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JOHN SURMAN INVISIBLE THREADS


Sabato 16 marzo 2019 ore 21:15
Piacenza - Conservatorio "Nicolini"


Interi € 22 - Ridotti € 18

John Surman clarinetto basso e saxofoni
Nelson Ayres pianoforte
Rob Waring vibrafono

Prevendita online (dal 1 febbraio): www.diyticket.it
Anche in tutte le ricevitorie Sisal


Concerto anche in abbonamento


Assolutamente da non perdere questa preziosa occasione di ascoltare dal vivo, in una delle sue ormai rare apparizioni, John Surman, uno dei più prestigiosi e innovativi saxofonisti di sempre, uno che ha fatto la storia del Jazz degli ultimi cinquant’anni e che a 75 anni continua a stupire per la sua verve compositiva e la sua freschezza interpretativa. Surman è riuscito a inventare nel corso degli anni uno stile del tutto personale, spaziando dall’improvvisazione e le sperimentazioni free degli anni Sessanta alle melodie folk della sua terra, dalla musica antica del Seicento all’elettronica interpretata in solo con i suoi fiati degli anni Ottanta e Novanta, fondendo grandi capacità tecniche e una voce strumentale personale e immediatamente riconoscibile. Alternandosi tra sax soprano, baritono e clarinetto basso, la sua musica, originale e personale, è frutto di un continuo lavoro di ricerca e inventiva, sempre intrisa di un intenso lirismo.
Al Piacenza Jazz Fest presenterà il suo ultimo progetto: un trio caratterizzato da un accostamento originale per intrecci e miscele geografiche e musicali, che comprende il pianista brasiliano Nelson Ayres e il vibrafonista americano Rob Waring. Insieme i tre hanno inciso un CD appena uscito per ECM che si intitola “Invisible Threads”, a richiamare quei fili invisibili che nelle parole di Surman sono semplicemente la musica, che unisce musicisti apparentemente così lontani come stile e derivazione culturale, allargandosi allo stesso pubblico. L’intreccio fra tre storie così diverse come quelle di questi musicisti, con le rispettive attitudini, si rivela splendente e riuscito, adornato di una peculiare e assorta leggerezza, non per questo priva di forza gentile e sempre capace di sostenersi, a dispetto della mancanza di pulsazioni ritmiche diverse da quelle implicite date dai loro strumenti.



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I consigli di Jody

Quest'anno John Surman compie 75 anni. A questo autentico gigante della scena contemporanea, virtuoso multistrumentista (sax baritono e soprano, clarinetto basso, flauti e sintetizzatore) dedichiamo un selezione discografica con alcuni dei  capitoli più rappresentativi della sua luminosa e poliedrica carriera.
The Trio (1970)
Trio con il contrabbasso di Barre Phillips e la batteria di Stu Martin: uno dei dischi più creativi del jazz europeo.
Coruscating (1999)
Con il  fidato contrabbassista Chris Laurence e un quartetto d'archi: classico e intimistico. Lo struggente brano Stone Flower è un omaggio a Harry Carney, il grande baritonista di Ellington.
Saltash Bells (2012)
L'eco delle campane della chiesa di Saltash in Cornovaglia ha ispirato questo lavoro solitario di Surman. Disco autobiografico: in ogni brano riaffiorano i ricordi dell'infanzia di John. Nell' ultimo titolo, il  nostalgico Sailing Westwards si ascolta anche  un evocativa armonica a bocca.
Invisible Threads (2018)
L'ultimo  Surman: atmosfera cameristica, toni smorzati, timbri preziosi.