo modo di intendere e vivere la musica, come una miscela ben dosata di improvvisazione jazz, Doom Metal dalle sonorità cupe e dai ritmi lenti, musica elettroacustica, ritmo ciclico tipico della musica indiana con innumerevoli altre influenze, arrivando a un risultato complessivo sorprendente e che va completamente al di là di ogni confine musicale.
    Tutti i musicisti presenti sul palco: Craig Taborn e Matt Mitchell alle tastiere, piano ed elettronica, Ben Monder alla chitarra e Trevor Dunn al basso, insieme a Weiss condividono l'amore per l’Heavy Metal e hanno alle spalle esperienze importanti in gruppi sperimentali Rock e di musica elettronica. L’insieme che ne deriva è stupefacente e offre alla musica un’enorme varietà di trame e colori vorticosi.

    - - - - - - - - - - - -
    I consigli di Jody

    Da ascoltare:
    - "Starebaby" (con Craig Taborn)





  • 12 Marzo 2019 - Richard Galliano
    Galliano_web.jpg


    RICHARD GALLIANO
    “Solo Accordeon”

    Martedì 12 marzo 2019 ore 21:15

    Teatro Sociale di Stradella (PV)


    In collaborazione con il Comune di Stradella

    Interi € 27,50 a € 7,70 (vari ordini)
    Prevendita locale e su Vivaticket

    Fuori abbonamento

    N.B. - Galliano alle ore 15:00 terrà una masterclass nel ridotto del Teatro Sociale di Stradella


    Dopo la felice esperienza dello scorso anno, si rinnova la collaborazione con il Teatro Sociale di Stradella e in particolare con il “Festival del Ridotto”, curato da Livio Bollani. Quest’anno il protagonista assoluto è uno dei maggiori virtuosi della fisarmonica, simbolo di quella terra: il fisarmonicista e bandoneonista italofrancese Richard Galliano, che si esibirà in recital in completa solitudine che rimarrà negli occhi e nelle orecchie dei fortunati che potranno assistervi.
    Vedere suonare Richard Galliano significa capire esattamente cosa significa essere una cosa sola con il proprio strumento. Galliano è un solista eccezionale che continua a esplorare una vasta gamma di musica senza abbandonare né il lirismo, né quel suo “tocco francese” che da sempre così poeticamente lo contraddistingue. Lo stesso stile che gli ha consentito di far diventare la fisarmonica un grande strumento del Jazz, alla stregua della tromba o del saxofono, quando sembrava che la fisarmonica non avrebbe mai incontrato solisti di grande spicco, nonostante valenti predecessori. Ispirato da sincera ammirazione per l’amico Astor Piazzolla, inventore del “Tango Nuevo”, Richard Galliano è riuscito, grazie al suo “New Musette”, a rivitalizzare una tradizione tipicamente francese che, si pensava, non avrebbe mai incontrato innovatori.
    Dotato di una rara polivalenza, Galliano si esprime musicalmente in qualsiasi contesto: dal solo fino alle big band. Che siano Jazz, Tango, Musette o grande Classica, come Bach, Vivaldi, Rachmaninov o Dvorak, il segreto che rende così grande il Maestro sta nell’incontro col brano e nello riuscire ad andare al cuore dei capolavori che sceglie di interpretare, riuscendo ogni volta a renderli il più leggibili e autentici possibile.



    - - - - - - - - - - - -
    I consigli di Jody

    Da ascoltare:
    - "New jazz musette"
    - "Mare nostrum III" (con Paolo Fresu, Jan Lundgren)


  • 16 marzo 2019 - John Surman Trio
    Surman_web.jpg

     


    JOHN SURMAN INVISIBLE THREADS


    Sabato 16 marzo 2019 ore 21:15
    Piacenza - Conservatorio "Nicolini"


    Interi € 22 - Ridotti € 18

    John Surman clarinetto basso e saxofoni
    Nelson Ayres pianoforte
    Rob Waring vibrafono

    Prevendita online (dal 1 febbraio): www.diyticket.it
    Anche in tutte le ricevitorie Sisal


    Concerto anche in abbonamento


    Assolutamente da non perdere questa preziosa occasione di ascoltare dal vivo, in una delle sue ormai rare apparizioni, John Surman, uno dei più prestigiosi e innovativi saxofonisti di sempre, uno che ha fatto la storia del Jazz degli ultimi cinquant’anni e che a 75 anni continua a stupire per la sua verve compositiva e la sua freschezza interpretativa. Surman è riuscito a inventare nel corso degli anni uno stile del tutto personale, spaziando dall’improvvisazione e le sperimentazioni free degli anni Sessanta alle melodie folk della sua terra, dalla musica antica del Seicento all’elettronica interpretata in solo con i suoi fiati degli anni Ottanta e Novanta, fondendo grandi capacità tecniche e una voce strumentale personale e immediatamente riconoscibile. Alternandosi tra sax soprano, baritono e clarinetto basso, la sua musica, originale e personale, è frutto di un continuo lavoro di ricerca e inventiva, sempre intrisa di un intenso lirismo.
    Al Piacenza Jazz Fest presenterà il suo ultimo progetto: un trio caratterizzato da un accostamento originale per intrecci e miscele geografiche e musicali, che comprende il pianista brasiliano Nelson Ayres e il vibrafonista americano Rob Waring. Insieme i tre hanno inciso un CD appena uscito per ECM che si intitola “Invisible Threads”, a richiamare quei fili invisibili che nelle parole di Surman sono semplicemente la musica, che unisce musicisti apparentemente così lontani come stile e derivazione culturale, allargandosi allo stesso pubblico. L’intreccio fra tre storie così diverse come quelle di questi musicisti, con le rispettive attitudini, si rivela splendente e riuscito, adornato di una peculiare e assorta leggerezza, non per questo priva di forza gentile e sempre capace di sostenersi, a dispetto della mancanza di pulsazioni ritmiche diverse da quelle implicite date dai loro strumenti.



    - - - - - - - - - - - -
    I consigli di Jody

    Quest'anno John Surman compie 75 anni. A questo autentico gigante della scena contemporanea, virtuoso multistrumentista (sax baritono e soprano, clarinetto basso, flauti e sintetizzatore) dedichiamo un selezione discografica con alcuni dei  capitoli più rappresentativi della sua luminosa e poliedrica carriera.
    The Trio (1970)
    Trio con il contrabbasso di Barre Phillips e la batteria di Stu Martin: uno dei dischi più creativi del jazz europeo.
    Coruscating (1999)
    Con il  fidato contrabbassista Chris Laurence e un quartetto d'archi: classico e intimistico. Lo struggente brano Stone Flower è un omaggio a Harry Carney, il grande baritonista di Ellington.
    Saltash Bells (2012)
    L'eco delle campane della chiesa di Saltash in Cornovaglia ha ispirato questo lavoro solitario di Surman. Disco autobiografico: in ogni brano riaffiorano i ricordi dell'infanzia di John. Nell' ultimo titolo, il  nostalgico Sailing Westwards si ascolta anche  un evocativa armonica a bocca.
    Invisible Threads (2018)
    L'ultimo  Surman: atmosfera cameristica, toni smorzati, timbri preziosi.






  • 23 Marzo 2019 - Terence Blanchard
    Blanchard_web.jpg


    TERENCE BLANCHARD AND THE E-COLLECTIVE

    Sabato 23 marzo 2019 ore 21:15
    Piacenza – Sala degli Arazzi c/o Galleria Alberoni

    Terence Blanchard
    tromba
    Charles Altura chitarra
    Aaron Parks pianoforte
    David Ginyard Jr. basso
    Gene Coye batteria


    Interi € 22 - Ridotti € 18
    Prevendita online www.diyticket.it

    Concerto anche in abbonamento

    Protagonista del concerto presso la Sala degli Arazzi, messa gentilmente a disposizione dalla Galleria Alberoni, sarà il trombettista e compositore americano Terence Blanchard assieme a un quintetto di comprimari di grande livello chiamato E-Collective, con cui lavora in forte sintonia da anni. Nato a New Orleans all’inizio degli anni Sessanta, vincitore di 5 Grammy, Terence Blanchard è una delle principali forze creative sulla scena Jazz contemporanea. A partire dagli anni Novanta ha composto oltre quaranta colonne sonore, per la maggior parte in stretta collaborazione con il regista Spike Lee, diventando il più prolifico artista jazz che lavora nel Cinema.
    Blanchard suonerà soprattutto brani dall’ultimo album uscito per la Blue Note, dal titolo con duplice significato: “Live”. L’album è una raccolta di registrazioni dal vivo realizzate a Minneapolis, Cleveland e Dallas, città segnate dalla violenza e dalla tensione tra le forze dell'ordine e il popolo afroamericano. Insieme al suo quintetto ha affrontato l’epidemica e ciclica violenza legata all’uso di armi negli Stati Uniti, portando sul palco una musica che egli stesso ha definito di speranza e guarigione. Si tratta di brani che riflettono l’amara frustrazione della nostra coscienza collettiva di fronte a questi scempi, ma al tempo stesso trasmettono fiducia, come un balsamo di guarigione emotiva.
    Blanchard ha formato l’E-Collective per esplorare l'interrelazione tra Jazz, R&B, Funk e Fusion, insieme a un gruppo composto da musicisti dell’avanguardia come Charles Altura alla chitarra, Aaron Parks al pianoforte, David Ginyard Jr. al basso e Gene Coye alla batteria.


    - - - - - - - - - - - -
    I consigli di Jody

    Da ascoltare:
    - "Live" (con E-Collective)
    - "Magnetic"


  • 27 Marzo 2019 - Bollani / Rubalcaba
    Bollani_Rubalcaba.jpg


    STEFANO BOLLANI / GONZALO RUBALCABA


    Mercoledì 27 marzo 2019 ore 21:15

    Piacenza - Teatro Municipale

    Stefano Bollani pianoforte
    Gonzalo Rubalcaba pianoforte

    In coproduzione con Jazz 2Network - CrossRoads" e in collaborazione con la Fondazione Teatri di Piacenza e la Fondazione di Piacenza e Vigevano.


    Prevendita presso Teatro Municipale (prezzi dei biglietti a fondo pagina)
    Acquisto online
    (dal 1 febbraio)


    Concerto fuori abbonamento


    Protagonisti di uno tra i concerti più blasonati del cartellone, presso il Teatro Municipale, saranno due giganti del pianismo jazz contemporaneo: l’italianissimo e vulcanico Stefano Bollani insieme al raffinato Gonzalo Rubalcaba, cubano di nascita. Due gran coda, uno di fronte all’altro, e alla tastiera due autentici virtuosi. Due modi diversi di suonare il pianoforte e di intendere la musica forse, due personalità molto forti che da tempo si sono fatte strada sulla scena internazionale e che ora hanno deciso di incontrarsi.
    A volte ritornano. Entrambi, infatti, hanno già allietato la platea del Piacenza Jazz Fest negli scorsi anni. Ma si tratterà di un ritorno a Piacenza all’insegna della novità: mai li avevamo visti esibirsi sullo stesso palco, in un concerto inedito e tutto da scoprire che li vedrà assoluti protagonisti. L’influenza afro-cubana e il ritmo latino di Rubalcaba, mescolati all’estro musicale e alla fantasia versatile di Bollani, sono destinati a creare uno spettacolo musicale di incredibile impatto per il pubblico.
    Con quindici nomination e quattro Grammy al suo attivo, Gonzalo Rubalcaba è un pianista straordinariamente versatile in grado di fondere i diversi filoni della tradizione jazz cubana e americana in un tutto nuovo e moderno. Stefano Bollani, una delle eccellenze italiane nel panorama jazzistico internazionale, applica costantemente una tecnica raffinata senza mai tralasciare la propria versatilità e il buon senso dell’umorismo.
    Entrambi già cimentatisi in riusciti esperimenti in piano duo, siamo tutti curiosi di scoprire in che modo riusciranno a stupirci stavolta.


    - - - - - - - - - - - -
    I consigli di Jody

    Da ascoltare:
    - Stefano Bollani e Chick Corea: "Orvieto"
    - Gonzalo Rubalcaba e Charlie Haden: "Tokyo adagio"



    Platea: Interi € 35 – Ridotti € 30*

    osto palco: Interi € 33 – Ridotti € 29*


    Ingresso palco e galleria numerata: Interi € 30 – Ridotti € 26*

    Galleria non numerata: Interi € 23 – Ridotti € 20*


    Loggione numerato: Interi € 18 – Ridotti € 15*
    Loggione non numerato: Interi € 12 – Ridotti € 10*

    *Riduzione applicata agli over 65, under 20, Soci Piacenza Jazz Club

    Biglietteria del Teatro Municipale
    via Verdi, 41 Piacenza – martedì, giovedì e sabato dalle ore 10.30 alle ore 13:00; mercoledì e venerdì dalle ore 10.30 alle ore 15:00 tel. 0523/492251; domenica, lunedì e festivi chiuso.
    Nessun diritto di prevendita.

  • 30 Marzo 2019 - Gruppi vincitori 2018
    Vincitori_B_2018.jpg


    GRUPPI VINCITORI A EX-AEQUO DEL BETTINARDI 2018

    Sabato 30 marzo 2019
    Piacenza - Milestone ore 21:15

     
     Concerto gratuito

     

    TEIK CHU
    Giovanni Fochesato sax tenore
    Lorenzo De Luca sax tenore
    Filippo Mampreso batteria
    Marco Soldà batteria

    TMB TRIO 
    Tommaso Troncon sax tenore
    Nicolò Masetto contrabbasso
    Lorenzo Bonucci batteria


    Vincitori ex-aequo lo scorso anno della sezione “B” dedicata ai gruppi del Concorso nazionale per giovani talenti under 35 “Chicco Bettinardi” XV edizione, i Teik Chu e i TMB Trio si esibiranno nella stessa serata a loro dedicata sul palco del Milestone Jazz Club.
    I primi a salire sul palco saranno i Teik Chu, un gruppo originario di Lonigo, in provincia di Vicenza, che si distingue per una formazione ardita e alquanto insolita, composta da due sax tenori, Giovanni Fochesato e Lorenzo De Luca, insieme a due batteristi, Filippo Mampreso e Marco Soldà. Nell’insieme un progetto coraggioso e innovativo che non fa rimpiangere l’assenza di strumenti a corde e che consente loro di proporre degli arrangiamenti sempre originali. Il repertorio è una rielaborazione ritmica della musica di Thelonious Monk, Duke Ellington e Billy Strayhorn più alcune composizioni originali.
    Sarà poi la volta del secondo gruppo vincitore, i TMB Trio, nuovo ensemble che nasce dall’incontro dei musicisti Tommaso Troncon, saxofonista, Nicolò Masetto, contrabbassista, e Lorenzo Bonucci, batterista e percussionista. Questi tre musicisti creano un sound moderno che unisce le influenze della musica contemporanea alla tradizione jazz, proponendo brani originali incentrati sulla poliritmia e sofisticati nuovi arrangiamenti in metriche dispari di celebri standard. Ricerche e sperimentazioni sonore unite a una particolare attenzione rivolta al panorama musicale internazionale sono la chiave di questo energico trio, caratterizzato da una speciale intesa ed interplay tra i suoi componenti.

  • 31 Marzo 2019 - Chris Potter Quartet
    Potter_web.jpg


    CHRIS POTTER CIRCUITS QUARTET

    Domenica 31 marzo 2019 ore 18:00
    Fiorenzuola d'Arda (PC) - Teatro Comunale Verdi

    Chris Potter sax
    Craig Taborn pianoforte
    Tim Lefebvre basso
    Justin Brown batteria


    Interi € 22 - Ridotti € 18
    I posti palco non di parapetto saranno ulteriormente ridotti a € 18 per gli interi e € 14 per i ridotti
    Prevendita online www.diyticket.it

    Concerto anche in abbonamento


    Unanimemente riconosciuto come uno dei più influenti saxofonisti della sua generazione, Chris Potter per il tour di presentazione del suo nuovo album freschissimo di stampa intitolato “Circuits” (la cui uscita è prevista per il 22 febbraio 2019 per l’etichetta Edition Records) sarà la star di uno dei concerti più belli del festival, quello presso lo splendido Teatro Verdi di Fiorenzuola.
    Da ormai più di due decenni, la creatività illimitata di Potter, il suo virtuosismo disinvolto e il suo vibrante senso per lo Swing hanno entusiasmato critici, musicisti e fan, che lo acclamano come uno dei più influenti saxofonisti e innovatori attualmente in circolazione. Chris Potter si è distinto fin da giovanissimo sulla scena internazionale per una creatività senza limiti, un virtuosismo del tutto naturale e un’intensa capacità improvvisativa. Per questo viene ascoltato con uguale ammirazione tanto dai cultori della tradizione quanto dagli amanti delle ricerche contemporanee.
    Potter ha affrontato il suo ultimo lavoro come una svolta, un cambio di direzione per la sua musica che non vuole sia vincolata da convenzioni e per questo ha voluto affrontare con musicisti nuovi. Insieme a lui sul palco al pianoforte Craig Taborn, già sentito quest’anno al Jazz Fest insieme a Weiss e molto apprezzato anche come solista, alla batteria Justin Brown che ha avuto modo di distinguersi nel vivace panorama dei giovani jazzisti statunitensi; completa il quartetto l’eccezionale bassista Tim Lefebvre.


    - - - - - - - - - - - -
    I consigli di Jody

    Da ascoltare:
    - "Live at Mupa"
    - "Underground" (con Craig Taborn)

  • 5 Aprile 2019 - Erik Friedlander
    Friedlander_web.jpg.jpg


    ERIK FRIEDLANDER'S THROW A GLASS
    "Artemisia"

    Venerdì 5 aprile 2019 ore 21:15
    Piacenza – Sala degli Arazzi c/o Galleria Alberoni

    Erik Friedlander violoncello
    Uri Caine pianoforte
    Mark Helias contrabbasso
    Ches Smith batteria

    Interi € 22 - Ridotti € 18
    Prevendita online www.diyticket.it

    Concerto anche in abbonamento

    - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
    Alle ore 15:00 presso il nuovo auditorium del Conservatorio “Nicolini Erik Friedlander terrà un incontro-masterclass aperta a studenti, insegnanti e pubblico esterno ad ingresso libero e gratuito.
    - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

    Doppio appuntamento quest’anno nella splendida Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni. Dopo la tromba di Blanchard, protagonista sarà un quartetto di puri talenti, guidato dal violoncellista e compositore Erik Friedlander. Il quartetto “Throw a Glass” vede oltre al leader anche altri comprimari: basti pensare che al pianoforte siederà Uri Caine, musicista la cui duttilità gli consente di confrontarsi con diversi contesti musicali molto differenti tra loro, mentre al contrabbasso ascolteremo Mark Helias e alla batteria Ches Smith. Il gruppo si era formato per un unico concerto, ma era talmente alta la “chimica” tra di loro, che hanno deciso di proseguire il cammino fino a incidere un album, che ha visto la luce nel 2018, dall’evocativo nome di “Artemisia”. Si può definire un disco sull'ispirazione e sulla sua origine.
    Figlio di uno dei più affermati fotografi statunitensi, Erik Friedlander intraprende un percorso musicale lontano anni luce dalle grandi major, essendo stato “rapito” dagli animatori della downtown creativa newyorkese degli anni '80, Dave Douglas e John Zorn su tutti. Inizia perciò a sperimentare forme sonore in bilico tra rivisitazioni di musica Kletzmer, Free-Jazz e musica colta contemporanea con rara sensibilità, pur facendo emergere un timbro personale che lo rende riconoscibile in qualsiasi ambito. Mai cerebrale, mai ostentato, la sua naturale sobrietà non ha moderato quel calore che da lui sprigiona nei diversi contesti in cui riesce a dipingere con il suo violoncello, grazie a una naturalezza sbalorditiva. Un gigante della scena attuale americana, insomma, capace di rivisitare i percorsi più affascinanti della cultura musicale statunitense, rispettandola e, perché no, turbandola al tempo stesso.


    - - - - - - - - - - - -
    I consigli di Jody
    Da ascoltare:
    - "Artemisia"
    - "Nighthawks"



  • 7 Aprile 2019 - Gala di fine festival



    Domenica 7 aprile 2019 - ore 18:00

    Piacenza – Spazio “Le Rotative”

    GALA’ DI PREMIAZIONE E DI FINE FESTIVAL

    Ingresso libero

    Esibizione dei vincitori delle sezioni Solisti, Gruppi e Cantanti del Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi” per Nuovi Talenti del Jazz Italiano.

    Sezione A (solisti) in ordine alfabetico:

    JORDAN CORDA (vibrafono) di Serrenti (SU)
    GIULIO OTTANELLI (sax alto) di Firenze


    Sezione B (gruppi) in ordine alfabetico:

    BRIGHT di Mantova
    Manuel Caliumi (sax)
    Mauro Spanò (pianoforte)
    Marcello Abate (chitarra)
    Martino De Fraceschi (contrabbasso)
    Federico Negri (batteria)

    TRAVELLING NOTES di Silea (TV)
    Francesco Ivone (tromba)
    Giorgio Giacobbi (sax tenore)
    Francesco De Luisa (pianoforte)
    Sebastian Piovesan (basso)
    Camilla Collet (batteria)


    Sezione C (cantanti) in ordine alfabetico:

    CLARISSA COLUCCI di Modena
    ROBERTA GENNA di Marsala (TP)



    I solisti vincitori della sezione A e C saranno accompagnati da:
    Giovanni Guerretti pianoforte
    Alex Carreri contrabbasso
    Luca Mezzadri batteria

    Esibizione e premiazione dei vincitori delle sezioni Solisti, Gruppi e Cantanti del Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi” per Nuovi Talenti del Jazz Italiano 2019.

    Atto finale sia del festival sia del concorso “Chicco Bettinardi”, la serata del Galà di premiazione è da sempre sinonimo di saluti, arrivederci alle prossime iniziative e ringraziamenti a tutti coloro che hanno collaborato e partecipato, in un clima amichevole e cordiale, esattamente come sono tutti i volontari e lo staff dell’Associazione Culturale Piacenza Jazz Club, che gestisce e organizza questi eventi.
    I protagonisti indiscussi della serata sono i giovani talenti che hanno passato le selezioni e vinto le finali, due per ciascuna sezione (Solisti, Gruppi e Cantanti). Saranno loro, ad avere un’ulteriore occasione per esibirsi sul palco dello Spazio Rotative, nel momento in cui sarà rivelata la graduatoria. I primi classificati per ogni sezione andranno premi in denaro, il Premio Libertà, ma soprattutto gli ingaggi nel cartellone principale del 2020. Ai secondi un premio in denaro, ma più ridotto. L’iniziativa ha lo scopo di scoprire e valorizzare i nuovi talenti del Jazz provenienti da tutta Italia per promuoverne le attività e si avvale del fondamentale sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, oltre che di Yamaha Music Europe GmbH - Branch Italy.
    Una novità di quest’anno, all’insegna della contaminazione delle arti, è quella di ispirare e abbinare ad ogni brano eseguito dai vari vincitori uno schizzo a mano libera eseguito da studenti del Liceo “Cassinari” di Piacenza e visibili nel loro divenire alle spalle dei musicisti.
    Al termine della serata, non potrà mancare il tradizionale brindisi con vini e salumi piacentini per salutare il festival e ricordare l’appuntamento estivo con “Summertime in Jazz”, la rassegna che si snoda lungo due tra le quattro più belle e spettacolari vallate della provincia piacentina.