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Milestone - Programma

  • 7 ottobre 2017 - CARLO BAGNOLI 5ET
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    CARLO BAGNOLI & THE JAZZ QUINTET

    Carlo Bagnoli sax baritono
    Alfredo Ferrario clarinetto
    Luciano Zadro chitarra
    Roberto Piccolo contrabbasso
    Massimo Caracca batteria


    Milestone riparte dalla tradizione, ma come di consueto, nella programmazione della dodicesima stagione non mancheranno assaggi di vari stili ed epoche del Jazz. Intanto sabato largo alla grande tradizione jazz italiana del dopoguerra con il saxofonista milanese Carlo Bagnoli, molto conosciuto e apprezzato per la sua fluida e galvanizzante vena improvvisativa con uno strumento oggi un po’ inusuale, ma dal suono stupendo come il sax baritono.
    Con lui sul palco del Milestone si esibiranno Alfredo Ferrario al clarinetto, Luciano Zadro alla chitarra, Roberto Piccolo al contrabbasso e Massimo Caracca alla batteria.
    Un quintetto di ruggenti leoni dello Swing targato Milano, musicisti di grande professionalità e notorietà che si ispirano all’era più graffiante che questo genere abbia mai avuto, quella dell’immediato dopoguerra, con l’arrivo degli americani e della loro festosa musica da ballare.
    Il gruppo darà l’occasione per ascoltare un repertorio scelto con cura tra i brani più rappresentativi dei grandi compositori del passato. Bagnoli è un baritonista storico, si ricordano in particolare le sue performance al fianco di Lino Patruno e di molti altri grandi nomi dello Swing, non solo italiano. Alfredo Ferrario è un virtuoso del clarinetto swing, con il quale ha vinto diversi premi musicali. Luciano Zadro è un chitarrista noto per la sua grande versatilità, con un gran seguito di appassionati. La sezione ritmica è solidissima, formata dal contrabbasso del milanese Roberto Piccolo e dalla batteria di Massimo Caracca che, come si suol dire: “non perde un colpo!”.
    A far da contorno a questa dodicesima apertura del tempio del Jazz piacentino (noto in tutta Italia, come confermato dal quarto posto conquistato nel referendum della rivista nazionale “Jazzit”), un gustoso rinfresco di bentornato, dopo la torrida estate.



  • 13 ottobre 2017 - MSOM ELECTRIC BAND & JAM SESSION
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    MSOM ELECTRIC BAND & JAM SESSION


    Gianni Azzali
    sax ed elettronica
    Silvio Piccioni chitarra
    Giuseppe Cominotti tastiere
    Alex Carreri basso
    Gianluca Maiolo batteria

    Una band formata da cinque docenti, la “MSOM Electric Band”, aprirà la prima jam session della stagione, venerdì 13 ottobre. La Milestone School of Music ha favorito la costituzione di gruppi tra i suoi docenti, in modo da promuovere i corsi musicali sul territorio, andando a suonare al Milestone, ma anche in altri contesti e pub della città. Si è formato subito un gruppo costituito da Renato Podestà (chitarra), Alessandro Carreri (basso) e Roberto Lupo (batteria) che vedrà come ospite prossimamente la cantante Oumi, mentre la band "elettrica" dei docenti è formata da Gianni Azzali ai saxofoni, flauto ed elettronica, Silvio Piccioni alla chitarra, Giuseppe Cominotti alle tastiere, Alex Carreri al basso e dal batterista Gianluca Maiolo. Sia Cominotti che Maiolo sono i due nuovi acquisti del parco docenti della Milestone School of Music che, attiva da undici anni in via Musso 5 a Piacenza, cresce ogni anno, aggiungendo esperienza, competenza e attrezzature didattiche di primo livello. La band elettrica, che vedremo nei prossimi mesi esibirsi anche in altri contesti, avrà il compito di aprire la Jam Session del Milestone e, dopo poco più di mezz'ora, lasciare il palco a chi vorrà unirsi a loro o con altri musicisti per suonare in libertà fino a tarda notte.
    Previsti brani standard rivisitati, come una versione in quattro quarti di "Footprints" di Wayne Shorter riarmonizzata da Silvio Piccioni, un omaggio al Miles elettrcio con "Freedom Jazz Dance", "So What" e "All Blues", "Put It Where You Want It" di Joe Sample e un brano originale scritto dal tastierista mantovano Giuseppe Cominotti.

  • 14 ottobre 2017 - JAZZ 4AMY
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    Sabato 14 ottobre 2017 ore 22:00
    JAZZ 4AMY
    "Amy Winehouse Jazz Tribute”


    Mauro Negri clarinetto
    Lara Ferrari voce
    Fiorenzo Delegà basso
    Federico Negri batteria


    Il quartetto "Jazz 4Amy" nasce da un'idea di Lara Ferrari e Mauro Negri, i quali, da sempre affascinati dallo stile e dalla vocalità di Amy Winehouse, decidono di omaggiarla riproponendo alcuni dei suoi brani più rappresentativi con una nuova veste ritmica ed armonica, mantenendone i versi e le melodie originali. Lara Ferrari, cantante cremonese di nascita e mantovana d'adozione, scopre negli anni grandi affinità vocali con l'artista britannica, sia dal punto di vista timbrico che dei contenuti, e desidera esaltarne il significato con arrangiamenti che possano dare loro una forma meno scontata. Qui entrano in gioco lo strumento (il clarinetto) e la penna magica di Mauro Negri che, riarrangiando con grande maestria i brani selezionati (come “Rehab”, “Back to Black”, “You Know I'm Not Good”, “Stronger Than Me” e altri) crea un'atmosfera sofisticata, ma non priva di grande energia. Al basso elettrico Fiorenzo Delegà, già compagno di avventure musicali del clarinettista mantovano (So Funky Group), il quale, grazie alla sua esperienza, diventa il pilastro roccioso del quartetto. Federico Negri, alla batteria, si inserisce con creatività e dinamismo e funge da collante ritmico tra i solisti e il basso di Delegà, senza mai scadere in sterili virtuosismi. Il quartetto propone, inoltre, alcuni brani originali composti appositamente da Mauro Negri. L'uscita discografica del progetto è prevista a breve con l'etichetta ABEAT Records.



  • 21 ottobre 2017 - ROBERTO CIPELLI TRIO
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    Sabato 21 ottobre 2017 ore 22:00
    ROBERTO CIPELLI TRIO


    Roberto Cipelli pianoforte

    Attilio Zanchi contrabbasso

    Tommy Bradascio batteria





    Più di trent’anni di collaborazione in svariati contesti e formazioni suggellano l’intesa che da sempre unisce Roberto Cipelli ad Attilio Zanchi che, in questo caso con l’apporto di Tommy Bradascio, propongono un repertorio fatto soprattutto di brani originali, ma anche di interpretazioni e riarrangiamenti di pezzi composti da amici musicisti. Il trio è la naturale continuazione dell’esperienza dell’ESP trio di qualche anno fa.

    Roberto Cipelli studia pianoforte presso il Conservatorio "G.Verdi" di Milano e si avvicina al jazz nel 1975 quando, con il chitarrista Riccardo Bianchi, fonda il "Quartetto Jazz Cremona". Ha studiato presso l'Istituto Nazionale Studi sul Jazz (I.N.S.J.) di Parma e, in seguito, ha frequentato i seminari di "Siena Jazz" sotto la guida di Franco D'Andrea.
    Nel 1982, proprio ai seminari senesi, incontra il trombettista Paolo Fresu con il quale fonda un quintetto che ancora oggi è concertisticamente attivo dopo più di trent’anni anni d'intensa attività in tutto il mondo e unanimemente considerato dalla critica come uno dei gruppi di jazz più interessanti dell'ultima generazione. Ha collaborato, in più di 850 concerti di rilievo, con molti tra i più rappresentativi musicisti italiani e stranieri sia in Italia che all'estero, spesso partecipando a trasmissioni radiofoniche e televisive ed incidendo più di 70 dischi.
    Ha una corposa esperienza nel campo della didattica (CPM, DAMS); attualmente è docente di Jazz al Conservatorio di Trento e direttore artistico dei seminari e del festival di Nuoro Jazz.
    E' laureato con lode in Musicologia presso l'Università di Bologna con una tesi di Civiltà Musicale Afroamericana.
    Nel 1997 fonda l'ESP trio con Attilio Zanchi e Gianni Cazzola, incidendo diversi album e collaborando con solisti d’eccezione (Sheila Jordan, Tom Harrell, David Linx, Paolo Fresu, Tiziana Ghiglioni, Gianmaria Testa, Jay Clayton, Paolo Rossi).
    Incide negli anni con Sheila Jordan, Tom Harrel, Lee Konitz e Tony Scott.
    Nel 2007 incide il primo disco a suo nome: “A Leo“ con Gianmaria Testa, Paolo Fresu, Attilio Zanchi e Philippe Garcia. Il disco viene presentato in prima assoluta nel famoso teatro “Trianon” di Parigi riscuotendo grande successo di critica e pubblico e in seguito viene portato in una lunga tournée in tutta la Francia e al famoso Festival Jazz di Montreal in Canada.
    Nel Gennaio 2011 esce un disco in piano solo per l’etichetta “Blue Serge”: “Stilita” che raccoglie le composizioni più significative di Cipelli, alternate a parti completamente improvvisate.

  • 28 ottobre 2017 - NOTHING IS REAL
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    Sabato 28 ottobre 2017

    Giampiero Spina & "Nothing Is Real"
    Omaggio ai Beatles

    Giampiero Spina chitarra e arrangiamenti
    Alberto Tafuri pianoforte e arrangiamenti
    Roberto Piccolo contrabbasso
    Tony Arco batteria


    "Nothing is real" è una frase contenuta in una delle canzoni più famose del periodo psichedelico dei Beatles ed è anche il nome del gruppo che propone un repertorio di brani del quartetto più famoso del mondo. In repertorio sono presenti i pezzi più conosciuti e indimenticabili del quartetto di Liverpool quali "Come Togheter", "Your Mother Should Know", "Eleanor Rigby", "Here There and Everywhere" arrangiati in chiave modern jazz, talvolta con incursioni stilistiche che rimandano al Funk ed al Blues. Il progetto vanta la partecipazione di notevoli musicisti che hanno collaborato con Artisti di fama nazionale ed internazionale come il chitarrista Giampiero Spina e il pianista Alberto Tafuri Lupinacci, che si è occupato, insieme a Spina, anche degli arrangiamenti, Roberto Piccolo  al contrabbasso e il noto batterista Tony Arco.

    Nato a Milano nel 1969, Giampiero Spina si avvicina al Jazz studiando con Massimo Minardi; successivamente si diploma in composizione e arrangiamento con il M° Filippo Daccò e segue vari seminari tenuti da Pat Martino, Frank Gambale, Mike Stern e Dave Libman.
    Ha suonato nei più importanti Festival Jazz italiani ed ha partecipato a numerose registrazioni discografiche affiancando musicisti di fama nazionale ed internazionale.
    Nel 2012 e nel 2014 con "Artchipel Orchestra" vince il premio “Top Jazz” indetto dalla rivista Musica Jazz. Nel 2016 è tra i finalisti del concorso internazionale di arrangiamento e composizione per big band di "Barga Jazz Festival", con ospite speciale ed esecutore degli arrangiamenti selezionati il M° Franco D’Andrea.



  • 4 novembre 2017 - FRANCESCO ORIO TRIO
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    Sabato 4 novembre 2017

    Francesco Orio Trio
    “Causality Chance Need”


    Francesco Orio pianoforte
    Fabio Crespiatico basso
    Davide Bussoleni batteria


    Molto interessante l'ultima incisione del pianista cremasco Francesco Orio, “Causality Chance Need” (NAU Records). Il leitmotif è la composizione e ricomposizione estemporanea di strutture basate su brevi frammenti originali, costruiti senza restrizioni semantiche o storiografiche, attraverso l’improvvisazione collettiva del trio.
    L’idea compositiva guarda sia al singolo brano sia alla totalità e alla complessità della forma. Ogni brano è costituito da pochi frammenti, ovvero una sequenza di intervalli, una linea melodica, un’idea ritmica, che vengono sviluppati estemporaneamente ogni volta sfruttando parametri diversi: timbro, ritmo, melodia, armonia, forma.
    L’obiettivo è ricercare e sviluppare un linguaggio sintetico che permetta di spaziare attraverso più tradizioni musicali, un linguaggio che riesca a rimodellare e creare connessioni tra forme e strutture differenti, anche molto distanti tra loro, senza perdere di vista la totalità e l’integrità della narrazione.

    Francesco Orio, laureato a pieni voti in musica jazz presso il Conservatorio "Nicolini" di Piacenza, sotto la guida di Umberto Petrin è già vincitore in due anni consecutivi del Premio "Bettinardi", organizzato in occasione del Piacenza Jazz Fest. Francesco vinse un anno la Sezione Gruppi con i TriAlBot e l'anno successivo la Sezione Solisti.



  • 12 novembre 2017 - SMALLS ALL STARS
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    Domenica 12 novembre 2017 ore 18:00

    Smalls All Stars

    Ryan Kizor tromba
    Joel Frahm
    sax tenore
    Spike Wilner
    pianoforte
    Tyler Mitchell
    contrabbasso
    Anthony Pinciotti
    batteria

    ATTENZIONE ALL'ORARIO - Ore 18:00 (anziché ore 22:00)


    La “Smalls All Stars”, prende il nome dal piccolo-grande locale nel cuore del Grenwich Village di Manhattan, lo “Smalls Club” appunto, che negli ultimi anni ha fatto parlare di sè tutta la comunità mondiale del Jazz. Con a capo il pianista Spike Wilner, titolare del club, la “All Stars” vede, a completamento della sezione ritmica, Tyler Mitchell al contrabbasso e Anthony Pinciotti alla batteria, mentre nella front-line ascolteremo Joel Frahm al sax tenore e Ryan Kizor alla tromba.
    Un ensemble davvero speciale che porterà al Milestone una ventata di nordamerica e in particolare di quel Jazz newyorchese che ancora oggi fa scuola in tutto il mondo. Avanguardia si, ma nel profondo solco della tradizione metropolitana della Grande Mela, nel cuore della quale un piccolo ma vivacissimo locale, lo “Smalls” appunto, ogni notte offre allo stipato e fortunato pubblico, incontri con fior di musicisti che, un po’ alla vecchia maniera, durante le ore notturne “fanno visita” ai loro colleghi, salendo sul palco a suonare con loro e ricreando quello spirito goliardico, ma musicalmente intrigante dei tempi d’oro del Jazz a New York. Scorrere la rosa di collaborazioni all’attivo di questi cinque musicisti è come veder passare la storia del Jazz moderno; per citarne alcuni ecco Jakie McLean, Sun Ra, Steve Grossman, Archie Shepp, Roland Kirk, James Moody, Gary Bartz, Kenny Baron, Mike Stern, Maynard Ferguson, Betty Carter, Larry Goldings, Dewey Redman, Lee Konitz, Kurt Rosenwinkel, Mingus Big Band, Gil Evans Orchestra, Horace Silver, Gerry Mulligan e la Liberation Music Orchestra di Charlie Haden.








        



  • 18 novembre 2017 - EMANUELE FILIPPI 5ET
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    Sabato 18 novembre 2018

    Emanuele Filippi Quintet

    Emanuele Filippi pianoforte
    Giovanni Cigui sax alto, flauto
    Mirko Cisilino tromba
    Eugenio Dreas basso elettrico
    Marco d’Orlando batteria

    Emanuele Filippi è un pianista classe ’92, già premiato ai concorsi nazionali “Chicco Bettinardi”, “Massimo Urbani” e finalista al premio “Lelio Luttazzi” trasmesso da RAI 1 (vedi video a seguire). Emanuele ha conquistato il primo posto al "Concorso Bettinardi 2017". Solitamente ai vincitori viene proposto un ingaggio nel festival successivo, ma Filippi dal prossimo gennaio si recherà a studiare a New York per sei mesi e ciò gli impedirà di prendere parte al Piacenza Jazz Fest, per cui ha accettato di buon grado di rientrare nella ormai prestigiosa programmazione del Milestone, esibendosi con il suo progetto: Emanuele Filippi Quintet.
    Una formazione che vede spiccare un altro giovane talento, che ha preso parte in gruppi della sezione B del "Bettinardi", il trombettista Mirko Cislino. Oltre a loro, ascolteremo Giovanni Cigui al sax e flauto, Eugenio Dreas al basso elettrico e Marco d'Orlando alla batteria.

    Basato su composizioni originali, il concerto è una conversazione tra i musicisti, capaci d'interpretare con creatività le diverse sfumature di ogni momento.
    Il gruppo s'ispira a sonorità cameristiche unite ad elementi della tradizione contemporanea europea e afroamericana.



  • 25 novembre 2017 - PATRIZIA DI MALTA 5ET
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    Sabato 25 novembre 2018

    Patrizia Di Malta Quintet
    "South American Ways"

    Patrizia Di Malta voce e percussioni
    Giovanni Digiacomo sax
    Gino Marcelli
    pianoforte
    Attilio Zanchi
    contrabbasso
    Tommy Bradascio batteria

    Un secolo di ritmi e melodie nati dalle contaminazioni tra le culture europee e africane approdate nelle Americhe.


    "South American Ways" è un progetto che esplora le musiche delle “altre” americhe: brasiliana, argentina, cubana e di altri territori. Il repertorio World-Jazz vintage pesca nella tradizione latinoamericana dai primi del '900 ad oggi. Tango argentino, bolero cubano, choro, bossa nova, valsa e samba brasiliani, fado portoghese e morna capoverdiana sono rivisitati in chiave jazz. Un repertorio raffinato e trascinante, che non dimentica di lasciare spazio all’improvvisazione.
    L’attuale spettacolo SARAVÀ racconta l'evoluzione del sound brasiliano partita da Bahia e approdata a Rio de Janeiro: lo choro e il samba di fine ‘800 che hanno visto mescolarsi influenze europee e tradizioni africane, la nascita della bossanova, fino a stili più recenti. Brani resi immortali da Elis Regina, Caetano Veloso, Cesaria Évora, Maria Bethania, João e Astrud Gilberto, Marisa Monte, ma anche da Ornella Vanoni e Frank Sinatra. Uno spettacolo con il battito del cuore di una notte carioca.

    Cantante, autrice e attrice, Patrizia Di Malta è nata a Milano da madre francese e padre italiano, dal 1972 al 1980 e vive in Brasile. In Italia studia canto con la soprano di colore Mary Lindsey e si perfeziona ai seminari del Berklee College of Music di Boston. Dopo il periodo dal 1981 al 1986 che la vede ai vertici delle classifiche come voce solista del GruppoItaliano (Tropicana, Anni Ruggenti), lascia il gruppo e intraprende un percorso da solista che sfocia in due dischi di Soul elettronico per la EMI, di cui è autrice oltre che interprete (Onde, 1997; Vite possibili, 2000), acclamati dalla critica. Numerose le sue collaborazioni con artisti della scena italiana prima e fino al 2000. Come attrice, nel 1993 è protagonista del film “Giorgia”, girato da Marco Maccaferri al Capolinea, insieme all’attore Antonio Catania e jazzisti come Tim Berne, Tiziana Ghiglioni ed Enrico Rava.
    Nel 2001 abbandona l’attività discografica; per 10 anni (fino al 2011) si dedica esclusivamente a promuovere la letteratura brasiliana in Italia, come agente letterario e traduttrice (Daniel Galera, Luiz Ruffato). Nel 2012 torna ad esibirsi dal vivo, privilegiando il World-Jazz e la ricerca musicale antropologica. Poliglotta, canta in inglese, ma anche in portoghese, spagnolo, francese e creolo capoverdiano. Oltre a cantare suona le percussioni.

  • 26 novembre 2017 - TEATRO IMPRO + JAM
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    Domenica 26 novembre ore 17:30

    Traattori e Jazzisti
    "Free"


    Dall’incontro tra due associazioni culturali assai creative e molto attive nel piacentino, Piacenza Jazz Club da un lato e Traattori dall’altro, è nato un nuovo progetto all’insegna dell’improvvisazione che prende forma quest’anno all’interno della programmazione del Milestone. L’improvvisazione musicale tipica del Jazz assumerà la forma di una jam session mentre quella teatrale lascerà fluire liberamente il racconto in un’atmosfera di mutuo scambio e contaminazione. In virtù delle reciproche affinità di approccio al mondo dell’arte e della creatività, le due realtà culturali hanno deciso di unire i rispettivi approcci in un progetto comune che sfocerà nel concreto in uno spettacolo improntato al divertimento e alla mutua ispirazione creativa. Gli attori Marcello Savi, Leonardo Cagnolati e Tiziano Storti, e i musicisti Gianni Azzali, Alessandro Bertozzi, Luca Mezzadri e Gianni Satta, saliranno sul palco senza un copione, ma semplicemente ispirato dal pubblico o da un imput musicale o assolutamente casuale. Lo spettacolo che ne uscirà sarà il frutto della loro connessione, della loro fiducia, del loro istinto e creatività. Si assisterà così a narrazioni che nasceranno da un piccolo spunto e grazie al contributo della musica. A sua volta la musica nascerà sull’onda delle emozioni e delle suggestioni che arriveranno dalle storie, in un gioco continuo di rimandi e di richiami dove la parola chiave sarà il divertimento e il piacere di creare e raccontare. In questo divenire e succedersi di situazioni, anche il pubblico sarà coinvolto e sollecitato a fornire il proprio originale contributo, attraverso il suggerimento di parole, emozioni, luoghi che ispireranno gli attori e i musicisti.

    Domenica 26 novembre 2017 alle ore 17.00 si terrà la prima di questa formula sperimentale, dall’emblematico titolo di “Free - Improv Theatre & Jazz”. A seguire, verso le 19.00 prenderà il via l’improvvisazione esclusivamente musicale con un’affollata jam session in orario da “Happy Hour”.

    La compagnia d'improvvisazione teatrale dei Traattori nasce a Parma nel 2008. Non hanno una scenografia, non seguono un copione e non ripetono mai due volte la stessa battuta. Dal 2012 i soci fondatori dei Traattori costituiscono un’associazione teatrale che si occupa di insegnare il teatro attraverso le tecniche dell'improvvisazione, organizzare spettacoli in teatri e comuni convenzionati e fare beneficenza con esibizioni in serate dedicate alle associazioni benefiche. Hanno all'attivo più di 200 spettacoli e 5 format originali da loro creati. Hanno formato più di 100 allievi e dalla loro scuola son già nate due compagnie di teatro. A Piacenza sono presenti dal 2010 e hanno la sede al Teatro Trieste 34, dove organizzano i corsi, i workshop e le rassegne di spettacoli di improvvisazione invitando compagnie da tutta Italia.

  • 2 dicembre 2017 - MAURIZIO GIAMMARCO TRIO
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    Sabato 2 dicembre 2017

    Maurizio Giammarco & Syncotribe
    "So To Speak"

    Maurizio Giammarco saxofoni
    Luca Mannutza organo Hammond
    Enrico Morello batteria


    Syncotribe rimodula i parametri estetico‐formali dell'organ trio attraverso il filtro compositivo del saxofonista e leader Maurizio Giammarco, autore della quasi totalità del repertorio, ideato espressamente per il gruppo e ora documentato nel loro primo lavoro discografico, "So To Speak", presentato in concerto al Milestone.
    La musica di Syncotribe trascende gli stilemi abituali di questo tipo di formazione per muoversi in un paesaggio sonoro più trasversale e contemporaneo, in cui emerge un maggiore gioco sinergico fra le premesse compositive, spesso venate di sperimentalismo, e la dialettica estemporanea dei performers.
    Fondamentale dunque il contributo di Luca Mannutza, valente pianista che in questa sede però investiga sapientemente ogni potenzialità dell'organo, e di Enrico Morello, voce ormai autorevole della nuova scena del jazz nostrano, artefice di un drumming sempre esuberante, fresco e creativo. Lo speciale livello di affiatamento che emerge spontaneo nel gruppo parla anche di patrimonio culturale condiviso: quell'aspetto, alla base del Jazz, grazie al quale musicisti di tre diverse generazioni sono in grado di sincronizzarsi in modo assolutamente spontaneo e naturale su un progetto comune molto interattivo.
    Un progetto che racconta il presente, ma attraverso la ricerca di un equilibrio ottimale fra i parametri della classicità e la singolarità del materiale.

    Maurizio Giammarco (Pavia 1952) è un protagonista del jazz italiano fin dai primi anni '70 (come attesta anche la prestigiosa "Biographical Encyclopedia of Jazz" di Leonard Feather & Ira Gitler) e si è imposto come saxofonista, compositore e leader di gruppi storici, da "Lingomania" (considerato il gruppo italiano più importante degli anni '80), alla "Parco Della Musica Jazz Orchestra" (PMJO), big band residente all'Auditorium di Roma, da lui diretta dal 2005 al 2010. Il suo interesse per le grandi formazioni è poi proseguito con tre lavori per la siciliana "Orchestra Jazz del Mediterraneo".
    Forte di una profonda conoscenza di tutto il jazz storico e di una lunga esperienza anche in altri ambiti musicali,Giammarco vanta uno stile riconoscibile sul piano solistico e compositivo, frutto di una sintesi personale del proprio vissuto.
    Ha suonato con moltissimi jazzmen di fama internazionale e con i più importanti musicisti italiani.
    Distintosi in passato anche come session-man in dischi e tournée di musica pop, è attualmente attivo anche come didatta a Siena Jazz e al S. Louis di Roma.
    Ha composto e arrangiato musica per teatro, danza, cinema, cd roms, orchestram sinfonica e orchestra d'archi. E' inoltre autore di una monografia su Sonny Rollins (1996) e di un libro di sue composizioni e trascrizioni edito dalla Carish nel 2012.

  • 9 dicembre 2017 - CARLO ATTI & JAZZ 4ET
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    Sabato 9 dicembre 2017

    Carlo Atti & Jazz Quartet

    Carlo Atti sax
    Daniele Gorgone pianoforte
    Andrea Ambrosi contrabbasso
    Giovanni Paolo Liguori batteria


    Carlo Atti, uno dei più apprezzati saxofonisti italiani a livello mondiale, vanta collaborazioni del calibro di Steve Grossman, Bobby Durham, Sal Nistico, Larry Nocella, Massimo Urbani e molti altri. Atti, che qualcuno ha definito il più grande saxofonista che il jazz italiano abbia conosciuto negli ultimi anni, possiede una forte arte dell'eloquenza musicale, un'eloquenza elegante e raffinata; ognuna delle sue note ha un peso, una profondità ed una sensibilità che la rendono essenziale in seno ad un discorso melodico ineccepibile in quanto ad equilibrio, finezza e articolazione.
    Nel concerto piacentino sarà accompagnato dal pianista toscano Daniele Gorgone, che vanta sia innumerevoli collaborazioni con star internazionali del jazz come Scott Hamilton, Grant Stewart e Jesse Davis, sia vari progetti come leader, dall’esperto contrabbassista perugino Andrea Ambrosi e dal giovane talentuoso batterista Giovanni Paolo Liguori, per un concerto che si preannuncia denso di swing, eleganza e straordinaria energia.


  • 15 dicembre 2017 - CONCERTO MSOM
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    Venerdì 15 dicembre 2017

    Concerto natalizio della Milestone School of Music

    Venerdì 15 dicembre dalle ore 21:30, il Milestone di via Emilia Parmense 27 ospiterà il consueto Concerto di Natale della Milestone School of Music.
    Come ogni anno la Milestone School of Music, la scuola di musica che da ormai undici anni vive e lavora nella sede del Piacenza Jazz Club, farà gli auguri alla città di Piacenza invitando i cittadini a gustare una serata in allegria e spensieratezza ascoltando gli allievi dei corsi avanzati della struttura didattica.
    S’inizierà con la classe di canto gestita da Debora Lombardo.
    Sarà poi la volta della Saxophone Section diretta da Andrea Zermani. Compongono la classe Andrew Pickering, Stefano Cipolla e Cristian Piga al sax alto, Pierluigi Balduzzi e Roberto Maroni al sax tenore e lo stesso Zermani al sax baritono.
    Seguirà la classe di Musica d’Assieme condotta da Gianni Azzali, con Sara Giovannini alla voce, Franco Mainardi e Paolo Zucconi alle trombe, Angelo Ipri al sax tenore, Roberto Baggi alla chitarra, Alberta Ferraroni e Lorenzo ... al pianoforte, Paolo Ranzani al basso, Luigi Cornelli e Simone Saladino alla batteria.
    Poi la classe di Canto Pop curata da Miriam Amato, con Davide Carini, Michele Cordani, Francesca Cuminetti, Cristina e Massimo Fiordaliso, Margherita Ghezzi, Filippo Lodigiani, Simona Paratici e Giorgia Scrivani.
    La serata continuerà con la classe di Musica d’Assieme gestita da Alex Carreri, che vede Valentina La Vecchia alla voce, Andrew Pickering al sax alto, ...
    Come di consueto chiuderà il concerto la formazione più numerosa, cioè “Orchestra Laboratorio”, 13 elementi diretti da Gianni Satta, con Fabio Cavagnera e Stefano Cipolla al sax alto, Andrea Nalin al sax tenore, Francesco Cremaschi al baritono, Roberto Bollani, Marco Lombardelli, Giancarlo Serena e Alessandro Vinaj alle trombe, Angelo Repetti al trombone, Corrado Cappa al basso tuba, Mauro Rosestolato al basso elettrico e Maurizio Cremaschi alla batteria. Ospite alla voce Andrea Bertacchi.

  • 17 dicembre 2017 - JOHNNY O'NEAL TRIO
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    Domenica 17 dicembre 2017

    Johnny O'Neal Trio

    Johnny O'Neal pianoforte e voce
    Luke Sellick contrabbasso
    Charles Goold batteria



    La vicenda del pianista Johnny O'Neal ricorda quella dei molti jazzmen usciti repentinamente di scena e in qualche caso riscoperti in età avanzata. Gran parte del merito va a Spike Wilner, il proprietario dello “Smalls” di New York, che ha più volte ospitato il pianista nel suo club, facendogli anche incidere nel 2013 il disco che verrà presentato al Milestone.

    Nato a Detroit sessantanni fa, O'Neal ebbe un momento di notorietà nei primi anni Ottanta, quando operava a New York collaborando con Clark Terry, i Jazz Messengers di Art Blakey, Ray Brown e Milt Jackson e suonando regolarmente al Blue Note. Lasciata la metropoli nel 1986, ha trascorso i decenni seguenti ad Atlanta, St.Louis e Detroit in condizioni sempre più precarie, aggravate dall'aver contratto l'HIV nel 1998. Quando la sua esistenza sembrava ormai senza sbocchi (aveva anche perso l'assicurazione sanitaria) un gruppo di benefattori l'ha aiutato a ristabilirsi. Tornato a suonare a New York il pianista ha scoperto che il pubblico apprezzava anche il suo stile vocale e ha iniziato così a cantare accompagnandosi al pianoforte.
    Johnny O’ Neal è oggi un artista molto considerato anche in Europa. Infatti, a seguito della realizzazione del CD “O’Neal Is Back”, prodotto da Giulio Vannini con la partecipazione di varie associazioni ed enti tra i quali il Piacenza Jazz Club, ha svolto ben tre tour europei e nello scorso dicembre è stato ospite d’onore all’Olympia di Parigi nella serata organizzata dalla Radio TSF Jazz.


    Qualcuno, per descrivere il suo pianismo, ha citato Art Tatum e Oscar Peterson, ma il paragone è francamente un poco esagerato, anche se appaiono alcune somiglianze. La tecnica di Johnny O'Neal è pregevole e il suo stile si pone in equilibrio tra il linguaggio del Be-Bop e i pianisti di tradizione. Oggi il pianista è un vero intrattenitore, tra swing, jazz, tradizione, blues e aneddoti; un vero cantastorie del mondo del jazz americano, come solo i più grandi sanno fare, dopo una vita passata nel jazz della grande mela, in quella comunità che l'ha aiutato a rimettersi in piedi.
    Anche il Jazz a volte a delle belle storie da raccontare.




  • 23 dicembre 2017 - SWING MACHINE
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    Sabato 23 dicembre 2017

    Sandro Gibellini & Swing Machine

    Sandro Gibellini chitarra
    Martino De Franceschi contrabbasso
    Francesco Casale batteria


    Il trio nasce nel 2016 dall'entusiasmante ritrovamento tra due amici di lunga data: il rinomato chitarrista italiano Sandro Gibellini e lo straordinario batterista Francesco Casale, uniti da un'affiatata amicizia e da un'incomparabile intesa musicale, insieme al giovane bassista veronese Martino De Franceschi, danno vita ad una formazione scoppiettante, proponendo un vivace repertorio che spazia dal jazz tradizionale alla musica brasiliana, con uno sguardo anche al pop e alla musica da film.

    Sandro Gibellini è uno dei più importanti chitarristi jazz italiani. Ha suonato con moltissimi musicisti, tra i quali Gerry Mulligan, Lee Konitz, Al Grey, Jimmy Owens, Kenny Barron, Rufus Reid.
    Francesco Casale è il maestro di tutti i batteristi veronesi. Ex bambino prodigio, dopo quasi 50 anni di palcoscenico e un'infinità di registrazioni, è uno dei più interessanti ed eclettici batteristi in Italia. In questa eccezionale formazione Francesco sfodera un altro suo grande talento, quello del canto (e dello scat!), tuffandosi in stravaganti interpretazioni e improvvisazioni travolgenti.
    Martino De Franceschi fin dalla giovane età suona da autodidatta la chitarra e successivamente il basso elettrico. Al conservatorio di Mantova studia Jazz con i maestri Salvatore Maiore, Mauro Negri, Oscar Del Barba, Mauro Beggio e altri.

  • 6 gennaio 2018 - GYPSY KATCH 4ET (Compleanno)
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    Sabato 6 gennaio 2018

    Gypsy Katch Quartet

    Hillary Katch chitarra e voce
    Michele Frigoli chitarra e voce
    Stefano Zeni violino
    Mauro Sereno contrabbasso


    Il gruppo è formato dal contrabbassista Mauro Sereno, colonna portante che sa essere anche solista incisivo ed evocativo, dal violinista Stefano Zeni che porterà il tocco tzigano, oltre alla chitarra di Michele Frigoli, dal ruolo ritmico e di accompagnamento importante quanto quello della chitarra solista di Hillary Katch, leader e autentico funambolo, fulmineo nel tratteggiare le frasi e il “mood” del genere. I due chitarristi, si esibiscono a sorpresa anche come valenti crooner.

    Nel solco della tradizione, ma con estro e passione, per suonare una musica scapigliata, proprio come il suo ideatore nei turbolenti anni Trenta. Questo potrebbe essere in sintesi il manifesto del Gypsy Katch Quartet, ensemble che nasce dall’estro creativo del polistrumentista Hillary Katch, con l’intento di avvicinare il pubblico, nella semplicità e spensieratezza, alle caratteristiche sonorità del Gypsy Jazz. Il Gypsy, o Jazz Manouche, è il genere musicale che trae la sua origine dall'irripetibile esperienza artistica del chitarrista Django Reinhardt, considerato l’inventore e il suo massimo esponente: egli ha reso possibile l'unione tra l'antica tradizione musicale zingara del ceppo dei Manouches e il jazz americano. Il frutto di questa unione è un genere che coniuga la sonorità e la creatività espressiva dello Swing degli anni Trenta con il filone musicale del Valse Musette francese ed il virtuosismo eclettico tzigano. Il programma del quartetto non nasconde l’amore dei musicisti per lo swing di quegli anni, per il romanticismo e la classe con cui allora si proponeva la musica. Il tributo che viene reso a “Django” e ai tanti grandi suoi proseliti, si distingue per la classe e la cura con cui, non senza fantasia, il quartetto ripropone filologicamente il suono manouche.

    Durante la serata, sarà colta l'occasione per festeggiare l'undicesimo compleanno del Milestone con il taglio di una splendida torta!


  • 13 gennaio 2018 - FINALE BETTINARDI Sez. A
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    FINALE BETTINARDI – Sez. A (solisti)
    Concorso Nazionale "Chicco Bettinardi" per Nuovi Talenti del Jazz Italiano

    Tutto pronto anche quest’anno per le tre finali del Concorso Nazionale Chicco Bettinardi che decreteranno, come da quindici anni a questa parte, i migliori talenti del Jazz italiano nelle diverse sezioni in cui è suddiviso il concorso: solisti, gruppi e cantanti.
    Si parte dalla finale dei singoli strumentisti, che si terrà sabato 13 gennaio alle ore 21.30 al Milestone, la sede del Jazz Club, di via Emilia Parmense 27 a Piacenza.
    La serata come sempre è aperta a tutto il pubblico con tessera Piacenza Jazz Club o Anspi.
    I finalisti sono stati accuratamente selezionati da una prestigiosa giuria di musicisti ed esperti del settore sulla base del materiale inviato. Si tratta di cinque giovanissimi molto talentuosi; tra loro sulla base delle esibizioni nel corso della serata verrà stilata la classifica finale. Uno solo sarà colui che si aggiudicherà il premio più ambito, consistente in un somma in denaro del valore di 1.300 euro ma soprattutto l’ingaggio nel cartellone principale del Piacenza Jazz Fest del 2019, insieme ad artisti di caratura internazionale. A fine serata saranno resi noti i due solisti classificati, ma la graduatoria dei vincitori (primo e secondo posto) rimarrà top secret anche per i diretti interessati e sarà rivelata, come da tradizione, solo nel corso del Galà di premiazione, che si svolgerà domenica 25 marzo alle ore 18.00 a chiusura del Piacenza Jazz Fest 2018, presso lo spazio “Le Rotative” di Piacenza.

    L’organizzazione del concorso, fin dalla sua nascita a cura dell’associazione culturale Piacenza Jazz Club, si avvale del determinante sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e vanta il supporto della Regione Emilia-Romagna e di Yamaha Music Europe GmbH - Branch Italy. Obiettivo del Concorso, giunto ormai alla sua quindicesima edizione, è quello di scoprire e valorizzare i nuovi talenti del Jazz italiano e di promuoverne le attività. Il contest è nato e cresciuto in seno alla manifestazione Piacenza Jazz Fest, che quest’anno si svolgerà dal 17 febbraio al 25 marzo e il cui programma verrà presentato mercoledì 24 gennaio.

    I cinque finalisti a contendersi il primo e secondo premio sono, già in ordine di esibizione, Danilo Tarso, 26enne di Taranto, che eseguirà al pianoforte un brano di sua composizione dal titolo “Elegia” e due standard, il tributo di Monk all’amico Bud Powell “In Walked Bud” e “All The Things You Are” di Jerome Kern; Alessio Pignorio, chitarrista di 27 anni, proveniente da Napoli che proporrà gli standard “Stompin at the Savoy” di Sampson, “Moment’s Notice” di Coltrane e in solo uno dei brani più sentimentali di Monk, quel “Ruby, My Dear” dedicato al suo primo amore; Mattia Parissi, 23enne pianista, proveniente da Ascoli Piceno suonerà gli standard “Corinho” di Lyle Mays, la celebre “Darn That Dream” di Van Heusen, incisa per primo da Benny Goodman con la sua orchestra alla fine degli anni Trenta e “Mikell’s” di Joey Calderazzo; Lorenzo Simoni, il più giovane del gruppo, con i suoi 19 anni, proveniente da Gragnano, in provincia di Lucca, presenterà con il suo sax contralto “Yes and No” di Wayne Shorter, la struggente “Everything Happens To Me” di Matt Dennis e “Inner Urge” di Joe Henderson; infine, Michele Uliana, che di anni ne ha 28, arriva da Ponzano Veneto, in provincia di Treviso che interpreterà al clarinetto “Bohemia After Dark” di Oscar Pettiford, “Easy Liing” di Ralph Painger e “Cherokee” di Ray Noble, uno degli standard più eseguiti dalle grandi swing band americane degli anni Quaranta, a partire da quella dall’orchestra di Count Basie.
    Ciascun solista suonerà per circa 20 minuti proponendo tre brani a scelta (tra cui, per regolamento, almeno uno “standard”), in solo o avvalendosi dell’accompagnamento di una sezione ritmica d’eccezione: i finalisti vivranno l’emozione e l’onore di essere accompagnati dalle punte di diamante della giuria, tre big della scena jazz internazionale, quali Roberto Cipelli al pianoforte, Attilio Zanchi al contrabbasso e Massimo Manzi alla batteria.
    La Giuria chiamata a valutare l’esecuzione e la bravura dei musicisti, vanta nomi di grande prestigio, a cominciare dal suo presidente, il maestro Giuseppe Parmigiani, saxofonista, compositore e arrangiatore e, oltre ai musicisti sopra citati, è completata da giornalisti, come il critico musicale della rivista “Musica Jazz” Giancarlo Spezia, Fabio Bianchi del quotidiano “Libertà” e un esperto in musica afroamericana come il pianista Giuseppe “Jody” Borea.
    Anche il pubblico del Milestone sarà chiamato ad esprimere a sua volta una preferenza, che al termine della serata determinerà l’assegnazione del “Premio del pubblico”, rappresentato da una targa offerta dagli organizzatori a simbolico riconoscimento del favore popolare.


  • 20 gennaio 2018 - FINALE BETTINARDI Sez. B
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    FINALE BETTINARDI – Sez. B (gruppi)
    Concorso Nazionale "Chicco Bettinardi" per Nuovi Talenti del Jazz Italiano

    La seconda sezione del Concorso Nazionale per Giovani Talenti del Jazz Italiano “Chicco Bettinardi” è quella dedicata ai Gruppi precostituiti di musicisti under 35, pronti ad esibirsi per contendersi i primi due posti e per aggiudicarsi i relativi premi in palio. I cinque ensemble sono stati selezionati con attenzione dalla giuria sulla base delle oltre 30 registrazioni inviate in fase di iscrizione e provenienti da tutta Italia; i gruppi prescelti disputeranno la finale sul palco del Milestone di Piacenza sabato 20 gennaio alle ore 21.30. Al termine della serata sulla base delle esibizioni saranno annunciati i nomi dei due primi classificati, ma la graduatoria con il vincitore sarà resa nota solo in occasione del “Galà di premiazione”, in programma domenica 25 marzo alle ore 17.30 allo spazio “Le Rotative” di Piacenza.

    La Giuria chiamata a valutare i due gruppi migliori di questa edizione è come sempre composta da musicisti ed esperti del settore, a partire dal presidente, il saxofonista, compositore e insegnante al Conservatorio di Milano Tino Tracanna. Tracanna sarà coadiuvato nella scelta da Giuseppe Parmigiani, altro saxofonista oltre che compositore e arrangiatore, Jody Borea, esperto di musica afroamericana, Luca Conti e Aldo Gianolio, rispettivamente direttore e critico musicale e della rivista "Musica Jazz", Pietro Corvi, giornalista del quotidiano “Libertà” e Paolo Menzani redattore del quotidiano online "Piacenza Sera".

    Come ogni anno fin dalla sua nascita il concorso è abbinato al Piacenza Jazz Fest, in programma quest’anno dal 17 febbraio al 25 marzo, ed è organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club, con il sostegno determinante della Fondazione di Piacenza e Vigevano oltre al contributo di Yamaha Music Europe GmbH - Branch Italy. Obiettivo dichiarato del concorso, confermato da ottimi risultati nel tempo, è quello di scoprire e valorizzare nuovi musicisti, cantanti e gruppi jazz per promuoverne l’attività e fornire loro un’ottima occasione di visibilità.

    Ecco i gruppi selezionati per questa edizione nell’ordine in cui saliranno sul palco. Da Misano, in provincia di Bergamo, si presenteranno i Pure Joy, quartetto con Massimiliano Milesi al sax tenore, Francesco Baiguera alla chitarra, Joy Grifoni al contrabbasso e Luca Bongiovanni alla batteria. Da Treviso arriva il TMB Trio, composto da Tommaso Troncon al sax tenore, Nicolò Masetto al contrabbasso e Lorenzo Bonucci alla batteria. Un altro quartetto è quello dei Teik Chu, di Lonigo, in provincia di Vicenza, con un’insolita formazione che vede due sax tenoristi, Giovanni Fochesato e Lorenzo De Luca suonare insieme a due batteristi, Filippo Mampreso e Marco Soldà. Poi Alessio Falcone Open Quartet, quartetto di Firenze che vede al pianoforte Alessio Falcone, Francesco Cangi al trombone, Michelangelo Scandroglio al contrabbasso e Michele Andriola alla batteria. Infine Ergio Valente Trio, un gruppo di ragazzi di Mondragone, in provincia di Caserta, composto dal leader da cui prende il nome al pianoforte, oltre che da Aldo Capasso al contrabbasso e da Marco Fazzari alla batteria.

    Anche il pubblico del Milestone sarà invitato a esprimere una preferenza, votando il gruppo che ritiene più meritevole e determinando così l’assegnazione del “Premio del pubblico”, rappresentato da una targa offerta dagli organizzatori come riconoscimento del favore popolare.

  • 27 gennaio 2018 - DIANA TORTO QUARTET
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    Sabato 27 gennaio 2018

    Diana Torto Quartet

    Diana Torto voce
    Achille Succ
    i clarinetto basso e sax soprano
    Enrico Degani chitarra
    Salvatore Maiore contrabbasso

    Sono passati quattordici anni da quando Diana Torto ha presentato una formazione a proprio nome, si trattava allora di un quintetto, con batteria e pianoforte, oggi divenuto un quartetto con chitarra e senza batteria. Sono stati quattordici anni importanti per Diana: gli anni in cui la cantante abruzzese ha avuto modo di iniziare la splendida avventura con il pianista britannico John Taylor, conclusasi in modo prematuro e improvviso a causa della scomparsa inaspettata del musicista. Forse, prendendo in prestito il titolo da un vecchio disco di Ralph Towner, si potrebbe nominare questo nuovo quartetto: “Old friends, new friends”. Salvatore Maiore e Achille Succi erano infatti già presenti nella prima formazione; grazie anche alle numerose frequentazioni della coppia di musicisti in altri gruppi e altre situazioni musicali, costituiscono la garanzia di un interplay fondato sulla familiarità e la confidenza, che solo il suonare assieme per anni può garantire. Del tutto nuova è la presenza di Enrico Degani, anche se la Torto è stata già invitata a far parte di due progetti discografici del giovanissimo chitarrista torinese. Così come, altrettanto nuova, è la concezione sia di un quartetto senza la batteria, sia dell’utilizzo della chitarra classica in luogo del pianoforte. L’assenza della batteria è dettata dalla possibilità di sviluppare più a fondo il dialogo e il contrappunto tra le diverse linee musicali; la scelta della chitarra, va sottolineato “chitarra classica”, scelta più rara in ambito jazz, è legata a due motivi: la necessità di allontanarsi dal suono del pianoforte, troppo vivo ancora nella memoria quello di John Taylor per poter immaginare un tocco diverso, da un lato, ma, per lo splendido timbro della chitarra di Enrico Degani, che rimanda ad un orizzonte sonoro decisamente europeo. E’ soprattutto in questo ultimo aspetto che si può identificare la cifra di questo nuovo ensemble. Infatti, per lui, come per gli altri musicisti coinvolti, l’improvvisazione si muove in modo chiaro e determinato verso il recupero di una tradizione di matrice europea, forse dimenticata. Quasi una ricerca a recuperare l’improvvisazione in forme musicali più vicine alla tradizione eurocolta e popolare.

  • 28 gennaio 2018 - FINALE BETTINARDI Sez. C
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    Saranno cinque le voci in gara a disputarsi la vittoria di questa edizione del Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi” per Nuovi Talenti del Jazz Italiano che si terrà domenica 28 gennaio alle ore 17.30 al Milestone di Piacenza (l’ingresso è gratuito con tessera del Piacenza Jazz Club o ANSPI).

    Si chiude così, con l’ultima finale dedicata alla sezione dei Cantanti, questa fase cruciale del concorso. L’organizzazione è a cura dell'Associazione Culturale Piacenza Jazz Club, con il sostegno determinante della Fondazione di Piacenza e Vigevano e con il supporto di Yamaha Music Europe GmbH - Branch Italy. Il concorso è dedicato alla memoria di uno dei soci fondatori del Piacenza Jazz Club e saxofonista Chicco Bettinardi, prematuramente scomparso nel 2004.

    Atmosfere spiccatamente meridionali si diffonderanno nel corso di questa finale, dal momento che ben quattro finalisti sui cinque selezionati dalla giuria di esperti arrivano dal Sud della nostra penisola. 
    Dalla Sicilia e più precisamente da Augusta, in provincia di Siracusa, proviene Manuela Ciunna, che proporrà due brani meno noti al grande pubblico come “Ambleside”, scritto nei primi anni Novanta dal pianista John Taylor e il samba “Pra que discutir com madame” di Haroldo Barbosa e Janet De Almeida, intervallati da uno degli standard più noti di sempre come “Lush Life”, che scrisse Strayhorn nel 1933 e che gli diede l’opportunità di entrare nell’orchestra di Duke Ellington.
    Pugliese invece è Giulia Tedesco, originaria di Tuglie in provincia di Lecce, che farà ascoltare la sua versione del brano simbolo del trombettista Clifford Brown, la celebre “Joy Spring”, “Black Narcissus” firmato Joe Henderson e “I Love you Porgy” di Gershwin, la cui versione più celebre è forse quella di Nina Simone.
    La più a nord tra i finalisti è Alessandra Abbondanza, che abita a Cesena ed è anche la più giovane del gruppo con i suoi 28 anni. In scaletta alternerà due standard come “Midnight Sun” di Lionel Hampton e Johnny Mercer, resa celebre da Ella Fitzgerald e la struggente “Luiza” di Jobim, a un brano di sua composizione, dal titolo “Too many times I heard”. L’unico uomo del gruppo è il romano Stefano Minder che alternerà due standard quali l’esuberante “Nica’s Dream”, composta dal pianista Horace Silver, e “Meaning of the blues” di Bobby Troup a un brano da lui stesso composto che si intitola “Gloominess”. Siciliana come la prima anche l’ultima finalista a salire sul palco. Di nome fa Roberta Sava, viene da S. Salvatore di Fitalia, in provincia di Messina e interpreterà la solare “On the sunny side of the street”, da un musical degli anni Trenta che porta la firma di Jimmy McHugh, “Funkallero”, uno dei brani più suonati di Bill Evans, per chiudere con il romanticismo di “Spring can really hang you up the most” di Tommy Wolf, un omaggio alla poesia di T.S. Eliot.

    Tutti i solisti saranno accompagnati da una solida base ritmica formata da Gino Marcelli al pianoforte, Alex Carreri al contrabbasso e Luca Mezzadri alla batteria.
    A valutare i finalisti sarà una Giuria presieduta dalla cantante Diana Torto, splendida voce del Jazz italiano e insegnante al Conservatorio di Bologna oltre che ai corsi di alta formazione di Siena Jazz, che sarà affiancata da Debora Lombardo, anch’essa cantante e docente della Milestone School of Music, dal presidente del Piacenza Jazz Club, il saxofonista Gianni Azzali, dal musicista e direttore di coro Andrea Zermani, dalla giornalista di “Musica Jazz” Lorenza Cattadori e da Oliviero Marchesi, giornalista e critico musicale.

    Al momento della proclamazione saranno annunciati i nomi dei due vincitori ma per la classifica, e per la relativa premiazione, bisognerà aspettare il Galà che conclude per tradizione il festival, in programma domenica 25 marzo allo spazio Rotative di Piacenza alle ore 17.30. Molto interessanti i premi destinati ai vincitori: al primo classificato spetterà un premio in denaro del valore di 700 euro, un ingaggio al “Piacenza Jazz Fest 2019” e il “Premio Libertà”, al secondo 350 euro.
    Un altro premio, certamente simbolico, ma significativo per i concorrenti, è quello che viene assegnato sulla base dei voti della giuria popolare, composta dal pubblico presente al Milestone invitato ad esprimere la sua preferenza sulle esibizioni.


  • 3 febbraio 2018 - WE KIDS TRIO
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    Sabato 3 febbraio 2018

    Stefano Bagnoli & We Kids Trio

    Stefano Bagnoli batteria
    Giuseppe Vitale pianoforte
    Stefano Zambon contrabbasso

    Scoprendo un naturale istinto da talent scout, Stefano Bagnoli forma il suo primo trio nel 2011 con due giovanissimi talenti siciliani: Francesco Patti e Giuseppe Cucchiara; trio con il quale incide tre CD in tre anni oltre a sostenere una fitta attività concertistica che spiana la strada ai due ragazzi i quali recentemente si sono avventurati con successo oltreoceano sperimentando le proprie idee.
    Con l’intento di mantenere in vita “We Kids” come marchio portafortuna per nuove generazioni di talenti, Bagnoli rinnova il line up nel 2016 chiamando a se altri due giovanissimi fuoriclasse: Giuseppe Vitale e Stefano Zambon.
    Il trio offre una proposta stilistica ancorata alla tradizione, un omaggio all’essenza innovativa e multiforme del Jazz, che contamina il passato con il linguaggio moderno delle nuove generazioni. La voglia di rinnovarsi senza barriere stilistiche, ma semplicemente suonando, ognuno con il proprio stile, il repertorio storico intramontabile di Armstrong, Waller, Goodman ed Ellington.
    “We Kids” è un nome volutamente ironico, ma dal forte significato intrinseco, che vuole realmente abbattere ogni differenza anagrafica e stilistica affinchè la musicista risvegli e rinnovi il dialogo tra musicisti veterani e nuove leve in un vortice inesauribile di scambi di idee su cui confrontarsi e crescere insieme.
    La musica abbraccia tutti senza distinzioni, basta volerlo!

    Stefano Bagnoli, appena quindicenne, nel 1978 inizia la sua attività, sviluppando sino ad oggi un curriculum artistico invidiabile, sia per le innumerevoli collaborazioni che per la monumentale discografia. Tra i tanti artisti internazionali, citiamo le collaborazioni con Clark Terry, Harry Sweet Edison, Buddy De Franco, Johnny Griffin, Tom Harrell, Miroslav Vitous, Joe Lovano, Bob Mintzer, Randy Brecker, Uri Caine e Gil Goldstein.
    Suona stabilmente da anni nei gruppi di Paolo Fresu, Paolo Jannacci, Dado Moroni, Franco Cerri e Franco Ambrosetti oltre ai nuovi progetti jazzistici di Massimo Ranieri e Karima.
    Talent scout e leader di proprie formazioni con il nobile scopo di promuovere giovani talenti, da anni sostiene anche un rilevante ruolo didattico sia come docente che come autore di numerosi metodi sulla batteria jazz e sulle spazzole, argomento quest’ultimo di cui è un apprezzato portabandiera in Italia. “Brushman” così come è stato affettuosamente definito ormai da anni dalla comunità batteristica.



  • 10 febbraio 2018 - MIKE MELILLO TRIO
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    Sabato 10 febbraio 2018

    Mike Melillo Trio

    Mike Melillo pianoforte
    Elio Tatti contrabbasso
    Giampaolo Ascolese batteria


    Ecco un altro “mostro sacro” salire sul palco del Milestone di Piacenza. Parliamo del pianista, compositere e arrangiatore americano Mike Melillo.
    Melillo è nato a Newark, nel New Jersey, nel 1939; si è diplomato in pianoforte e composizione alla Rutgers University e la sua lista di collaborazioni, dal vivo e in sala d’incisione è davvero ragguardevole: Coleman Hawkins, Art Farmer, Ben Webster, Sonny Rollins, Zoot Sims, Chet Baker, Jim Hall e molti altri. Da segnalare in modo particolare la militanza nel quartetto di Sonny Rollins dal ‘65 al ’67, ma già dal 1963 è stato pianista e arrangiatore del quartetto (o quintetto con Tom Harrel alla tromba) del grande saxofonista Phlil Woods, con cui effettua tournèe in tutto il mondo e incide nove dischi (con due dei quali vince il prestigioso “Grammy Awards”).
    E’ stato Membro di Facoltà del New York Statae College of Music, Tombrock College e Lehigh University. Nel 1979 è stato insignito del National Endowment for the Arts per la composizione.
    Profondo conoscitore sia del linguaggio jazzistico sia di quello della musica contemporanea (il suo disco “Sepia” era esplicitamente dedicato a Charles Ives), Melillo è un pianista dalla tecnica smagliante, nel cui stile si fondono l’esperienza di Bud Powell, di Thelonious Monk e, specialmente nelle ballad, reminiscenze di Art Tatum.
    Nel 1979 il pianista si è dedicato dapprima all’esperienza del piano solo, per poi arrivare a sperimentare la formula del trio piano-contrabbasso-batteria. Ha composto musica per i più disparati ensemble, compresi quartetti d’archi, opere corali e per pianoforte, sperimentando nuove forme e procedimenti compositivi tra cui composizioni per quarti di tono.
    Da alcuni anni ha scelto l’Italia come luogo dove vivere e lavorare. Il concerto al Milestone sarà difatti con il suo attuale trio, la cui sezione ritmica è formata da Elio Tatti al contrabbasso e da Giampaolo Ascolese alla batteria. L’artista presenterà così la sua ultima fatica discografica, “Evidence”, uscito per la “Notami Jazz”, che ha riscosso notevole successo di pubblico e critica.


  • 7 aprile 2018 - GIANLUCA DI IENNO TRIO
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    Sabato 7 aprile 2018 - ore 22:00

    GIANLUCA DI IENNO TRIO
    “The Stone Of Awareness"

    Gianluca Di Ienno pianoforte
    Gabriele Evangelista
    contrabbasso
    Nicola Angelucci
    batteria

    Gianluca Di Ienno
    presenta “The Stone Of Awareness”, progetto alla sua prima assoluta. Insieme a lui Gabriele Evangelista al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria.
    E’ l’incontro di tre identità musicali diverse e consapevoli, che prende forma da otto composizioni e arrangiamenti originali. La musica quale strumento di conoscenza e dialogo. Nel processo creativo condiviso, il racconto, aperto all’inaspettato, porta in sè una pluralità di storie elaborate attraverso esplorazione, concordanza di esperienze e ispirazione.

    Di Ienno è pianista, organista, compositore e produttore, tra i più personali e versatili del panorama italiano, apprezzato anche a livello internazionale. Ha avuto la possibilità di suonare in rassegne o registrare in studio – al pianoforte o all’organo Hammond – con Franco Ambrosetti, Fabrizio Bosso, Paolo Fresu, Bebo Ferra, Perico Sambeat, Emanuele Cisi, Max Ionata, Randy Brecker, Rosario Giuliani, Giovanni Falzone, Mauro Negri, Fabrizio Sferra, Nico Gori, Gianni Cazzola, Stefano Bagnoli, Max Furian, Bjørn Solli, Yuri Goloubev, Asaf Sirkis, Tino Tracanna, Stefano Senni, George Robert, Mark Nightingale, Alessio Menconi, Mauro Beggio e molti altri. Inizia gli studi musicali a soli tre anni su tastiere ed organo elettronico. Consegue un attestato di studi dell’organo con il massimo dei voti presso il CDMI di Ancona e parallelamente inizia lo studio classico del pianoforte. Nel 2003 incontra Franco d’Andrea e con lui nel 2004 si diploma in Alto Perfezionamento jazz presso il CPM di Milano con il massimo dei voti. Presso i seminari internazionali di Siena Jazz ottiene borsa di studio al merito per la St. Louis di Roma. Ottiene il diploma di laurea in musica jazz presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano con il massimo dei voti e lode, nel 2013.
    Ha registrato per Cam Jazz, Dodicilune, Abeat Records (il progetto da leader, These Days, riceve diverse recensioni positive e l’attenzione della critica). Si è esibito in diverse rassegne e programmazioni di musica jazz in Italia e all’estero, tra cui Torino Jazz Festival, Firenze Jazz Festival, Casa Del Jazz, Villa Celimontana, Cagliari Jazz Expo, Nuoro Jazz Festival, Pozzuoli Jazz, Locomotive Jazz Festival, Trentino Jazz Festival, Napoli Jazz Winter, Piacenza Jazz Fest, Ortigia Jazz Festival. Inoltre ha vauto la possibilità di esibirsi in diversi club e rassegne tenutesi a l’Aja, Helsinki (Savoy Teatteri), Nuova Dehli (Kamani Autidorium), Lubjiana, Koper (Radio Koper Live), Casablanca (Autorium Istituto di Cultura italiano), Rabat (Mohammed V Theather), Buenos Aires (Recoleta), Montevideo, San Francisco, Bucarest, Zurigo, Barcellona, Valencia (Jimmy Glass), Ginevra (AMR), Bourges (Un Etè a Bourges), Dusseldorf (Steinway Piano Hall). Ha all’attivo la registrazione in studio di circa 20 dischi di musica jazz e musica improvvisata nelle sue diverse forme.

  • 8 aprile 2018 - TraAttori + Jam Session
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    Domenica 26 novembre ore 17:30

    TraAttori e Jazzisti
    "Free"


    Dall’incontro tra due associazioni culturali assai creative e molto attive nel piacentino, Piacenza Jazz Club da un lato e TraAttori dall’altro, è nato un nuovo progetto all’insegna dell’improvvisazione che prende forma quest’anno all’interno della programmazione del Milestone. Lo spettacolo, completamente improvvisato, prende il programmatico titolo di "Free".
    L’improvvisazione musicale tipica del Jazz assumerà la forma di una jam session mentre quella teatrale lascerà fluire liberamente il racconto in un’atmosfera di mutuo scambio e contaminazione. In virtù delle reciproche affinità di approccio al mondo dell’arte e della creatività, le due realtà culturali hanno deciso di unire i rispettivi approcci in un progetto comune che sfocerà nel concreto in uno spettacolo improntato al divertimento e alla mutua ispirazione creativa. Gli attori Marcello Savi, Leonardo Cagnolati e Fabrizio Lobello, e i musicisti Gianni Azzali, Alessandro Bertozzi e Luca Mezzadri, saliranno sul palco senza un copione, ma semplicemente ispirato dal pubblico o da un imput musicale o assolutamente casuale. Lo spettacolo che ne uscirà sarà il frutto della loro connessione, della loro fiducia, del loro istinto e creatività. Si assisterà così a narrazioni che nasceranno da un piccolo spunto e grazie al contributo della musica. A sua volta la musica nascerà sull’onda delle emozioni e delle suggestioni che arriveranno dalle storie, in un gioco continuo di rimandi e di richiami dove la parola chiave sarà il divertimento e il piacere di creare e raccontare. In questo divenire e succedersi di situazioni, anche il pubblico sarà coinvolto e sollecitato a fornire il proprio originale contributo, attraverso il suggerimento di parole, emozioni, luoghi che ispireranno gli attori e i musicisti.

    A seguire, verso le 18.30 prenderà il via l’improvvisazione esclusivamente musicale con un’affollata jam session in orario da “Happy Hour”.

    La compagnia d'improvvisazione teatrale dei TraAttori nasce a Parma nel 2008. Non hanno una scenografia, non seguono un copione e non ripetono mai due volte la stessa battuta. Dal 2012 i soci fondatori dei Traattori costituiscono un’associazione teatrale che si occupa di insegnare il teatro attraverso le tecniche dell'improvvisazione, organizzare spettacoli in teatri e comuni convenzionati e fare beneficenza con esibizioni in serate dedicate alle associazioni benefiche. Hanno all'attivo più di 200 spettacoli e 5 format originali da loro creati. Hanno formato più di 100 allievi e dalla loro scuola son già nate due compagnie di teatro. A Piacenza sono presenti dal 2010 e hanno la sede al Teatro Trieste 34, dove organizzano i corsi, i workshop e le rassegne di spettacoli di improvvisazione invitando compagnie da tutta Italia.

  • 14 aprile 2018 - ROBERTO GATTO 4ET
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    Sabato 14 aprile 2018 ore 22:00

    ROBERTO GATTO QUARTET

    Roberto Gatto batteria
    Alessandro Presti tromba
    Alessandro Lanzoni pianoforte
    Matteo Bortone contrabbasso

    Roberto Gatto è uno dei pochi musicisti italiani che non ha bisogno di molte presentazioni: batterista di jazz per antonomasia, con un trascorso che lo ha visto ambasciatore del jazz italiano nel mondo sin dai suoi esordi.
    Con questo nuovo progetto, straordinariamente maturo ed espressivo, Gatto ritorna alla dimensione prettamente acustica grazie all’ausilio di tre compagni di palco che rappresentano una parte del meglio del panorama jazzistico italiano attuale: Alessandro Lanzoni al pianoforte, Matteo Bortone (fresco vincitore al top referendum jazz come contrabbassista) e Alessandro Presti alla tromba. Il disco prodotto da mario Caccia per la “Abeat Record”, che viene presentato al Milestone, propone un percorso variegato attraverso le cadenze di varie culture, ritmi e atmosfere, con un repertorio composto da brani originali e non, scritti in modo “corale” dai componenti. Difatti troviamo le firme del pianista Lanzoni in “Brendy” e “15 Degrees”; di Matteo Bortone in “Lost” e “Maj”, del trombettista Presti in “Amastratum”, oltre ovviamente alle composizioni di Gatto “Now!”, “Tango’s Time” e “Moom”. In scaletta anche una rivisitazione di un classico di Cole Porter “I’ve Got You Under My Skin”, di “Thelonious” scritto da Monk e un brano collettivo firmato da tutti e quattro i musicisti, dal tiolo “Impro Now”.
    Grande lirismo ed impatto melodico, che si aggiungono ad uno swing travolgente ed un linguaggio improvvisativo modernissimo.
    Ennesimo eccellente manifesto del jazz italiano più vivo che mai!


  • 21 aprile 2018 - COSCIA, DE ALOE, DI BONAVENTURA
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    Sabato 21 aprile 2018 - ore 22:00

    Di Bonaventura - Coscia - De Aloe Trio
    "Sospiri Sostesi"

    Gianni Coscia fisarmonica
    Max De Aloe armonica cromatica
    Daniele di Bonaventura bandoneon

    Probabilmente non esiste nessun gruppo nella storia del Jazz che abbia riunito in un progetto così folle e originale i tre principali strumenti della famiglia delle ance libere (armonica, fisarmonica e bandoneon).
    Un trio affascinante che ha anche il pregio di unire alcuni dei più importanti esponenti europei di questi strumenti: Gianni Coscia, Max De Aloe e Daniele di Bonaventura.

    Il trio ha appena realizzato un cd, dal titolo "Sospiri Sospesi" , per la BARNUM, nuova etichetta discografica italiana.

    "Sospiri Sospesi" si muove tra jazz, musica tradizionale del sudamerica e atmosfere che riportano persino alla musica popolare italiana.
    Una miscela di grande fascinazione che non potrà che coinvolgere gli spettatori. 

    Gianni Coscia e Max De Aloe hanno suonato insieme per quattro fortunati anni,  dal 2000 al 2004, con riconoscimenti di critica e pubblico, realizzando due CD, "Racconti Controvento" (2001) e "L'Anima delle cose" (2003). Il primo è stato votato tra i miglori CD di jazz del 2001 nel TOP JAZZ del referendum indetto dalla rivista "Musica Jazz", così come diversi giornalisti nello stesso referendum hanno attribuito a questo sodalizio il riconoscimento di miglior gruppo jazz dell'anno
    Dal 2014 Gianni Coscia e Max De Aloe, a distanza di più di  dieci anni, sono  tornati insieme per realizzare un  duo intimistico e di grande classe che li ha già visti partecipi di diversi festival e rassegne.
    Ora, per "Sospiri Sospesi" nasce il  trio con l'aggiunta di Daniele Di Bonaventura.


  • 28 aprile 2018 - PERICOPES+1
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    Sabato 28 aprile 2018 ore 22:00

    PERICOPES+1
    "Legacy"

    La musica dei Pericopes è un percorso intrapreso da Alessandro Sgobbio ed Emiliano Vernizzi, frutto di dieci anni di attività artistica internazionale a cavallo tra Parigi, New York e l'Italia, cinque album all’attivo, proclamati vincitori assoluti sia del contest Padova Carrarese (indetto da MusicaJazz e Paolo Fresu) che di Umbria Jazz, con successiva segnalazione al Topjazz 2013.
    Cinque anni fa prende forma il progetto collaterale Pericopes+1, con il batterista americano Nick Wight. Dopo l’esordio di “These Human Beings” il trio s'imbarca in un non-stop di tour tra Stati Uniti ed Europa per oltre un centinaio di concerti di presentazione.
    Nel 2016 inizia la realizzione di un nuovo lavoro discografico che prende vita dopo una serie di residenze artistiche in Pennsylvania ed Aberdeen (Scozia): “Legacy”. Il cd (registrato per la Auand Records) vede il trio impegnato in un accattivante repertorio che sfida tutti i lavori precedenti, un viaggio sonoro che amalgama scrittura e improvvisazione jazz attraverso un percorso post-rock, nu-prog e avantgarde, guidato da un’iconoclastica parabola di transizione artistica dei loro più importanti ispiratori musicali.
    Il riscontro da parte della stampa internazionale (Downbeat, AAJ, Musica Jazz, Jazziz) e la particolarità della formazione (sax/piano/drums), ad oggi indica Pericopes+1 come uno dei più interessanti esempi di contaminazione nel Jazz, un’esplorazione di un linguaggio personale nel quale vengono rivisitati i ruoli di questi strumenti e le varie possibilità di interplay tra essi. La stessa televisione austriaca, salutando la performance della band, la definisce “un originale, elegante e ben equilibrato contributo al jazz contemporaneo”.



  • 5 maggio 2018 - TINO TRACANNA 4ET
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    Tino Tracanna sax soprano, tenore e baritono
    Massimiliano Milesi sax tenore e soprano
    Giulio Corini contrabbasso
    Filippo Sala batteria e percussioni

    Double Cut è un insolito quartetto formato da due sassofoni, un contrabbasso e una batteria più una serie di strumenti inusuali. Nato nel 2014 in concomitanza con l’anniversario della nascita di Adolphe Sax, il gruppo mira ad esplorare le potenzialità espressive dello strumento sia rielaborando classici del Jazz sia brani originali che fanno da sfondo ad improvvisazioni libere da appartenenze di genere.
    Il gruppo nasce dall’incontro tra Tino Tracanna e Massimiliano Milesi all’interno del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Milano. Accomunati dalla passione per la storia del saxofono, si incontrano per confrontarsi su strumenti e materiali d’epoca.
    In seguito la sperimentazione si sviluppa in un quartetto pianoless con l’aggiunta di Giulio Corini al contrabbasso e Filippo Sala alla batteria, anche quest’ultimo incontrato all’interno del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Milano.
    Il confronto generazionale tra Milesi e Tracanna fa da catalizzatore alle differenti visioni, idee ed esperienze musicali dei componenti del gruppo, dando luogo ad un progetto che incontra elementi appartenenti a mondi musicali diversi. Il “Double Cut” è proprio il luogo musicale che viene generato da esperienze diverse che incrociandosi e confrontandosi danno luogo ad uno nuovo spazio, come quello definito da due segni tracciati su un piano.
    Il gruppo nel 2017 ha registrato a Roma il suo secondo album per "Parco della Musica Records".

  • 12 maggio 2018 - JAM DI FINE STAGIONE
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    Sabato 12 maggio 2018
    alle ore 22:00 al Milestone di via Emilia Parmense 27, ecco l’ultima occasione della stagione per tutti i musicisti vogliosi di misurarsi sulla lunghezza di qualche chorus improvvisato in una infuocata Jam Session!
    Il live club piacentino aprirà alle ore 21:00 e si potrà accedere con la tessera del Piacenza Jazz Club o Anspi. Com’è consuetudine, prima del concerto si può cenare a prezzo fisso, esibendo la tessera, presso l’Osteria Antica Romea, a pochi passi dal Milestone.

    Si chiude così la dodicesima stagione del Milestone con una vera e propria festa: torna la jam session, cara ad ogni jazz club che si rispetti, e, per concludere in bellezza, ci sarà anche un rinfresco offerto a tutti i presenti.
    Quella delle Jam Session è una tradizione che si tramanda da diverse generazioni di musicisti jazz, anche se ultimamente ha perso un po’ di smalto. Il vero significato del “jammare” insieme è quello anzitutto di divertirsi e divertire il pubblico, che vede alternarsi sul palco, in modo improvvisato e spesso casuale, diversi musicisti. Oltre all’aspetto squisitamente e preziosamente goliardico e conviviale, la Jam è un momento di confronto e di crescita musicale per chi ne prende parte, perché ci si mette in gioco, spesso “senza rete”, cioè senza la progettualità che normalmente si mette in campo quando ci si appresta a fare un concerto col proprio gruppo. Fin dagli albori del Jazz, le jam session hanno giocato un ruolo centrale nell’evoluzione di questa forma d’arte, ma soprattutto hanno contribuito ad esaltare e stimolare la crescita degli artisti.
    La tradizione consolidata prevede che il gruppo esponga il tema del brano, poi ogni musicista ha spazio per alcuni chorus d’improvvisazione ed infine viene ripreso il tema iniziale. Le jam sono una stimolante occasione che può insegnare qualcosa anche ai jazzisti più esperti, dove le sorprese sono sempre ben accolte. Venerdì sera saranno molti i musicisti che si alterneranno sul palco del Milestone per contribuire alla festa con il loro strumento, tra i quali alcuni docenti e allievi della Milestone School of Music.
    Verso la mezzanotte un rinfresco per tutti gli intervenuti e un brindisi di arrivederci alla tredicesima stagione, che avrà inizio sabato 6 ottobre prossimo!

  • Il futuro del Sessantotto
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    IN FONDAZIONE VIA AGLI INCONTRI DE IL FUTURO DEL SESSANTOTTO
    OSPITI PAOLO MIELI E ULIANO LUCAS
    (CON UNA MOSTRA FOTOGRAFICA)


    Si apre il 21 marzo, con Paolo Mieli e Uliano Lucas, il programma di eventi “Il futuro del Sessantotto”, organizzato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano nel cinquantenario di un’epoca tra le più tumultuose del nostro passato recente.

    All’Auditorium di via S. Eufemia, alle 21, il primo degli incontri in programma sarà proprio “Un’introduzione al Sessantotto” - così recita il titolo - per tracciare su un atlante storico immaginario le coordinate di quello che è stato un grande fenomeno socioculturale, attraverso la visione d'insieme proposta da uno dei più noti giornalisti italiani e dal fotoreporter che seppe cogliere nei suoi scatti i momenti più significativi dell’epoca.
    L’incontro, si aprirà con l’intervento del presidente della Fondazione Massimo Toscani e sarà coordinato da Giangiacomo Schiavi.

    L’avvio della manifestazione coincide anche con l’apertura della mostra “’68. Un anno di confine” dedicata alle fotografie di Uliano Lucas, che sarà allestita fino all’11 maggio nello Spazio espositivo di Palazzo Rota Pisaroni. Fotoreporter noto per numerosi reportage sui temi sociali, fin dal Sessantotto Lucas documenta le realtà e le contraddizioni del proprio tempo: le proteste di piazza, l’immigrazione, l’industrializzazione (e la conseguente devastazione del territorio), i luoghi di detenzione e gli ospedali psichiatrici. Hanno fatto scalpore anche i suoi reportage su scenari di guerra e lotte per la democrazia e la libertà in vari paesi del mondo.
    La mostra sarà aperta da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, nonché dalle 19 alle 22 nel corso delle giornate previste per gli incontri de Il futuro del Sessantotto in Auditorium.

    Dopo Mieli e Lucas, saranno infatti ospiti della Fondazione – fino all’11 maggio - Giulio Rapetti (in arte Mogol), Mario Luzzatto Fegiz,  Pupi Avati, Michelangelo Pistoletto, Natalia Aspesi, Lea Melandri, Giuliano Ferrara e Gianni Vattimo.


    PROGRAMMA


    Il futuro del Sessantotto
    INCONTRI SU UN’EPOCA
    marzo –maggio 2018
    Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano

    PAOLO MIELI
    ULIANO LUCAS
    21 marzo ore 21
    Un’introduzione al Sessantotto

    MARIO LUZZATTO FEGIZ
    28 marzo ore 21
    Sessantotto:  la  musica della grande svolta
    Accompagnamento musicale “Los Chitarrones”

    MOGOL GIULIO RAPETTI
    5 aprile ore 21
    Un’avventura

    PUPI AVATI
    8 aprile ore 18
    Cinema, utopia e disillusione

    NATALIA ASPESI
    12 aprile ore 21
    Le ragazze del Sessantotto

    MICHELANGELO PISTOLETTO
    19 aprile ore 21
    Arte e società

    LEA MELANDRI
    4 maggio ore 21
    Donne dopo il 68:  parità e differenza

    GIULIANO FERRARA
    8 maggio ore 21
    Conseguenze del Sessantotto

    GIANNI VATTIMO
    11 maggio ore 21
    Ideologie giovanili dal pensiero forte al pensiero debole


    EVENTI COLLATERALI

    MOSTRA FOTOGRAFICA DI ULIANO LUCAS
    “68. Un anno di confine”
    Spazio Mostre di Palazzo Rota Pisaroni
    21 marzo - 11 maggio
    Aperto da lunedì a venerdì
    ore 9 - 12 / 15 - 18
    La mostra sarà visitabile anche dalle 19 alle 22 nelle giornate in cui si tengono gli incontri


    CONCERTO MUSICALE DEL DIVERTIMENTO ENSEMBLE: IL ‘68
    Direttore Sandro Gorli
    Mezzosoprano Alda Caiello
    Sala dei Teatini
    25 maggio ore 21,00
    Musiche di J. Cage, N. Castiglioni, B. Maderna, L. Berio, G. Scelsi,     F. Donatoni, G. Manzoni.
    Il concerto sarà preceduto alle ore 19 da un incontro introduttivo con il direttore dell’Ensemble SANDRO GORLI, il critico musicale  ANGELO FOLETTO e il compositore GIACOMO MANZONI.
    Seguirà un piccolo rinfresco.


    CONVEGNO SESSANTOTTO. ACCADDE A PIACENZA
    Auditorium della Fondazione
    31 maggio ore 21
    Con la partecipazione di rappresentanti del mondo sociale e culturale di Piacenza.


  • CremonaJazz2018
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    Una rassegna che cresce nel nome della qualità e della popolarità.
    Questo è ciò che si evidenzia nel cartellone 2018. Un appuntamento in più degli anni scorsi; la caratura degli artisti e il luogo che ospita gli eventi. Queste sono le caratteristiche vincenti dell’iniziativa che si sta facendo conoscere in tutto il mondo.
    La visione del direttore artistico Gianni Azzali, parte proprio dalle peculiarità dell’Auditorium Giovanni Arvedi, all’interno del Museo del Violino; un luogo magico, dove acustica e design vanno a braccetto e concorrono anche musicalmente ai concerti, come fossero elementi degli ensemble.
    Il simbolo di Cremona, il violino, viene ripreso in due dei cinque concerti proposti. Come solista con Yilian Cañizares o come ensemble con il progetto di Fabrizio Bosso. Ma il programma di CremonaJazz non si è mai lasciato etichettare e quindi ecco Fabio Concato, che con il trio di Paolo di Sabatino darà nuova veste alle canzoni d’autore, o la giovanissima Andrea Motis, vero talento musicale tutto europeo, per non parlare del fenomeno Stacey Kent, in vetta alle classifiche con il suo amore per il Jazz e la musica brasiliana.


    PROGRAMMA

    Sabato 7 aprile 2018
    OMAR SOSA & YILIAN CAÑIZARES
    “Aguas”
    Omar Sosa (pianoforte e tastiere)
    Yilian Cañizares (voce e violino)

    Sabato 14 aprile 2018
    FABIO CONCATO
E PAOLO DI SABATINO TRIO
    “Gigi”
    Fabio Concato (voce)

    Paolo Di Sabatino (pianoforte)

    Marco Siniscalco (basso)

    Glauco Di Sabatino (batteria)

    Sabato 5 maggio 2018
    ANDREA MOTIS QUINTET
    “Emotional Dance”
    Andrea Motis (voce e tromba)
    Ignasi Terraza (pianoforte)

    Josep Traver (chitarra)
    Joan Chamorro (contrabbasso)
    Esteve Pi (batteria)

    Giovedì 10 maggio 2018
    STACEY KENT
    “The Changing Lights”
    Stacey Kent (voce)

    Jim Tomlinson (sax e flauto)

    Graham Harvey (pianoforte, Fender Rhodes)
    Jeremy Brown (contrabbasso)

    Josh Morrison (batteria)

    Sabato 19 maggio 2018
    FABRIZIO BOSSO QUARTET
& PAOLO SILVESTRI STRING ENSEMBLE
    “You’ve changed”
    Fabrizio Bosso (tromba)

    Julian Oliver Mazzariello (pianoforte)

    Jacopo Ferrazza (contrabbasso)
    Nicola Angelucci (batteria)

    Paolo Silvestri string ensemble
    Prisca Amori (primo violino)
    Elton Madhi, Luca Bagagli e Zita Mucsi (violini)

    Nico Ciricugno (viola)

    Suzanne Krasnai (violoncello)
    Igor Barbaro (contrabbasso)
    Paolo Silvestri (arrangiamenti e direzione)