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Milestone - Programma

  • 1 ottobre 2016 - SALIS - ZANCHINI
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    ANTONELLO SALIS - SIMONE ZANCHINI "Liberi!"

    Antonello Salis pianoforte - fisarmonica
    Simone Zanchini fisarmonica

    Ritornano! Ma questa volta insieme e soprattutto "Liberi"; questo è il titolo che Antonello Salis e Simone Zanchini hanno voluto dare a questa loro inusuale reunion e, chissà, se la serata al Milestone traccerà la strada, potrebbe essere anche il titolo di un CD che ci auguriamo possa venire alla luce. L’autunno al Milestone inizia sotto i migliori auspici. Si parte subito con un “bel colpo”! Sabato 1 ottobre alle ore 22:00 si potranno ascoltare due fisarmonicisti che sono a buon diritto nella top-five della fisarmonica europea e mondiale: Antonello Salis e Simone Zanchini. Piacenza li ha già ospitati con i loro progetti personali, ma questa volta il Milestone è riuscito a “produrre” un loro duo, che promette scintille. Il club sarà aperto già dalle ore 21:00.

    La tessera necessaria è quella Anspi, che si può fare anche all’ingresso del locale; il costo è di € 20/anno (€ 6 per gli under 30).
    "Antonello Salis – afferma Zanchini – è l’unico fisarmonicista col quale ritengo valga la pena di improvvisare!". L’accattivante titolo del progetto, “Liberi!” ha in se le caratteristiche che saranno esplicite sabato sera all’ascolto del duo: gioia e sperimentazione in una musica senza confini, senza steccati, senza preconcetti. La possibilità di scambiarsi continuamente i ruoli e di gustare appieno le possibilità timbrico-dinamiche dei rispettivi strumenti crea un flusso di energia continuo, ispirato e creativo. ma sempre in libertà. Più "aperto" e disponibile alle contaminazioni Zanchini, forse più jazz Salis (che suonerà anche il pianoforte), i due giocheranno sui temi, sui rimandi, sull'invenzione e sull'estro dell'attimo, in una specie di gioco degli specchi o di caleidoscopio musicale. L'appuntamento quindi è di quelli che fanno la storia del jazz italiano, perchè al Milestone, prossimo al suo decimo compleanno, questo duo si presta a lasciare un segno indelebile nell'affascinante storia del jazz club piacentino.

    Simone Zanchini è un fisarmonicista tra i più interessanti e innovativi del panorama internazionale, la sua ricerca si muove tra i confini della musica contemporanea, acustica ed elettronica, sperimentazione sonora, contaminazioni extracolte, sfociando in un personalissimo approccio alla materia improvvisativa. Diplomato con lode in fisarmonica classica al Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro, esercita un’intensa attività concertistica con gruppi di svariata estrazione musicale.

    A sette anni il nonno di Antonello Salis gli regalò una fisarmonica giocattolo, che egli imparò a suonare da autodidatta, come in seguito anche il pianoforte e l'organo Hammond; strumenti con i quali Salis entrò a far parte di gruppi storici della Sardegna come I Barritas di Benito Urgu e Salis'n Salis. Trasferitosi ad Alghero nel 1973, formò il gruppo musicale “I Cadmo” con il quale entrò in contatto con numerosi musicisti e in particolare con Lester Bowie e l'Art Ensemble of Chicago. Nel 1995 con Paolo Fresu e Furio Di Castri ha costituì il trio P.A.F.. Nel 2010 fonda il gruppo Giornale di Bordo, che fu ospite del Piacenza Jazz Fest. Salis ha collaborato e collabora tuttora con numerosissimi artisti di fama internazionale.

  • 8 ottobre 2016 - REUNION QUARTET
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    REUNION QUARTET

    Il concerto sarà preceduto (ore 21:15) dalla presentazione del libro
    "Ma che razza di musica" di e con Stefano Zenni  

    ore 21:15
    Presentazione del libro "Ma che razza di musica" con il musicologo Stefano Zenni.


    Esiste una "musica nera"? E quale sarebbe la sua differenza rispetto a quella "bianca"? Sappiamo riconoscere un cantante africano americano al solo ascolto? Siamo abituati a pensare che la musica possa avere un carattere razziale, etnico o un "colore", e se vediamo un musicista nero statunitense immaginiamo che sappia swingare con più naturalezza di un bianco, o che intonerà le blue notes con sottigliezze inaccessibili a un europeo e le caricherà di un feeling, di un soul inimitabile. Ma tutto questo ha un fondamento scientifico, storico o culturale? Stefano Zenni affronta per la prima volta in campo aperto una materia così delicata, smontando con argomenti brillanti e aggiornati i molti pregiudizi che non solo infestano il discorso degli appassionati, ma trovano ancora ampio spazio nella critica musicale. Per farlo fa riferimento a concetti in apparenza lontani dalla musica, dal colorism al passing, e introduce stimolanti riflessioni sui rapporti fra le culture africano americana, ebraica e italiana. Attraverso un inedito approccio multidisciplinare che si muove con agilità fra i più diversi campi delle scienze storiche, biologiche e sociali, Zenni dimostra che la musica sa essere un esempio mirabile di collaborazione fra individui e comunità: uno scambio ininterrotto di idee e di risorse che trascende ogni barriera culturale o tentazione classificatoria.

    ore 22:00
    REUNION QUARTET

    Mauro Slaviero (sax)
    Roberto Soggetti (pianoforte)
    Paolo Badiini (contrabbasso)
    Valerio Abeni (batteria)


    Una forte amicizia ed una collaborazione quasi trentennale sono il motore trainante di questo quartetto che periodicamente si riunisce per mettere a frutto le varie esperienze individuali cercando di trasformarsi in un sano veicolo portatore di buona musica. Un lungo percorso quindi, dove le esperienze varie e diversificate sviluppatesi negli anni e derivanti dalle varie collaborazioni da parte dei componenti della band con artisti di varie estrazioni (ma sempre di altissimo livello) diventano la curiosità del confronto individuale all’interno di un progetto comune.
    Ciascuno dei quattro componenti, infatti, ha sviluppato negli anni un’esperienza artistica indipendente, talvolta affine e talvolta dissimile da quella degli altri, ma che comunque contribuisce allo sviluppo stilistico e creativo del concetto di base di riproporre una musica ancorata alla tradizione ma allo stesso tempo peculiare nella sua trasversalità interpretativa.
    Progetto quindi inevitabilmente in costante evoluzione, un “workinprogress”, fondato principalmente su composizioni originali che negli anni cambiano, si sviluppano, vengono soppiantate da altri brani e talvolta riprese, ma mai uguali a se stesse, secondo la tradizione jazzistica del “hic et nunc”!

  • 16 ottobre 2016 - DENA DE ROSE QUARTET
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    DENA DEROSE QUARTET

    ore 18:00 (apertura ore 17:30)

    Dena DeRose voce e piano
    Piero Odorici saxofono
    Stefano Senni contrabbasso
    Roberto Gatto batteria

    Cantante, pianista e arrangiatrice di talento, grande senso dello swing e un ottimo approccio all'improvvisazione, la statunitense Dena DeRose è stata definita da Joel Siegel del Washington City Paper “la più creativa, convincente, avvincente cantante-pianista dopo Shirley Horn”. Eccellente perizia pianistica e voce morbida e swingante sono gli ingredienti che fanno di Dena DeRose (Binghamton, New York, 1966) una delle più accreditate interpreti degli standard jazzistici su scala mondiale. Impostasi nella scena dei club newyorchesi, Dena da alcuni anni si divide tra Stati Uniti ed Europa, in particolare Austria, dove insegna all'Università di Musica e Spettacolo di Graz, e Italia, dove spesso collabora con il sassofonista bolognese Piero Odorici. Da questa frequentazione nasce il progetto che domenica si potrà gustare al Milestone. La DeRose proporrà una serata all'insegna dei motivi dei più noti songwriters statunitensi. In gran parte brani noti che rivivranno nella bella voce e sui tasti bianchi e neri dell’artista americana. È sempre una gioia ascoltare Dena De Rose, sia che si tratti di un disco o di un concerto. Ma forse è proprio dal vivo che questa superba pianista e cantante riesce a dare il meglio di sé, grazie ad una spiccata propensione alla reinterpretazione e ad un approccio squisitamente jazzistico, in cui l’arte dell’improvvisazione e dell’empatia con i colleghi di turno raggiunge il massimo livello.
    Il quartetto è completato da Piero Odorici, già presente al Piacenza Jazz Fest del 2008 al saxofono tenore nel quintetto di Cedar Walton, da Stefano Senni e da Roberto Gatto, batterista che appartiene a tutto tondo alla storia del jazz e che ormai da troppo tempo (2006) mancava dalla nostra città.

  • 22 ottobre 2016 - HERBIE'S SPIRIT
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    HERBIE'S SPIRIT

    ore 22:00 (apertura ore 21:00)

    VIGNALI-SAVAZZI-CARRARA-MOZZONI "Herbie's Spirit"

    Il progetto Herbie’s Spirit nasce da un’idea di Paolo Mozzoni: è un omaggio al grande pianista afroamericano che ha attraversato tutti gli stili del Jazz dagli anni ’50 ai tempi nostri. L’idea è quella di presentare le sue composizioni più celebri come “Cantalupe Island” o “Watermelon Man”, ad esempio, con arrangiamenti personalizzati del gruppo e proporre anche composizioni meno note come “First Trio Oliloqui Valley” o “Chan’s Song” lasciando libera creatività ai membri del quartetto, pur restando nelle tipiche sonorità hard bop degli anni Settanta.
    Il progetto è stato presentato in svariati club italiani e importanti rassegne quali Feltrinelli Jazz, Musica nei musei e Arezzo Jazz Festival.

    Paolo Mozzoni è un batterista parmense che vanta una carriera trentennale nel jazz italiano, collaborando tra gli altri con Jimmy Villotti, Piero Odorici, Marco Tamburini, Roberto Rossi, Kris Thomas, Alessandro Altarocca, Aldo Zunino, Stefania Rava, Carlo Atti, partecipando inoltre a progetti del regista Pupi Avati e incidendo diversi dischi come sideman.

    Michele Vignali è uno dei più apprezzati boppers italiani. Saxofonista modenese di alto profilo che ha suonato con alcuni grandi del jazz come Gianni Cazzola, Bobby Dhuram, Nico Menei, Marco Bovi, Luciano Milanese; per diversi anni ha collaborato con il cantautore Vinicio Capossela.

    Luca Savazzi è storico pianista e docente parmense, attivo in diverse importanti formazioni del jazz italiano come Beppe di Benedetto Quintet, Jazz Art orchestra, Marco Brioschi Quartet. Nel suo curriculum spicca la collaborazione con Dee Dee Bridgewater e le “incursioni” nella musica leggera, come le collaborazioni con Eugenio Finardi, Fiordaliso e Riccardo Fogli.

    Stefano Carrara è bassista e compositore parmense, autore di alcune colonne sonore, da anni si è avvicinato al Jazz annoverando nel suo curriculum collaborazioni con Massimo Manzi, Michele Bianchi e Fabrizio Bosso; nella musica leggera ha suonato per diversi anni con Cristina Donà.

  • 28 ottobre 2016 - JAM SESSION!
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    JAM SESSION A FAVORE DELLE POPOLAZIONI TERREMOTATE DEL CENTRO-ITALIA

    ore 21:30 (apertura ore 21:00)

    Contrariamente al solito giorno di apertura, cioè il sabato, quest’anno le jam si svolgeranno al venerdì alle ore 22:00. Sono attesi sul palco numerosi musicisti vogliosi di misurarsi sulla lunghezza di qualche chorus improvvisato.

    La serata del 28 ottobre avrà anche uno scopo benefico di raccolta fondi per le popolazioni colpite dal recente terremoto del centro-Italia. Saranno infatti devoluti alla Protezione Civile dell’Emilia-Romagna, tramite il quotidiano Libertà, i fondi raccolti da una lotteria che avrà in palio una cena per due presso l’osteria “Antica Romea” di via Emilia 29, una pizza per due presso “Le 3 caravelle” di via Colombo, una coppa di trenta mesi del “Salumificio alsenese” e altri premi minori; inoltre per ogni consumazione effettuata al bar del circolo (caffè esclusi), cinquanta centesimi saranno devoluti anch’essi alla causa benefica della serata. Insomma un modo intelligente, buono e divertente di passare una serata di fine novembre. Il locale aprirà alle ore 21:00; l’ingresso è gratuito, ma rivolto ai soci Piacenza Jazz Club e Anspi. La tessera (già 2017) è richiedibile all’ingresso e ha un costo di € 20 (€ 6 per gli Under 30).

    La jam session, cara ad ogni jazz club che si rispetti, è una riunione di strumentisti che si ritrovano per una performance musicale, senza aver nulla di preordinato, se non il fatto che gli standard eseguiti sono ben noti a tutti e permettono a chiunque di improvvisare su schemi armonici già conosciuti. Alle Jam possono partecipare musicisti di tutti i livelli. Quella delle Jam Session è una tradizione che si tramanda da diverse generazioni di musicisti jazz, anche se ultimamente ha perso un po’ di smalto. Il vero significato del “jammare” insieme è quello anzitutto di divertirsi e divertire il pubblico, che vede alternarsi sul palco, in modo improvvisato e spesso casuale, diversi musicisti. Oltre all’aspetto squisitamente e preziosamente goliardico e conviviale, la Jam è un momento di confronto e di crescita musicale per chi ne prende parte, perché ci si mette in gioco, spesso “senza rete”, cioè senza la progettualità che normalmente si mette in campo quando ci si appresta a fare un concerto col proprio gruppo.
    Fin dagli albori del Jazz, le jam session hanno giocato un ruolo centrale nell’evoluzione di questa forma d’arte, ma soprattutto hanno contribuito ad esaltare e stimolare la crescita degli artisti.
    La tradizione consolidata prevede che il gruppo esponga il tema del brano, poi ogni musicista ha spazio per alcuni chorus d’improvvisazione ed infine viene ripreso il tema iniziale. Le jam sono una stimolante occasione che può insegnare qualcosa anche ai jazzisti più esperti, dove le sorprese sono sempre ben accolte. Venerdì sera saranno molti i musicisti che si alterneranno sul palco del Milestone per contribuire alla festa con il loro strumento, tra i quali alcuni docenti e allievi della Milestone School of Music.

  • 5 novembre 2016 - TRIO BOBO
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    BOBO TRIO

    Alessio Menconi chitarra
    chitarra Faso basso
    Christian Meyer batteria


    ore 17:00 - OPEN SOUND CHECK

    Al Milestone di via Emilia Parmense 27, sabato 5 novembre, arrivano tre strumentisti formidabili, che formano l’All-Star group chiamato, con molto understatement, Trio Bobo. Cioè Alessio Menconi alla chitarra, Faso al basso e Christian Meyer alla batteria. Chi segue il gruppo di Elio e le strore tese ha certo familiarità con questi musicisti. Il concerto è previsto per le ore 22:00 ma il locale aprirà alle ore 21:00. L’ingresso è gratuito, rivolto ai soci Piacenza Jazz Club e Anspi. La tessera (già 2017) è richiedibile all’ingresso e ha un costo di € 20 (€ 6 per gli Under 30).

     

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    Il Trio Bobo, con Alessio Menconi alla chitarra, Faso al basso e Christian Meyer alla batteria terrà dalle 17:00 alle 19:00 di sabato 5 novembre alla Milestone School of Music di via Musso a Piacenza un Open Sound Check ad ingresso libero e gratuito per tutti gli interessati. Un momento didatticamente utile per tutti i musicisti che si avvicinano alla professionalità della musica; un’occasione per rendersi conto da vicino di come si effettua un sound check e di come si svolgono le prove di un trio affermato come quello in questione.
    L’ingresso è libero e gratuito, sia per gli allievi della MSOM che per chiunque voglia assistere da vicino al delicato momento della prova dei suoni di un concerto importante come quello del Trio Bobo.

     

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    Il loro ultimo disco, appena dato alle stampe, è “Pepper Games”, che presenteranno sabato al Milestone. Ascoltate quello che dicono di loro: “Trio Bobo è un meraviglioso esempio di "less being more - and for that matter", e per questo, la somma del tutto è più grande della somma delle sue parti. E’ sorprendente sentire queste tre musicisti suonare dal vivo: l'ascolto dà la sensazione di ascoltare la versione elettrica del Keith Jarret Trio.”

    Il Trio Bobo è un eclettico/elettrico gruppo composto da tre musicisti di classe mondiale. Christian Meyer e Faso sono la potente sezione ritmica che supporta Alessio Menconi, un sofisticato chitarrista con una forte impronta rock e blues. La loro musica è aperta, personale, altamente definita e fortemente intrisa di ritmi africani e armonie etniche.

    Alessio Menconi a 16 anni inizia i primi concerti con la Big Fat Mama Blues Band, successivamente è in trio con Rosario Bonaccorso e il trombettista Giampaolo Casati. Nel 1992 entra nella Bansigu Big Band con la quale pubblica 2 dischi, con la partecipazione di Enrico Rava e Paolo Fresu, nel 1993 vince il premio come miglior giovane chitarrista all'Eddie Lang Jazz Festival. Dal 1995 al 2004 collabora con Paolo Conte, col quale incide 4 album e partecipa a vari tour europei. Terminata l'esperienza con Paolo Conte inizia una carriera solista, pubblicando due album. Nel 2010 con Aldo Romano e Luca Mannutza pubblica il disco omonimo nell'Adventures Trio. Dal 2006 è docente di chitarra jazz al conservatorio “Ghedini” di Cuneo e al conservatorio “Paganini” di Genova.
    Christian Meyer fin dai primi anni Ottanta collabora prima con musicisti italiani (a Francoforte) e dal 1983, tornato in Italia, comincia lo studio di diversi generi musicali, focalizzandoli principalmente nel Jazz. Ha insegnato dal 1990 al 1996 al Centro Professionale Musica (CPM) di Milano. Richiestissimo dai maggiori artisti italiani e internazionali, attualmente fa parte della "Drummeria", orchestra di percussioni formata oltre che da Meyer da altri quattro batteristi: Walter Calloni, Maxx Furian, Ellade Bandini, Paolo Pellegatti, ospiti la scorsa estate a Travo per “Summertime in Jazz”.
    Faso è il bassista di famosi gruppi musicali. Ha anche fatto parte della band The Phazees per alcune trasmissioni televisive di MTV ed ha partecipato a trasmissioni RAI. Anche per lui grandi collaborazioni con artisti di svariata estrazione.

  • 13 novembre 2016 - SHEILA JORDAN 4ET
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    SHEILA JORDAN QUARTET

    Sheila Jordan voce
    Roberto Cipelli pianoforte
    Attilio Zanchi contrabbasso
    Tommy Bradascio batteria

    ATTENZIONE ALL'ORARIO - Ore 18:00 (anziché ore 22:00)

    Sheila Jordan, una delle più importanti, intense e raffinate cantanti di Jazz oggi in circolazione, è stata ospite di un memorabile concerto nella seconda edizione del Piacenza Jazz Fest. Era l'anno 2005. Undici anni dopo, alla rispettabile età di ottantotto anni si ripropone al pubblico del Milestone, promettendo le emozioni che solo un’artista di rango può suscitare. Con questa formazione sono state effettuate già tre tour italiani che hanno riscosso un notevole successo e sono stati registrati tre CD: "Sheila's Back in Town", "Sheila Jordan & ESP Trio" e l’ultimo “Straight Ahead” con Paolo Fresu come ospite. Nel corso del concerto verranno eseguiti brani standard, bop e canzoni con testi scritti dalla stessa Jordan.

    Sheila Jordan, al secolo Jeanette Dawson, nasce il 18 Novembre 1928 a Detroit e cesce in povertà in una zona mineraria della Pennsylvania, iniziando però a cantare fin dalla tenera età. Dopo gli studi di pianoforte, la sua più grande influenza musicale è stata la musica di Charlie Parker. Dopo essersi stabilita a New York, all’inizio degli anni ‘50, ha sposato il pianista di Parker, Duke Jordan, e ha studiato con Charles Mingus e Lennie Tristano. All’inizio degli anni ‘60 ha fatto la sua prima incisione “Portrait of Sheila”, per la “Blue Note”. Successivamente ha partecipato alla registrazione del disco “Other view” con George Russell che contiene una famosa versione di 10 minuti di "You Are My Sunshine", che la rese popolare. Nel decennio successivo ha collaborato con Carla Bley e Roswell Rudd e Steve Swallow. Seguiranno numerose altre incisioni con musicisti di primo piano. Sheila è una tra le poche “vocalist” che possa improvvisare in tempo reale dei testi con frasi logiche, spesso in rima, oltre ad essere una superba cantante “scat” ed un’emozionante interprete di “ballads”. Charlie Parker disse di lei: “Sheila ha un orecchio musicale che vale un milione di dollari!”. Nell' arte di Sheila Jordan si può trovare un’incredibile combinazione di maestria tecnica e di entusiasmo giovanile.

  • 19 novembre 2016 - PAOLA QUAGLIATA 4ET
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    PAOLA QUAGLIATA QUARTET 
    feat. Rudy Royston
    "Jazzin' Around Baroque"

    Paola Quagliata voce
    Davide Corini pianoforte
    Luca Garlaschelli contrabbasso
    Rudy Royston batteria


    Jazzin’ Around Baroque nasce dall'amore che la cantante Paola Quagliata nutre per la musica barocca ed il Jazz e dall'osservazione di quante caratteristiche i due generi abbiano in comune. La libertà espressiva affidata all’interprete, la possibilità di improvvisare, la presenza del basso continuo, che ritroviamo praticamente immutato nella scrittura del “walking bass” jazz, per non parlare dello “swing” che caratterizza molti andamenti delle melodie barocche, sono tutti elementi che accomunano due generi solo temporalmente lontani.
    Durante la sua carriera da soprano, Quagliata non ha mai abbandonato il suo interesse per la musica afroamericana. Quando l'interesse si è trasformato in vera passione è stata quasi un'esigenza quella di fondere questi due linguaggi tanto amati in un unico progetto e ha così affidato gli arrangiamenti a Luca Garlaschelli e Davide Corini. Conoscere poi Rudy Royston (batterista, tra gli altri, di Bill Frisell, Dave Douglas e JD Allen) e vederlo entusiasmarsi all'idea tanto da volersi unire al progetto, ha reso il tutto magico e gli ha permesso di "emigrare" anche oltreoceano in una felice collaborazione con il pianista Bruce Barth. Questo progetto realizzato "jazzando intorno al Barocco" vuole testimoniare proprio l'incontro tra i linguaggi, tra le persone e tra le culture. Jazzin 'Around Baroque è stato eseguito negli Istituti di Cultura Italiana di New York e Copenhagen, al Monteverdi Festival di Cremona, all'Early Music Festival di New York, a The Cell Theatre, The ShapeShifter Lab a New York e An die Musik a Baltimora. Di origine napoletana, la cantante Paola Quagliata debutta nel teatro lirico a soli 22 anni grazie alla vittoria del Concorso internazionale ASLICO.
 Ricopre quindi ruoli da protagonista e da comprimaria nei più importanti teatri italiani (San Carlo di Napoli, Fenice di Venezia, Regio di Torino, Carlo Felice di Genova) con una predilezione per il repertorio barocco e del Settecento. Lavora con grandi direttori d’orchestra tra cui Ottavio Dantone, Rubén Dubrovsky, Gabriel Garrido, Julia Jones, Massimo de Bernart, Vladimir Jurovsky e registi come Roberto de Simone, Mario Martone, Lindsay Kemp e Robert Carsen. Onnivora musicale, come ama definirsi, deve ai suoi fratelli maggiori la curiosità verso tutti i generi, soprattutto il Jazz che, da alcuni anni, studia con umiltà e passione in Italia e negli USA, esibendosi in Europa e Oltreoceano con Michele Franzini, Luca Garlaschelli, Davide Corini, Joseph Lepore, Rudy Royston, Misha Piatigorsky, Michael Kanan e Bruce Barth. Dopo essersi trasferito a New York City nel 2006 da Denver, Rudy Royston è emerso come uno dei più emozionanti e richiesti giovani batteristi della scena jazz. Avendo già collezionato una lista impressionante di credits come sideman con artisti del calibro di JD Allen, della saxofonista Tia Fuller, del bassista Ben Allison, del chitarrista Bill Frisell e del trombettista Dave Douglas, Royston è pronto a pubblicare come leader e a quarantaquattro anni è ormai al suo secondo album. Oltre agli artisti già citati, Royston ha suonato con David Gilmore, Ben Allison, Jason Moran, Sean Jones, Jeremy Pelt, Greg Osby, Ravi Coltrane, Bruce Barth, Don Byron, Tom Harrell e The Mingus Big Band, mettendo in mostra un eclettismo che lo porta a farsi notare in numerosi generi musicali ed in contesti tra loro molto differenti.

  • 25 novembre 2016 - JAM SESSION!
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    JAM SESSION!

    In collaborazione con i seminari di Nuoro Jazz

    Venerdì 25 novembre sono attesi sul palco numerosi musicisti vogliosi di misurarsi sulla lunghezza di qualche chorus improvvisato. Questa volta, tra l'altro, c’è una grande novità: grazie all’incontro estivo fra allievi della Milestone School of Music e dei seminari Jazz di Nuoro (diretti dal pianista Roberto Cipelli, che sarà presente), la jam session vedrà esibirsi sul palco musicisti provenienti dalle due scuole, nel più puro spirito di fratellanza e amicizia che è una costante degli appassionati di Jazz.

    I seminari di Nuoro Jazz nascono diversi anni fa grazie a Paolo Fresu, che li ha diretti fino al 2014, lasciano poi il testimone al pianista cremonese Roberto Cipelli, membro del suo storico quintetto e docente fin dagli albori a quei seminari. I corsi, che si svolgono a fine agosto per una decina di giorni, richiamano studenti da tutta Italia e anche dall’estero. L’attività dell’Associazione “Nuoro Jazz” però non si esaurisce con i seminari, ma tante sono le iniziative messe in campo a Nuoro durante tutto l’anno. Inoltre dai seminari vengono premiati ogni anno cinque o sei studenti che per capacità si distinguono rispetto agli altri e viene così formato un gruppo che partecipa a varie attività sia in Sardegna che in altri territori, rappresentando il meglio dei seminari. Già da qualche anno alcuni studenti della Milestone School of Music si recano d’estate a Nuoro, da dove ritornano entusiasti e cariche di nuove conoscenze. Da questo e dall’amicizia che lega il Piacenza Jazz Club sia a Paolo Fresu che a Roberto Cipelli, nasce l’idea di organizzare almeno una volta l’anno una Jam Session comune, ospitando anche gli allievi dei seminari nuoresi.

    La jam session, cara ad ogni jazz club che si rispetti, è una riunione di strumentisti che si ritrovano per una performance musicale, senza aver nulla di preordinato, se non il fatto che gli standard eseguiti sono ben noti a tutti e permettono a chiunque di improvvisare su schemi armonici già conosciuti. Alle Jam possono partecipare musicisti di tutti i livelli.

  • 3 dicembre 2016 - CAMILLA BATTAGLIA
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    CAMILLA BATTAGLIA
    "Tomorrow - 2 more rows of tomorrows"

    Camilla Battaglia voce e pianoforte
    David Binney alto sax
    Federico Pierantoni trombone
    Andrea Lombardini basso elettrico
    Bernardo Guerra batteria

    Un gradito ritorno quello di sabato 3 dicembre al Milestone. Alle ore 22:00 salirà sul palco la cantante Camilla Battaglia, già conosciuta a Piacenza per essere arrivata seconda alcuni anni fa al Concorso “Bettinardi”. Tanta è la strada fatta da questa figlia d’arte, che presenta il suo secondo disco, “Tomorrow – 2 more rows of tomorrows”, appena uscito per l’etichetta salernitana Dodicilune.

    Il concerto sarà imperniato principalmente sui brani del disco appena uscito. Nove di questi sono originali e interamente composti da Camilla, mentre spiccherà la cover di “The Blower's Daughter” del cantautore irlandese Damien Rice. Il progetto “Tomorrow” è caratterizzato da una scelta sonora che risponde contemporaneamente alla volontà di suonare “l’attuale” - lasciandosi influenzare dalle diverse contaminazioni che hanno investito il linguaggio jazz - e di non snaturare la matrice geografica di appartenenza che riporta direttamente ai suoni della corrente europea. Alcune delle composizioni sono nate come brani strumentali sui quali sono in seguito stati “disegnati” i testi per raccontare il percorso tracciato dalla musica. Altri brani, invece, sono nati come “songs” ovvero con l'intenzione primaria di raccontare una storia che solo dopo viene musicata. "La dimensione testuale è scaturita da un lavoro di ricerca e di sperimentazione delle diverse possibili forme con cui apporre testi alla musica», precisa la cantante. «Ho cominciato dalla forma poesia-immagine, influenzata da Norma Winstone, per passare attraverso l'autobiografico macroscopico tipico dei songwriter ma anche attraverso il messaggio parlato (come lo spoken talking dell'hip hop) coniugato all’ispirazione poetica di diversi autori come Galway Kinnell che viene citato in un’intera sezione della traccia “My Tree”.

    Camilla Battaglia classe 1990, comincia a studiare pianoforte all'età di 7 anni e continua un percorso formativo nella musica con l'esperienza nella sezione di diversi cori come soprano leggero, con repertori di musica classica, da camera e successivamente swing. Nel 2010 registra il suo primo disco “Joyspring” con il trio di Renato Sellani (Luciano Milanese al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria) per l'etichetta Philology e lo stesso anno si classifica seconda al Premio Internazionale Massimo Urbani per Giovani Talenti del Jazz, partecipando al Viterbo jazz Festival con un quartetto a suo nome. Nel 2011 si classifica seconda al Premio “Chicco Bettinardi” di Piacenza e vince il premio come miglior interpretazione di un brano di Gianni Basso (“Miss Bo”) al Festival Jazz di Asti esibendosi con Dado Moroni, Riccardo Fioravanti e Alvin Queen. Nel 2012 vince il premio come Miglior Cantante al Festival Tuscia in Jazz e al Bucharest international Jazz Competition. Partecipa tra gli altri ai festival Umbria Jazz nel 2012 e nel 2013, Ah-Um jazz Festival di Milano, Iseo Jazz, Asti Jazz, Bologna Jazz, Vicenza Jazz, Siracusa Jazz, London Jazz, Clusone Jazz, Taormina jazz e altri sia in qualità di leader che di sideman. Si è inoltre esibita nel 2012 con l'Orchestra Della Sardegna come cantante solista al Teatro Politeama di Sassari. Laureanda presso la Siena Jazz University, è alla seconda incisione a suo nome, tra le altre.

  • 10 dicembre 2016 - STARACE - DI TORO
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    TOMMASO STARACE - MICHELE DI TORO
    "From A Distance Past"

    Tommaso Starace sax alto
    Michele Di Toro pianoforte "From A Distance Past"

    La melodia è la chiave di lettura di “From a Distant Past”, un disco dal sapore antico ma dal gusto assai moderno. Il soprano di Tommaso Starace racconta storie di paesaggi sonori, mentre il pianoforte di Michele di Toro salta da un crinale all'altro della storia del jazz toccando gli estremi temporali di un'evoluzione che si fa arte. Starace ha una doppia cultura, italiana e anglosassone, che gli permette di essere allo stesso tempo melodico (cifra italiana) ed essenziale nell'assunto (cifra inglese). La sua musica non ha fronzoli: va dritta al cuore; non racconta contorni, ma descrive l'anima delle cose, rappresenta l'essenza del vissuto. La sua è una tenera ma forzuta sensibilità che vive di piccole cose, fotografa la micro-storia, quella fatta di episodi apparentemente insignificanti, di aggettivi anziché sostantivi, di oggetti e uomini in penombra che nascondono la loro parte migliore, ma che lasciano all'immaginazione il potere di svelare lo spirito delle loro forme. Il segreto di questo disco, che presentano al Milestone, sta nell'affinità musicale e culturale che lega Starace e Di Toro. L'uno è appendice all'altro e viceversa. I due si stimolano a vicenda nel cercare all'interno della loro visione del jazz quel filo comune che li lega, fatto di sentimenti diversi che associano la poetica afroamericana, la melodia e la liricità mediterranea.

    Tommaso Starace è nato a Milano nel 1975 da padre Italiano e madre australiana. Nel 1994 ha partecipato ad un seminario di una settimana organizzato dal “Berklee College of Music” a Perugia. Nello stesso anno è stato accettato al Conservatorio di Birmingham dove si è diplomato con il massimo dei voti e dove, nel 2008 gli è stata conferita la Membership Onoraria, un riconoscimento dato ad ex-studenti che hanno dato un contributo significativo nella professione musicale nel Regno Unito.

    Michele Di Toro si diploma con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale presso il Conservatorio di Pescara e consegue il Diploma d’Esecuzione presso “L’Ecole Normale de Musique Alfred Cortot” di Parigi. Prosegue gli studi richiesti dal pianismo “classico”, ma viene presto influenzato dai linguaggi musicali afroamericani che lo portano a frequentare i Civici Corsi di Jazz a Milano. La sua avventura jazzistica passa per il Ragtime e per le pagine dei grandi pianisti dello “stride” ed è ispirata soprattutto dalla sensibilità musicale e dall’improvvisazione di Keith Jarrett. La tecnica e le conoscenze acquisite con gli studi classici ed un’innata capacità d’improvvisazione gli consentono di interpretare autori classici con un linguaggio contemporaneo e prevalentemente jazzistico.

  • 16 dicembre 2016 - CONCERTO MSOM
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    CONCERTO NATALIZIO DEGLI ALLIEVI DELLA MILESTONE SCHOOL OF MUSIC

    Come ogni anno la Milestone School of Music, la scuola di musica che da ormai dieci anni vive e lavora nella sede del Piacenza Jazz Club, farà gli auguri alla città di Piacenza invitando i cittadini a gustare una serata in allegria e spensieratezza ascoltando gli allievi dei corsi avanzati della struttura didattica. A dire il vero s’inizierà alle ore 21:00 con i bambini del corso “Vivere in Coro” diretto da Andrea Zermani e Annachiara Farneti, ai quali si aggiungeranno alcuni elementi dello Spirit Gospel Choir e del coro gospel della scuola media Calvino, dove Zermani ha tenuto nei mesi scorsi un corso di gospel. I brani in scaletta saranno “Ride On King Jesus”, “Only You Are Holy” di Donnie McClurkin) e “You are Good” di Israel Houghton.

    Si proseguirà con la classe di canto gestita da Debora Lombardo, che presenterà “Santa Baby” di Joan Javits con le allieve Veronica Solinas e Alessia Bono, “Java Five” intrpretata da Simona Cervini, Elena Troiano e Valentina La Vecchia, per terminare con “Christmas Time Is Here” presentato da Valentina La Vecchia.

    Sarà poi la volta della Saxophone Section diretta da Andrea Zermani; un insieme di soli saxofoni con accompagnamento ritmico che eseguirà “Basie's Blues” e “Shuffin'in F” di Mike Titlebaum e “So Long Birdie” di Jim Snidero. Compongono la classe Andrew Pickering, Stefano Cipolla e Cristian Piga al sax alto, Pierluigi Balduzzi e Roberto Maroni al sax tenore e lo stesso Zermani al sax baritono.
    Seguirà la classe di Musica d’Assieme condotta da Gianni Azzali, con Sara Giovannini alla voce, Franco Mainardi e Paolo Zucconi alle trombe, Roberto Baggi alla chitarra, Alberta Ferraroni e Filippo Salerno al pianoforte, Nicola Stecconi al basso e Luigi Cornelli alla batteria. I brani che presenteranno sono “Night & Day” di Cole Porter, “Bags Groove” del vibrafonista Milton Jackson, “But Not for Me” di George Gershwin e “Ana-Maria” di Wayne Shorter.
    Poi la classe di Canto Pop curata da Miriam Amato, con Davide Carini, Michele Cordani, Francesca Cuminetti, Cristina e Massimo Fiordaliso, Margherita Ghezzi, Filippo Lodigiani, Simona Paratici e Giorgia Scrivani che interpreteranno la famosa “Last Christmas”, “Christmas Is Coming” e Christmas Baby Please Come Home”.
    La serata continuerà con la classe di Musica d’Assieme gestita da Alex Carreri, che vede Valentina La Vecchia alla voce, Michele Modesti alla tromba, Andrew Pickering al sax alto, Maddalena Schito al pianoforte e Filippo Codazzi alla batteria. In scaletta “I Just Want To Make Love To You” di Etta James, “Unchain My Heart” di Ray Charles e la celeberrima “Summertime” di Gershwin.
    Due saranno i brani presentati dalla classe di musica blues, condotta da Silvio Piccioni: “All Blues” di Miles Davis e “The Thrill Is Gone” di BB King eseguiti da Elisabetta Lazzarini alla voce, Luigi Carulli e Cassius Verucchi alle chitarre e da Andrea Bruni alla batteria.
    Come di consueto chiuderà il concerto la formazione più numerosa, cioè “Orchestra Laboratorio”, 13 elementi diretti da Gianni Satta, con Fabio Cavagnera e Stefano Cipolla al sax alto, Andrea Nalin al sax tenore, Francesco Cremaschi al baritono, Roberto Bollani, Marco Lombardelli, Giancarlo Serena e Alessandro Vinaj alle trombe, Angelo Repetti al trombone, Corrado Cappa al basso tuba, Mauro Rosestolato al basso elettrico e Maurizio Cremaschi alla batteria. Ospite alla voce Andrea Bertacchi. I brani che presenteranno sono “Mahna De Carnaval” di Luiz Bonfà, “My Funny Valentine” di Rodgers/Hart e lo storico brano dei Deep Purple “Black Night”.

  • 17 dicembre 2016 - GIACHINO TRIO
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    FABIO GIACHINO TRIO

    ospite Fabrizio Bosso alla tromba

    Fabio Giachino pianoforte
    Davide Liberti contrabbasso
    Ruben Bellavia batteria
    Ospite: Fabrizio Bosso tromba e flicorno

    La sensibilità artistica di Fabrizio Bosso unita al trio di Fabio Giachino, crea un'alchimia unica, caratterizzata da una forte energia ed un interplay continuo, tenendo sempre viva l’attenzione del pubblico.
    Il trio di Fabio Giachino nasce nel 2011 ed ha ha registrato tre album: "Introducing Myself" con Rosario Giuliani (2012), ”Jumble Up" (2014) e “Blazar” (2015). I primi due sono stati inseriti entrambi tra i “100 Greatest Jazz Album” rispettivamente del 2012 e 2014 secondo la rivista JazzIT.
    Giachino è risultato primo in tutti i maggiori premi italiani a livello Internazionale e Nazionale: Premio Internazionale Massimo Urbani 2011, Premio Nazionale Chicco Bettinardi 2011, Revelation of the year 2011 (JazzUp Channel) ed è stato inoltre votato tra i primi dieci pianisti italiani nei "JazzIt Awards" dal 2011 al 2014 secondo il referendum della rivista JazzIt. Inoltre, numerosi sono i riconoscimenti ottenuti dal trio, tra cui il recente inserimento tra i primi dieci gruppi italiani secondo il referendum popolare "JazzIT Awards" 2013 e 2014, il Premio Speciale come “Best Band” al Bucharest International Competition 2014 (EuropaFest), il premio Fara Music Live 2012 come miglior gruppo e miglior nuovo talento (Fabio Giachino), il 1° Premio al Barga Jazz Contest 2012 e il primo classificato al Premio Carrarese 2011 indetto dal Padova Porsche Festival.

    “Ho conosciuto Fabio qualche anno fa - racconta il trombettista Fabrizio Bosso - suonando come ospite del gruppo Jazz Accident e fin da subito ho capito che stava nascendo un grande talento. Credo che i progressi che ha fatto in questi ultimi anni siano notevoli. In quanto alla tecnica questo musicista non ha nulla da invidiare ai migliori pianisti della scena jazz internazionale, coadiuvato da una ritmica sempre pronta ad assecondare i suoi input musicali.”

  • 7 gennaio 2017 - FRANCA BARONE 6ET (Compleanno)
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    FRANCA BARONE 6ET
    “Miss Apleton” I 10 ANNI DEL MILESTONE!

    Franca Barone voce
    Domenico Mamone sax tenore e alto
    Fabio Visocchi pianoforte
    Cesare Pizzetti contrabbasso
    Matteo Mammoliti batteria


    Sabato 7 gennaio 2016 alle 22:00 il Milestone di via Emilia Parmense 27, sede del Piacenza Jazz Club, festeggia il suo decimo compleanno con la vocalist Franca Barone, accompagnata da Marco Brioschi alla tromba e flicorno, Domenico Mamone ai saxofoni, Fabio Visocchi al pianoforte, Cesare Pizzetti al contrabbasso e Matteo “Mammolo” Mammoliti alla batteria. Il live club piacentino aprirà alle ore 21:00 e offrirà a tutti gli intervenuti una gustosa fetta di torta. Si potrà accedere con la tessera del Piacenza Jazz Club o Anspi, che può anche essere rilasciata all’ingresso del locale; il costo è di € 20 (€ 6 per gli under 30).

    Il decimo compleanno del ritrovo di via Emilia Parmense sarà festeggiato da tutti i suoi soci insieme a Franca Barone, giovane cantante jazz milanese, dalla voce graffiante unica nel suo genere, che presenterà al pubblico il suo disco d’esordio “Miss Apleton”. All’interno di “Miss Apleton” sono contenute sette tracce composte e arrangiate dalla stessa Barone, brani che rievocano la magia che solo il ritmo incalzante del Jazz può trasmettere. Franca Barone nasce a Milano nel 1985; si avvicina al pianoforte a soli quattro anni proseguendo con lo studio del repertorio classico, fino all’innamoramento per il Jazz, avvenuto intorno ai tredici anni. Da quel momento approfondisce il genere, studiando con diversi insegnanti, prima attraverso lo strumento, poi con la voce. Fino all’università frequenta alcuni seminari (tra cui “Sondrio Jazz” con Rachel Gould e “Alatri Jazz” con Rosario Giuliani), partecipa come cantante a concerti in varie formazioni (principalmente jazz e swing) e si presta come vocalist in produzioni musicali di vario genere. Ho cominciato col jazz molto presto, - ci rivela Franca - mio padre aveva una collezione di dischi piuttosto fornita; mi ricordo di aver sentito una registrazione di Dave Brubeck davvero in tenera età. Il primo disco di jazz che ho ascoltato di mia volontà, sempre pescando nella selezione di mio padre, era “Midnight Sun” di Sarah Vaughan e Joe Pass. Rimasi scioccata, era una sonorità che non avevo mai sentito in vita mia, era quasi disturbante, ma non potevo far a meno di rimettere il disco da capo. Il Jazz e la musica cosiddetta "nera" mi hanno dato l'imprinting musicale; insieme ai cantautori italiani degli anni '50-'60-'70 il Jazz è tutto quello che ho ascoltato per i primi anni della mia vita.

     

    Il Milestone ancora una volta invita tutti gli appassionati della musica dal vivo a partecipare ad un evento ormai irrinunciabile per chi, fino ad oggi, ha mostrato di apprezzare sempre più la sua atmosfera unica e le sue stimolanti proposte musicali. L’intensa attività del Milestone si è concretata in tante iniziative, offerte alla città in modo instancabile per otto mesi all’anno. Unico nel suo genere in Italia, il ritrovo piacentino è ormai noto ai musicisti e agli appassionati di tutta Italia, per la cura e la qualità delle proposte, oltre che per l’originalità del luogo e, a detta dei tanti musicisti alternatisi sul suo palco, per il calore del suo pubblico e l’atmosfera di grande attenzione durante i concerti. Ed è proprio il pubblico il protagonista della festa che il Milestone, come sempre, è felice di offrire a tutti i suoi Soci. L'apertura fu del 12 gennaio 2007 con Danilo Rea e il 13 gennaio con un doppio set del quintetto di Tullio De Piscopo. Impossibile raccontare in poche righe tutta la storia del club, ma anche chi lo conosce per la prima volta non ha bisogno che di pochi minuti per capire ed apprezzarne la vera anima.

  • 14 gennaio 2017 - FINALE BETTINARDI Sez. B
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    FINALE BETTINARDI – Sez. B (gruppi)
    Concorso Nazionale "Chicco Bettinardi" per Nuovi Talenti del Jazz Italiano


    Saranno sei i gruppi provenienti da tutta Italia chiamati a disputarsi la finale sul palco del Milestone di Piacenza sabato 14 gennaio alle ore 21:30 (ingresso gratuito con tessera Piacenza Jazz Club o Anspi). Come previsto dal regolamento del concorso, gli aspiranti nuovi talenti del Jazz italiano hanno inviato le loro incisioni che sono state ascoltate attentamente e selezionate da una giuria di esperti, portando così direttamente all’ammissione alle finali quei musicisti considerati più meritevoli all’interno della loro Sezione.

    Come sempre il concorso è organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club, con il sostegno determinante della Fondazione di Piacenza e Vigevano oltre al contributo di importanti realtà quali Elitrans (azienda dove lavorava il compianto Chicco Bettinardi, socio fondatore del Jazz Club a cui il concorso è dedicato) e Yamaha Music Europe GmbH - Branch Italy. Obiettivo dichiarato del concorso, confermato da ottimi risultati nel tempo, è quello di scoprire e valorizzare nuovi musicisti, cantanti e gruppi jazz per promuoverne l’attività e fornire loro un’ottima occasione di visibilità. Il concorso è abbinato fin dalla sua nascita al Piacenza Jazz Fest, in programma dal 26 febbraio all’8 aprile.

    Ecco le giovanissime promesse del Jazz nostrano selezionate per questa edizione che arrivano da tutta Italia. Gli Atrìo sono un gruppo di ragazzi di Roma composto da Gianluca Massetti al pianoforte, Dario Giacovelli al basso elettrico e Moreno Maugnani alla batteria. I Blackish quartetto di Chieti che vede la voce della cantante Miriana Faieta insieme a Christian Mascetta alla chitarra, Pietro Pancella al basso elettrico e Michele Santoleri alla batteria. Da Fabriano, in provincia di Ancona, si presenteranno gli Eazy Quartet, quartetto con Alessio Migliorati al flauto, Marco Punzi alla chitarra, Francesco Marchetti al contrabbasso e Fabrizio Carriero alla batteria. Un altro quartetto è quello dei G Sus, di Bologna, formati da Giacomo Ferrigato alla chitarra, Filippo Bubbico al pianoforte, Basili Vyasa al contrabbasso e Youssef Ait Bouazza alla batteria. Sempre di Roma, ma stavolta dalla provincia, Torvaianica, sono i Jimbo Tribe, rispettivamente Lewis Saccocci al pianoforte, Dario Piccioni al contrabbasso e Nicolò Di Caro alla batteria. I Motus Quartet sono una formazione di ragazzi proveniente da Ascoli Piceno che vede al sax tenore Fabio Della Cuna, al pianoforte Mattia Parissi, al contrabbasso Emanuele Di Teodoro e alla batteria Andrea Ciaccio.

    L’ordine di esibizione verrà stabilito per sorteggio. Tutti i gruppi in gara quest’anno proporranno due brani di loro composizione affiancati da uno standard, espressamente previsto dal regolamento del concorso. I due brani degli Atrìo sono stati composti da tutti gli elementi del trio e si intitolano “Giuseppe” e “Redwood”, lo standard sarà la mitica “Stardust”, la “canzone che parla di una canzone d’amore” scritta nel 1927 da Hoagy Carmichael. I Blackish allo stesso modo avranno in scaletta “Nardis”, composto da Miles Davis ma così amato da Bill Evans da essere considerato tutt’uno con il noto pianista e due brani composti da due membri del gruppo: “View in Pieces” scritto da Pietro Pancella e “I Got Lost” da Christian Mascetta. Gli Eazy Quartet presenteranno due brani composti dal loro chitarrista Marco Punzi dal titolo “Knoten” e “Betty meets Alexander”, mentre tra i classici hanno scelto di suonare “Caravan”, del trombettista dell’orchestra del “Duca” Ellington Juan Tizol. I G SUS portano come standard “Butterfly” di Herbie Hancock, i brani originali invece sono stati scritti dal chitarrista Giacomo Ferrigato “Giacomino’s Way” e dal pianista Filippo Bubbico con “Fil’s Breath”. I Jimbo Tribe si cimenteranno in una loro versione di “Nardis”, mentre le loro composizioni sono opera del pianista del gruppo, Lewis Saccocci, e si intitolano “La penna di Brad” e “Djoesaphat”. I Motus Quartet analogamente proporranno un brano scritto dal loro pianista dal titolo “Spirits” e uno composto dal saxofonista Della Cuna intitolato “W – 56” mentre lo standard è “Yes or no”, brano del 1964 di Wayne Shorter contenuto nell’album “JuJu”.

    Di alto livello si conferma la Giuria chiamata a valutare i due gruppi migliori di questa edizione che sarà presieduta da un grande musicista, saxofonista, compositore e insegnante al Conservatorio di Milano: Tino Tracanna. Il presidente è affiancato da Giuseppe Parmigiani, altro saxofonista oltre che compositore e arrangiatore, Jody Borea, esperto di musica afroamericana, Luca Conti, critico musicale e direttore della rivista "Musica Jazz", Oliviero Marchesi giornalista e critico musicale, Pietro Corvi, giornalista del quotidiano “Libertà”,  Paolo Menzani redattore del quotidiano online "Piacenza Sera" e il critico musicale della rivista “Musica Jazz” Giancarlo Spezia.

    Il pubblico del Milestone sarà invitato a esprimere una preferenza, votando il gruppo che ritiene più meritevole e determinando così l’assegnazione del “Premio del pubblico”, rappresentato da una targa offerta dagli organizzatori come riconoscimento del favore popolare.

    Al termine della finale saranno annunciati i nomi dei due vincitori, ma la graduatoria sarà resa nota solo in occasione del “Galà di premiazione”, in programma sabato 8 aprile alle ore 21.15 allo spazio “Le Rotative” di Piacenza. Al primo classificato andrà un premio in denaro del valore di 1.500 euro, un ingaggio al “Piacenza Jazz Fest 2018” e il “Premio Libertà”, al secondo 800 euro.

  • 21 gennaio 2017 - FINALE BETTINARDI Sez. A
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    FINALE BETTINARDI – Sez. A (solisti)
    Concorso Nazionale "Chicco Bettinardi" per Nuovi Talenti del Jazz Italiano


    Seconda "puntata" per uno dei più importanti concorsi nazionali ospitati dalla nostra città che chiama e coinvolge giovani musicisti che vogliono mettere alla prova il proprio talento e dare dimostrazione delle proprie capacità in un contesto prestigioso, di fronte a una giuria composta da esperti di primo piano, con la possibilità di esibirsi dal vivo in un locale storico del Jazz. Stiamo parlando del Concorso nazionale “Chicco Bettinardi - Nuovi Talenti del Jazz Italiano”, che quest’anno taglia il traguardo delle quattordici edizioni.

    Loro sono un chitarrista, un pianista e ben tre saxofonisti. Segni particolari: tutti giovani, molto talentuosi, vengono da ogni parte d’Italia e sono molto motivati a fare della musica, del Jazz in particolare, non solo una passione ma anche la loro vita. I cinque talenti emergenti, selezionati dalla prestigiosa giuria messa in campo per il Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi 2017”, hanno tutte le carte in regola per farcela e sarà la finale della loro categoria, la “A” riservata ai singoli strumentisti, a decretare il più meritevole. La serata è in programma sabato 21 gennaio alle ore 21.30 al Milestone, la sede del Jazz Club, di via Emilia Parmense a Piacenza.

    L’organizzazione del concorso, fin dalla sua nascita a cura dell’associazione culturale Piacenza Jazz Club, si avvale del determinante sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e vanta il supporto di alcune realtà private che credono nella bontà dell’iniziativa, quali Yamaha Music Europe GmbH - Branch Italy ed Elitrans. Obiettivo del Concorso, giunto ormai alla sua quattordicesima edizione, è quello di scoprire e valorizzare i nuovi talenti del Jazz italiano e di promuoverne le attività. Il concorso è nato e cresciuto in seno alla manifestazione Piacenza Jazz Fest, che quest’anno si svolgerà dal 26 febbraio all’8 aprile.

    La Sezione A del concorso, che vedrà esibirsi cinque musicisti, ciascuno col proprio strumento, è quella dei Solisti ed è riservata a musicisti che, al momento dell’iscrizione, non abbiano ancora compiuto i 30 anni (non è previsto un limite minimo di età).

    I cinque finalisti a contendersi il primo e secondo premio sono Simone Basile, 26enne di Taranto, che suona la chitarra; Emanuele Filippi, pianista di 24 anni, proveniente da Udine; e i saxtenoristi Marco Marotta, 25 anni, proveniente da Agrigento; Riccardo Sala, il più giovane del gruppo, con i suoi 20 anni, proveniente da Biella e Niccolò Zanella, che di anni ne ha 25 e arriva da Trento.
    L’ordine dell’esibizione verrà come sempre sorteggiato e ciascun solista suonerà per circa 20 minuti proponendo tre brani a scelta (tra cui, per regolamento, almeno uno “standard”), in solo o avvalendosi dell’accompagnamento di una sezione ritmica d’eccezione: i finalisti vivranno l’emozione e l’onore di essere accompagnati dalle punte di diamante della giuria, tre big della scena jazz internazionale, quali Roberto Cipelli al pianoforte, Attilio Zanchi al contrabbasso e Massimo Manzi alla batteria.
    La Giuria chiamata a valutare l’esecuzione e la bravura dei musicisti vanta nomi di grande prestigio, a cominciare dal suo presidente, il maestro Giuseppe Parmigiani, saxofonista, compositore e arrangiatore, oltre ai musicisti sopra citati è completata inoltre da giornalisti, come il critico musicale della rivista “Musica Jazz” Aldo Gianolio, Fabio Bianchi del quotidiano “Libertà” e un esperto in musica afroamericana come il pianista Giuseppe “Jody” Borea.

    Simone Basile eseguirà alla chitarra due brani di sua composizione dal titolo “Labyrinth” e “Night Life Beats” e lo standard “The Days of Wine and Roses” di Henry Mancini, composto per la colonna sonora dell’omonimo film del 1962 diretto da Blake Edwards; Emanuele Filippi al pianoforte insieme a Zanchi e a Manzi proporrà gli standard “Everything I Love” di Cole Porter, “Celia” di Bud Powell, che compare nell’album “Jazz Giant”, registrata nel 1949 durante un temporaneo rilascio del musicista dall’ospedale psichiatrico e “All The Things you Are” di Jerome Kern; Marco Marotta suonerà col suo sax tenore due brani scritti negli anni Sessanta da Joe Henderson: “Punjab” e “Inner Urge” oltre a “Isfahan”, ricordo di una tournée di Duke Ellington con la sua orchestra in Iran sempre nella stessa decade; si viaggerà nel tempo con Riccado Sala che presenterà col suo sax tenore i brani “Blues On The Corner” di McCoy Tyner, primo lavoro del pianista dopo il periodo con John Coltrane, un brano dei primi anni Novanta come “Shadow Dance”, composto da Dave Holland e per terminare con un classico dei classici “Lady Bird” di Tadd Dameron, composta nel 1939; Niccolò Zanella interpreterà sempre al sax tenore tre standard come “Out Of Nowhere” della coppia Greene e Heyman, la dolcissima “Sophisticated Lady” del grande Duke Ellington e uno standard inusitato come “Dear John” del trombettista Freddie Hubbard.

    A fine serata saranno resi noti i due solisti classificati ma la graduatoria dei vincitori (primo e secondo posto) rimarrà top secret anche per i diretti interessati e sarà rivelata, come da tradizione, solo nel corso del Galà di premiazione, che si svolgerà sabato 8 aprile a chiusura del Piacenza Jazz Fest 2017, presso lo spazio “Le Rotative” di Piacenza. Al primo classificato arriveranno un premio in denaro del valore di 1.200 euro, oltre a un ingaggio al “Piacenza Jazz Fest 2018” e il “Premio Libertà”; al secondo classificato andranno 700 euro.

    Anche il pubblico del Milestone sarà chiamato ad esprimere a sua volta una preferenza, che al termine della serata determinerà l’assegnazione del “Premio del pubblico”, rappresentato da una targa offerta dagli organizzatori a simbolico riconoscimento del favore popolare.

  • 22 gennaio 2017 - MICHAEL ROSEN ORGAN TRIO
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    MICHAEL ROSEN ORGAN TRIO


    Michael Rosen
    (sax)
    Roberto Gorgazzini
    (organo Hammond)
    Valerio Abeni
    (batteria)

    ATTENZIONE ALL'ORARIO - Ore 18:00 (apertura ore 17:30)

    Domenica 22 gennaio 2017 all’insolito orario delle 18:00 un imperdibile fuori programma tra le Finali del Concorso Bettinardi che in gennaio caratterizzano solitamente la programmazione del Milestone.
    Sul palco di via Emilia Parmense 27 si potrà ascoltare un saxofonista statunitense, richiestissimo sia dal pubblico che dai suoi pari: Michael Rosen al saxofono tenore e soprano (un gradito ritorno dopo l’inaugurazione della seconda stagione del live club piacentino nel 2008), accompagnato dalla classica formazione dell’Organ Trio, con Roberto Gorgazzini all’organo Hammond e Valerio Abeni alla batteria.

    Nato nel 1963 ad Ithaca, nello stato di New York, Michael Rosen frequenta la “Berklee School of Music”, dove vince una borsa di studio e, tra gli altri, segue i corsi di George Garzone, Bill Peirce e Gary Burton. Si diploma Magna Cum Laude dopo appena 5 semestri. Durante la sua sosta a Boston suona frequentemente nei locali della città con diversi musicisti, tra cui il pianista Danilo Perez (oggi al fianco del “guru” Wayne Shorter). Dopo un tour Italiano con pianista Delmar Brown nel 1987, si stabilisce in Italia, esibendosi in diversi e noti jazz festival e incidendo praticamente per tutti i principali artisti italiani e non solo, da Enrico Rava e Franco D’Andrea, a Roberto Gatto e Franco Ambrosetti. Attivissimo nella scena jazz europea è stimato anche dai colleghi della musica classica, infatti spesso è ingaggiato per alcuni concerti dell’Orchestra della Scala di Milano. Il suo sound accattivante e la sua simpatia ne hanno fatto un artista richiestissimo anche da cantanti come Mina, Celentano, Concato, Rossana Casale, Renato Zero, Giorgia, Antonacci e Fiorello. Ha all’attivo diversi CD a suo nome e tante partecipazioni. La sua prima incisione "Elusive Creatures" (Splasch), uscito nel 1996, è stata premiata dalla critica, sia italiana che canadese. Da poco ha intrapreso una collaborazione con la cantante Sarah Jane Morris con cui è spesso in tour.


  • 27 gennaio 2017 - JAM SESSION!
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    JAM SESSION!
    In collaborazione con il Conservatorio G. Nicolini


    Sono attesi sul palco numerosi musicisti vogliosi di misurarsi sulla lunghezza di qualche chorus improvvisato. Questa volta, però, la jam session vedrà esibirsi sul palco musicisti provenienti da due scuole: la Milestone School of Music ospiterà il Conservatorio Nicolini di Piacenza, nel più puro spirito di fratellanza e amicizia che è una costante degli appassionati di jazz; sarà presente il direttore del corso di jazz del Conservatorio, il pianista Umberto Petrin.

    Il locale aprirà alle ore 21:00; l’ingresso è gratuito, ma rivolto ai soci Piacenza Jazz Club e Anspi. La tessera è richiedibile all’ingresso e ha un costo di € 20 (€ 6 per gli Under 30).

    Anche questo appuntamento, come il precedente, nasce con l’intento di mescolare sul palco allievi provenienti da scuole differenti e stimolare la collaborazione e la conoscenza reciproca. Quella delle Jam Session è una tradizione che si tramanda da diverse generazioni di musicisti jazz, anche se ultimamente ha perso un po’ di smalto. Il vero significato del “jemmare” insieme è quello anzitutto di divertirsi e divertire il pubblico, che vede alternarsi sul palco, in modo improvvisato e spesso casuale, diversi musicisti. Oltre all’aspetto squisitamente e preziosamente goliardico e conviviale, la Jam è un momento di confronto e di crescita musicale per chi ne prende parte, perché ci si mette in gioco, spesso “senza rete”, cioè senza la progettualità che normalmente si mette in campo quando ci si appresta a fare un concerto col proprio gruppo.

  • 28 gennaio 2017 - FINALE BETTINARDI Sez. C
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    Le cinque cantanti ammesse alla finale dalla giuria che ha selezionato a porte chiuse in una fase precedente il materiale audio inviato, provengono da tutta Italia, come i finalisti delle altre due sezioni che le hanno precedute.

    L’ordine di esibizione verrà stabilito per sorteggio: le cinque cantanti selezionate si contenderanno la vittoria proponendo ciascuna tre brani scelti liberamente, tra i quali per regolamento deve comparire almeno uno “standard”, e potranno avvalersi dell’accompagnamento del trio formato da Mario Zara al pianoforte, Alex Carreri al contrabbasso e Luca Mezzadri alla batteria.

    Le esibizioni dei finalisti saranno valutate da una giuria presieduta dalla cantante Diana Torto, splendida voce del Jazz italiano e insegnante al Conservatorio di Bologna oltre che ai corsi di alta formazione di Siena Jazz, che sarà coadiuvata da una giuria composta da Gianni Azzali (Presidente del Piacenza Jazz Club), dalla cantante Debora Lombardo, anche docente di Canto presso la Milestone School of Music, dalla giornalista di “Libertà” Eleonora Bagarotti e dal musicista e direttore di coro Andrea Zermani.

    Al termine della serata, così come è stato in precedenza nel corso delle altre due finali, saranno annunciati i nomi dei due vincitori, ma chi si è aggiudicato davvero il primo premio di questa come delle altre sezioni si saprà solo in occasione del “Galà finale”, in programma sabato 8 aprile 2017 alle ore 21.15 presso lo spazio “Le Rotative” di Piacenza (Via Benedettine 66). Al primo classificato spetterà un premio in denaro del valore di 500 euro, un ingaggio al “Piacenza Jazz Fest 2017” e il “Premio Libertà”, al secondo 350 euro.

    Nel corso della serata inoltre, sarà assegnato un riconoscimento che arriverà direttamente dal pubblico presente al Milestone, invitato ad esprimere la sua preferenza sulle esibizioni, attraverso il voto al cantante che ritiene più meritevole.

  • 4 febbraio 2017 - ROSA BRUNELLO
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    ROSA BRUNELLO Y LOS FERMENTOS
    "Upright Tales"

     
    Alessandro Presti
    tromba, flicorno
    Filippo Vignato
    trombone
    Rosa Brunello
    contrabbasso
    Luca Colussi
    batteria


    È nata a Mogliano Veneto, vive a Parigi e ha il Messico nel cuore. Di Rosa Brunello esce ora il secondo disco, “Upright Tales” per la Cam Jazz, nel quale la giovane contrabbassista, classe 1986, affina la sua visione del Jazz e lo fa con un gruppo nel quale spicca, innanzitutto, il bravissimo trombettista Alessandro Presti, già finalista al Concorso Bettinardi di Piacenza diversi anni fa.  Il titolo dice già molto: "I pezzi sono come piccole storie (“tales”), - ci raccconta la Brunello - che raccontano un viaggio: per me i musicisti sono dei compagni di avventura". C’è un gioco anche nel nome con il quale la contrabbassista firma il CD, “Rosa Brunello y Los Fermentos”, che a prima vista parrebbe latineggiante. Nient’affatto: "I fermenti sono i miei, - continua la contrabbassista - sono le idee che ho sviluppato in questi anni e che sentivo muoversi dentro di me". Il mondo latino è comunque presente, almeno nello spirito: il suo precedente disco si intitolava “Camarones a la plancha” e nacque dopo un viaggio in Messico molto importante, perché da quel momento Rosa ha cominciato a comporre brani suoi, Alcuni molto belli, come “Quasimodo” e “Three Views of a Dream”, le cui influenze "vanno da Dave Holland ai Nirvana", e che la Brunello suona con una formazione senza strumento armonico: oltre a lei e a Presti, ascolteremo il trombone (Filippo Vignato) e la batteria (Luca Colussi). È musica fatta di sottigliezze, contrappunti e poca improvvisazione. Rosa Brunello preferisce concentrarsi sulla melodia e "giocare di squadra”, senza sovrastare nessuno. Quanto al fatto di abitare a Parigi dice: "Qui l’artista è visto come qualcuno che ha diritto di vivere con dignità, in Italia c’è ancora tanto da fare in questo senso". E il maschilismo, esiste ancora nel jazz? "Le cose vanno meglio, ma tuttora mi dicono: Suoni il contrabbasso?? Però!”




  • 11 febbraio 2017 - GAIA CUATRO
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    GAIA CUATRO

    Carlos Buschini basso e contrabbasso
    Gerardo Di Giusto pianoforte
    Aska Kaneko violino e voce
    Tomohiro Yahiro batteria e percussioni


    Gaia Cuatro è il nome di un sorprendente gruppo che unisce due fra i più talentuosi musicisti della scena jazz giapponese a due fra i maggiormente creativi ed innovativi musicisti argentini attivi sulla scena europea. Ne scaturisce un connubio sensazionale dove la passione , il calore ed il cuore della musica argentina si fonde con la raffinatezza e l’eleganza della tradizione musicale Giapponese. Il risultato è da lasciare senza fiato. La virtuosistica eleganza della violinista Aska Kaneko è magicamente compenetrata dal magico stile pieno di colori e sofisticato del pianista argentino Gerardo Di Giusto. Il bilanciamento perfetto avviene grazie al sostegno ritmico mai scontato e fitto di dialoghi fra il bassista argentino Carlos “El Tero” Buschini e del percussionista giapponese Yahiro Tomohiro.
    Questi quattro musicisti hanno portato l’arte dell’improvvisazione ad un massimo livello con una libertà d’espressione lontassissima dalla solita convenzione. Allo stesso tempo risultano portatori di una musica completamente originale, naturale, dal carattere spontaneo e sorprendentemente famigliare rendendo l’ascolto irresistibile sin dalle prime note. Un caleidoscopio di emozioni, colori ed originalità assoluta.

  • 18 febbraio 2017 - Tonolo - Zambrini - Micheli - Zirilli
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    TONOLO - ZAMBRINI - MICHELI - ZIRILLI

    Pietro Tonolo sax
    Antonio Zambrini pianoforte
    Marco Micheli contrabbasso
    Enzo Zirilli batteria

    La collaborazione tra Pietro Tonolo e Antonio Zambrini risale 2011, quando il sassofonista veneziano prese parte al progetto discografico del pianista milanese “Long Distance”, col grande batterista Eliot Zigmund e il contrabbassista Carmelo Leotta.
    Oltre a diversi concerti con questa formazione, Tonolo e Zambrini hanno poi proseguito  la loro frequentazione proponendosi anche con altre   formule, dal duo al trio, e sviluppando così un’intesa musicale ed espressiva in costante evoluzione.
    Analogamente per il contrabbassista Marco Micheli, e per il batterista Enzo Zirilli, le collaborazioni con Tonolo e Zambrini si sono susseguite, ad intervalli larghi, già dagli anni 90, in diverse formazioni.
    Ora, in seguito alle più recenti occasioni di incontro nell'ultima stagione concertistica, si è  messo in cantiere questo quartetto con cui propongono un repertorio che alterna brani originali ad altri dalla tradizione jazzistica, con una vocazione al gusto, al divertimento che scaturisce da un'affinità stilistica ormai ben compresa  e sperimentata,  con l'incontro delle rispettive sensibilità e delle rispettive storie musicali.

    Pietro Tonolo è unanimemente considerato tra migliori saxofonisti italiani attivi negli ultimi 20-25 anni. La lista delle sue collaborazioni a livello internazionale è infinita, citiamo a puro titolo di esempio la sua militanza stabile nel quintetto del mitico batterista Paul Motian, a New York sul finire degli anni '90 e quella recente con Jorge Rossy, ben noto batterista del primo trio di Brad Meldhau.
    Antonio Zambrini ha svolto la sua attività a cavallo tra la dimensione del compositore-autore di brani originali e apprezzati , condivisi e ripresi da molti colleghi jazzisti (Marcotulli, Bollani, Konitz, Zigmund) e una dimensione più definitamente pianistica, sviluppata nel tempo attraverso incontri con musicisti di grande livello.
    Marco Micheli, affermatosi già negli anni '80 in uno dei quartetti  storici di Enrico Rava, ha proseguito negli anni un'attività di altissmo livello, a fianco dei più importanti jazzisti europei e mondiali, da Kenny Wheeler a Bobo Stenson, da Lee Konitz a Phil Woods in una lista potenzialmente infinita.
    Enzo Zirilli ha vissuto e suonato lunghi anni a Londra, e conseguentemente in giro per l'Europa, ma ha mantenuto stretta collaborazione con il meglio del jazz italiano, restando tra i partner abituali,  giusto per farsi un'idea della sua qualità, di Enrico Pieranunzi e Dado Moroni, tra tanti altri.

  • 24 febbraio 2017 - JAM PRE FESTIVAL!
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    JAM SESSION D'INIZIO FESTIVAL

    Venerdì 24 febbraio dalle ore 21:30
    Milestone - via Emilia Parmense, 27 Piacenza

    Venerdì 24 febbraio sono invitati al Milestone tutti i musicisti che vogliono esprimere il loro amore per il Jazz suonando insieme e improvvisando i migliori standard Jazz e Blues in una Jam session che inizierà alle 21.30 (ingresso libero con tessera Piacenza Jazz Club o ANSPI).
    Sono i benvenuti anche tutti gli amanti della musica dal vivo che hanno voglia di condividere una serata piacevole e divertente. Si terrà una jam in piena regola, com’è buona usanza di tutti nei Jazz Club di tutto il mondo, programmata per festeggiare la partenza deIla quattordicesima edizione del Piacenza Jazz Fest di qui a un paio di giorni. Domenica 26 febbraio allo Spazio Rotative toccherà alla cantante e pianista Sarah Mc Kenzie in quartetto inaugurare con un concerto che lascerà il segno.

    Quella delle Jam è una tradizione che si tramanda da diverse generazioni di musicisti jazz, molto cara al Milestone, anche in ragione della possibilità per gli studenti della Milestone School of Music di fare esperienza sul palco e davanti a un pubblico, insieme ai loro docenti e a quanti musicisti vogliano prendervi parte alternandosi sul palco. La molla che unisce tutti i performer è anzitutto quella di divertirsi e divertire, sperimentando e improvvisando senza avere nulla di prestabilito. Venerdì sera saranno molti i musicisti che si alterneranno sul palco del Milestone per contribuire alla festa con il loro strumento, tra i quali alcuni docenti e allievi della Milestone School of Music.

     

  • 22 aprile 2017 - EMILIO ZILIOLI TRIO
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    EMILIO ZILIOLI TRIO 
    "Everything Now"

    Marco Bianchi pianoforte
    Enzo Frassi contrabbasso
    Emilio Zilioli batteria
    Ospite: Mattia Cigalini sax alto

    Al Milestone di via Emilia Parmense 27, sabato 22 aprile ricominciano i concerti dei quali molti appassionati sentivano la mancanza, nonostante la scorpacciata del Piacenza Jazz Fest. Si ricomincia da Piacenza, con uno dei massimi esponenti cittadini (e non solo) della batteria jazz. Si tratta di Emilio ZIlioli, musicista da diversi anni sulla cresta dell’onda, sia nella musica jazz (ha militato con l’orchestra di Hengel Gualdi) che nella musica popolare. Con lui sul palco Marco Bianchi al pianoforte ed Enzo Frassi al contrabbasso, oltre ad un ospite speciale, come il saxofonista Mattia Cigalini.

    Il locale aprirà alle ore 21:00; l’ingresso è gratuito, ma rivolto ai soci Piacenza Jazz Club e Anspi. La tessera, valida anche per la prossima stagione, fino al 31 dicembre, è richiedibile all’ingresso e ha un costo di € 20 (€ 6 per gli Under 30).
     
    "Everything Now", tradotto alla lettera “Tutto adesso” è il titolo del concerto, che prevede una buona dose di impulsi elettrici, di ogni tipo, che si tramuteranno in ottimo Jazz, in un’improvvisazione vigile e attenta, ma nel contempo intrisa dell'abbandono più totale. Ciò è quello che è accaduto a questo ensemble, di recente formazione, ma che promette un’incredibile serata, grazie alla bravura dei musicisti coinvolti, oltre che alla sapiente esperienza del loro leader alla batteria, Emilio Zilioli. Il Jazz è l'involucro, l’estetica, lla filosofia, ma i colori sono vari, dal Latin al Funk, dal Blues ad altro ancora.

  • 28 aprile 2017 - JAM SESSION
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    ULTIMA JAM SESSION DELLA STAGIONE!

     
    Sono attesi sul palco numerosi musicisti vogliosi di misurarsi sulla lunghezza di qualche chorus improvvisato.  Il locale aprirà alle ore 21:00; l’ingresso è gratuito, ma rivolto ai soci Piacenza Jazz Club e Anspi. La tessera è richiedibile all’ingresso e ha un costo di € 20 (€ 6 per gli Under 30).

    Anche questo appuntamento, come il precedente, nasce con l’intento di mescolare sul palco allievi provenienti da scuole differenti e stimolare la collaborazione e la conoscenza reciproca. Quella delle Jam Session è una tradizione che si tramanda da diverse generazioni di musicisti jazz, anche se ultimamente ha perso un po’ di smalto. Il vero significato del “jemmare” insieme è quello anzitutto di divertirsi e divertire il pubblico, che vede alternarsi sul palco, in modo improvvisato e spesso casuale, diversi musicisti. Oltre all’aspetto squisitamente e preziosamente goliardico e conviviale, la Jam è un momento di confronto e di crescita musicale per chi ne prende parte, perché ci si mette in gioco, spesso “senza rete”, cioè senza la progettualità che normalmente si mette in campo quando ci si appresta a fare un concerto col proprio gruppo.

  • 29 aprile - TAMARA KULDIN
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    Tamara Kuldin
    voce
    Giovanni Benvenuti sax
    Simone Graziano
    pianoforte
    Francesco Ponticello contrabbasso
    Carlo Alberto Canevali
    batteria

    Sensuale, delicata e allo stesso tempo tosta e impertinente – Tamara Kuldin è tutto questo e molto di più! La sua voce è dolce e affascinante ed il Jazz diventa in lei pura arte di seduzione. Il suo è un approccio giocoso che va preso seriamente; un personaggio artistico creato con molta cura, da una cantante con un perfetto fraseggio che le permette di esporre il testo delle canzoni in modo che ogni parola arrivi "a destinazione".
    Da Melbourne a Parigi e New York, l'affascinante cantante australiana Tamara Kuldin ha conquistato il pubblico con giocose, sensuali e sentite interpretazioni di brani musicali tratti dal Great American Songbook e dai classici d’Europa per arrivare fino a gemme meno conosciute del vintage del Jazz e del Blues.
    Il nuovo album intitolato "Love, Longing & Lullabies" si discosta in modo deciso dal suo tipico repertorio vivace. Tamara presenta un inedito lato intimo e posato della sua voce, interpretando in modo originale e squisito brani tratti dal classico repertorio della canzone statunitense fino ad arrivare ai Beatles.

  • 6 maggio 2017 - LORENZO DE FINTI QUARTET
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    LORENZO DE FINTI QUARTET
    “We Live Here” 

    Gendrikson Mena tromba e flicorno
    Lorenzo De Finti pianoforte
    Stefano Dall’Ora contrabbasso
    Marco Castiglioni batteria


    La ricerca di una nuova avventura musicale, diversa, acustica, ricca di spazi, la ricerca del suono adatto a descriverla: da qui nasce la composizione e la registrazione di We Live Here, ultimo lavoro discografico del pianista svizzero (ma milanese d’adozione) Lorenzo De Finti.
    Uno spazio musicale che, partito per avvicinarsi alle modalità della musica da camera contemporanea, ha portato la sua parabola creativa verso ciò che è stato definito “Jazz allo stato puro”. Cinque brani, uniti tra loro da introduzioni pianisitiche che ne reiccheggiano i temi, si susseguono senza soluzione di contiuità portando l'ascoltatore in un mondo sonoro originale ed emotivamente coinvolgente.
    I musicisti che accompagnano Lorenzo De Finti in questo percorso hanno fatto loro l’anima del progetto, la cui genesi è avvenuta nell’atmosfera perfetta dello “Studio 2” della Radio Svizzera Italiana di Lugano. Tutto ciò ha contribuito a creare un meraviglioso momento di comunicazione, interscambio, interazione che ha portato ad un ottimo risultato finale. Uscito per l’etichetta norvegese “Losen Records”, la suite sta riscontrando consensi in pubblico e critica in tutta Europa, e verrà presentata nel prossimo anno in un “Capital Tour”, che vedrà  il  Quartetto esibirsi nelle principali capitali europee.

  • 13 maggio 2017 - ACCORDI DISACCORDI
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    Alessandro Di Virgilio chitarra acustica
    Dario Berlucchi chitarra acustica
    Elia Lasorsa contrabbasso

    Al Milestone di via Emilia Parmense 27, sabato 13 maggio 2017 ritorna a grande richiesta il gipsy jazz con Accordi e Disaccordi. Loro sono Alessandro Di Virgilio alla chitarra solista, Dario Berlucchi alla chitarra ritmica ed Elia Lasorsa al contrabbasso.
    Con le sue atmosfere gitane e tanta musica anni Trenta, il trio è una giovane e felice realtà italiana, nata nel 2012 a Torino da un’idea di Alessandro Di Virgilio e Dario Berlucchi, che hanno preso spunto dal titolo di un film di Woody Allen e da alcune delle sue più recenti colonne sonore. Il gruppo si sta distinguendo nel nutrito panorama del Gipsy-Jazz ed è molto attivo, con più di 400 concerti in soli quattro anni, oltre a una residenza concertistica allo scorso Umbria Jazz, riconfermata anche per il prossimo luglio nella città di Perugia in occasione del più grande festival jazz italiano.
    Nel corso della serata al Milestone, il trio riproporrà una carrellata di stupendi arrangiamenti in stile “hot jazz”. Non mancheranno anche alcuni inediti, intervallati a canzoni di successo anche pop, riproposte in stile manouche e arrangiate secondo una personalissima interpretazione, che loro stessi amano definire “Hot Italian Swing”. La loro peculiarità è proprio la capacità di riuscire a reinterpretare anche brani contemporanei in una nuova veste musicale, riportando l’ascoltatore a sonorità tipiche degli anni Venti e Trenta.
    Dalla loro collaborazione sono nati tre album, “Bouncing Vibes” del 2013, “Swing Avenue” del 2015 e “Live Tracks” del 2016, una sorta di diario di dodici mesi di incontri, amicizie e collaborazioni con altri grandi musicisti italiani e internazionali, riassunti in dieci brani, registrati in due differenti studio. In questi tre lavori si trova il miglior resoconto del loro repertorio e della loro inedita produzione.
    A completare la “festa” di fine stagione, un piccolo buffet offerto dall’Associazione Piacenza Jazz Club a tutti gli intervenuti alla serata, che sarà l’occasione per un arrivederci alla prossima stagione (inizio previsto per il 7 ottobre).