Background Image

Milestone - Programma

  • 6 ottobre 2018 - MORONI e TESSAROLLO DUO
    Moroni_Tessarollo_web.jpg


    Sabato 6 ottobre 2018

    MORONI e TESSAROLLO DUO
    "Talking Strings"

    Dado Moroni pianoforte
    Luigi Tessarollo chitarra

    Dado Moroni e Luigi Tessarollo saranno protagonisti del concerto inaugurale della tredicesima stagione del Milestone di Piacenza presentando il loro “Talking Strings”, un nuovo lavoro discografico pubblicato e prodotto dall’Abeat Records, portato con grande successo a Umbria Jazz,  al Blue Note di Milano e in numerosi Jazz Festival.

    In un viaggio virtuale nel magico repertorio dell'American Songbook, Dado e Luigi, musicisti di grande esperienza e con illustre collaborazioni, interpretano le composizioni più belle e indimenticabili di personaggi come George Gershwin, Duke Ellington, Richard Rodgers, Jerome Kern, Irving Berlin, filtrate attraverso le personali esperienze per un risultato fresco, attuale e soprattutto imprevedibile, come nella migliore tradizione dell'improvvisazione jazzistica.

    La musica Jazz ha sempre presentato formazioni insolite: sin dagli anni '20 alcune eccezioni segnano la storia come, ad esempio, il duetto Louis Armstrong-Earl Hines (tromba-piano), la collaborazione tra Duke Ellington e Jimmy Blanton (piano-contrabbasso), il duo del pianista/chitarrista Slim Gaillard col bassista Slam Stewart. Nel 1962 il chitarrista Jim Hall e il pianista Bill Evans si ritrovano in studio per registrare un album meraviglioso e storico, "Undercurrent", segnato da un'essenzialità, una leggerezza e un'eleganza uniche, per poi ripetere l'esperienza nel 1966 con "Intermodulation". La drammatica scomparsa di Jim Hall ha creato l'ispirazione per realizzare questa unione.

    Moroni, pianista d’ineguagliabile sensibilità e competenza, grande ammiratore e conoscitore della chitarra jazz e Tessarollo, profondo estimatore del grande Jim Hall e al quale non a caso, già nel 2002, fu commissionato dall’etichetta discografica DDQ un cd con Stefano Bollani su Evans e Hall, offrono, in un contesto attuale e personale, la loro concezione e interpretazione del rapporto tra i due strumenti, basato sulla qualità e l'intensità del messaggio musicale.

    Pianoforte e Chitarra potrebbero sembrare in contrasto tra loro poiché ricoprono lo stesso ruolo armonico. Ma se a suonarli sono due musicisti altruisti che sanno ascoltarsi, aspettarsi e rispondersi, i due strumenti diventano l’uno al servizio dell’altro e mostrano come si possano ottenere infinite possibilità di interplay coniugandole ad una carica di swing decisa pur senza sezione ritmica, in un dialogo di “corde parlanti” (Talking Strings), in grado di coinvolgere, trascinare e assorbire l’ascoltatore rendendolo partecipe di una storia.









  • 14 ottobre 2018 - OSBY e FRANZINI DUO
    Osby_Franzini_web.jpg


    Domenica 14 ottobre 2018 (ore 18:00)

    GREG OSBY e MICHELE FRANZINI DUO

     

    Greg Osby sax
    Michele Franzini pianoforte

    Annoverato tra i migliori saxofonisti e tra i più interessanti compositori jazz al mondo, già artista di punta dell'etichetta "Blue Note", per la quale ha inciso una quindicina di importanti album da leader, Greg Osby si esibirà in duo con il pianista Michele Franzini per il 2° appuntamento concertistico della stagione.
    Originario di St.Louis, a New York Osby si fa in breve apprezzare come saxofonista, compositore, leader ed insegnante dalle idee innovative, muovendosi all'interno degli ambienti più creativi e collaborando col movimento "M-Base" insieme a musicisti come Steve Coleman, Geri Allen e Cassandra Wilson. Contemporaneamente diviene molto richiesto e stimato come sideman da artisti come Jim Hall, Herbie Hancock e Andrew Hill. Jack DeJohnette lo vuole con sé nel 1985 nel suo celebre gruppo "Special Edition".
    L'attività come leader lo porta a fondare una propria etichetta, la "Inner Circle Music", con la quale porta avanti la sua ricerca musicale, sempre in compagnia dei principali protagonisti del jazz contemporaneo mondiale.

    La collaborazione del pianista Michele Franzini con Osby nacque nel 2015 in occasione della 36ma edizione della rassegna "Quarna, un Paese per la Musica", nella quale Greg Osby era ospitato.
    L'esperienza col quintetto completato da Fabrizio Spadea, Roberto Mattei e Roberto Paglieri,  musicisti già abituati a collaborazioni con importanti personalità del jazz d'oltreoceano, ha dimostrato immediatamente grande coesione ed affinità con la musica del grande saxofonista e compositore statunitense. Il risultato dell'incontro, spintosi oltre ad un mero seppur valido lavoro di accompagnamento di un ospite di tale prestigio, è stato molto apprezzato dal pubblico e dallo stesso Osby, e ha aperto la strada ad una collaborazione sfociata successivamente in altri riusciti concerti.

    La musica proposta dal duo è forte di quel respiro internazionale che felicemente può scaturire da questo genere di collaborazioni. Pur essendo carica di elementi di ricerca, curata e ben strutturata, risulta fresca, molto godibile e varia nelle atmosfere, sicuramente anche grazie alle riconosciute doti solistiche del celebre saxofonista, già ampiamente apprezzate dai grandi nomi che lo hanno spesso voluto con loro.

    ATTENZIONE: Inizio concerto ore 18:00

  • 21 ottobre 2018 - FABRIZIO BOSSO QUARTET
    Bosso_Quartet_OK.jpg


    Domenica 21 ottobre 2018 (ore 18:00)


    FABRIZIO BOSSO QUARTET
    “State of The Art”

    Fabrizio Bosso tromba
    Julian Oliver Mazzariello pianoforte
    Jacopo Ferrazza contrabbasso
    Nicola Angelucci batteria

    INGRESSO € 15,00


    Lo Stato dell’Arte di Fabrizio Bosso, che si esprime in un dialogo autentico, forte e pieno di espressività.
    “State of The Art” è il titolo di un doppio album live uscito ad aprile 2017 per la Warner Music e registrato dal vivo durante i concerti del quartetto di Fabrizio a Roma, Tokyo e Verona. Un’istantanea fedele di una fase tra le più felici nella carriera del trombettista, che ha voluto fissare alcuni momenti memorabili e che ora ripropone, per viverli con rinnovata energia e rivestirli con nuovi colori e sempre nuove idee.
    La sublimazione di un percorso musicale e umano che ne sancisce il successo. Esplorando le infinite possibilità del proprio modo di fare musica, grazie al confronto costante con i musicisti che ormai da tempo condividono con lui il palco, Fabrizio Bosso raggiunge qui la sua più completa e matura espressione artistica, sia in qualità di musicista che di compositore. Non un punto di arrivo, ma un nuovo inizio che viene suggellato e rinnovato ogni volta. Durante il concerto, il trombettista è in grado di trascinare il gruppo e, nello stesso tempo, lasciare tutto lo spazio necessario per esprimere le singole personalità, creando una musica sempre nuova. Nel repertorio, oltre agli standard e all’improvvisazione, regina indiscussa di questa formazione, emerge anche la peculiare cifra compositiva di Bosso che, sempre riconoscibile, si esprime in brani originali come "Rumba For Kampei", "Mapa", "Black Spirit", "Dizzy’s Blues" o "Minor Mood".

    Quando ho deciso di mettere in piedi questo quartetto, non l’ho fatto pensando a un disco. Avevo piuttosto voglia di ascoltare la mia musica suonata da altri musicisti, con un’energia e un “colore” che fossero diversi, freschi. Questo è il suono del mio presente - afferma Fabrizio - e loro sono, oltre che degli amici, anche i musicisti che mi appagano di più sul palco perché capaci di tirare fuori il suono che ho in testa. Con loro, il mio grande lusso è che potrei permettermi di non suonare e la musica funzionerebbe ugualmente.


  • 28 ottobre 2018 - AZUL
    Azul.jpg


    Domenica 28 ottobre 2018 - ore 18:00

    AZUL TRIO

    Fausto Beccalossi fisarmonica
    Oscar Del Barba
    pianoforte
    Attilio Zanchi
    contrabbasso


    Un nuovo trio formato da tre celebri e virtuosi specialisti nei loro rispettivi strumenti. Svariati generi musicali influenzano la loro musica in una interessante e particolare fusione. Echi di jazz, di musica cubana, argentina e brasiliana formano uno stile personale che influenza le loro composizioni originali. Nel loro concerto suonano inoltre musiche provenienti da varie culture, in particolare nel loro repertorio vi sono brani riarrangiati appartenenti al mondo latino fra i quali “Historia de un Amor” di Carlos Almoran, “Rosa” e “Carinhoso” di Pixinguinha, “Um Anjo” di Egberto Gismonti.

    Fausto Beccalossi è unanimemente considerato uno dei massimi specialisti in campo nazionale e internazionale della fisarmonica jazz. Ha collaborato e registrato con alcuni fra i migliori musicisti dell’area italiana ed internazionale, tra i quali Kenny Wheeleri, Gabriele Mirabassi, Paolo Fresu, Gianluigi Trovesi, Ralph Alessi, Erik Friedlander, Maria Pia De Vito, Don Byron e Al di Meola col quale ha suonato in tournèe mondiali per 8 anni.

    Oscar Del Barba è diplomato in pianoforte, in jazz, in composizione ed in strumentazione per banda. Si è avvicinato a svariati generi musicali (jazz, musica cubana, argentina, brasiliana) che, unitamente agli studi classici, hanno formato uno stile personale che influenza le sue composizioni.
    E’ vincitore di numerosi importanti concorsi sia di piano jazz sia di composizione classica e jazz. Vanta collaborazioni come pianista con il cantautore Francesco Guccini e con importanti musicisti del panorama musicale del jazz internazionale (Markus Stockhausen, Dave Liebman, Ralph Alessi, Javier Girotto) che lo hanno portato a tenere concerti in importanti festival in Italia ed all’estero.

    Attilio Zanchi nasce a Milano nel luglio 1953 ed inizia lo studio del contrabbasso nel 1978 dopo diverse esperienze nei più diversi generi musicali. Frequenta per due anni i corsi di jazz del Conservatorio di Milano sotto la guida di Giorgio Gaslini e per tre la scuola Civica. Nel 1979 entra a far parte dell'Open Form Trio con Piero Bassini e Giampiero Prina con i quali collabora per diversi anni. Nel 1980 ottiene una borsa di studio presso la University of Fine Arts di Banff (Canada) e presso il Creative Music Studio di Woodstock, dove perfeziona lo studio del contrabbasso con Dave Holland ed
    improvvisazione con Karl Berger, George Lewis, Sam Rivers, Jimmy Giuffré, Ed Blackwell, Lee Konitz, Kenny Wheeler, Jack de Johnette e John Abercrombie. Al suo ritorno in Italia entra a far parte del Milan Jazz Quartet ed inizia la collaborazione con il gruppo di Franco D'Andrea e Paolo Fresu, incidendo diversi dischi, alcuni di questi premiati dalla critica come "migliori dischi dell'anno", e svolgendo numerose tourneé in tutto il mondo.
    E' oggi più che mai attivo, è docente di contrabbasso jazz al Conservatorio di Milano, fa parte da oltre vent'anni del quintetto di Paolo Fresu e milita in diverse formazioni, anche a suo nome.


  • 3 novembre 2018 - GIANNI SATTA 4ET
    Satta_Slider.jpg


    JAZEBAO

    Torna al Milestone il trombettista Gianni Satta con il suo attuale preferito quartetto, composto dal pianista Giovanni Guerretti, da Alessandro Cassani al contrabbasso e dal batterista e polistrumentista Alberto Venturini.
    Un progetto fresco, tagliato su misura per il leader, ma che vede artisticamente molto coinvolti i suoi partner sul palco, al punto da mostrare un interplay solido e gustoso. Brani standard, si alterneranno con alcuni pezzi originali scritti dai componenti dell'ensemble.
    A seguire una grande Jam Session, con la presenza di amici musicisti e di allievi della MSOM.
    La serata si prefigge anche lo scopo di raccogliere fondi a favore della campagna di crowdfunding "Un pianoforte per il tuo ospedale", legata all'iniziativa tutta piacentina "OspedArte". Saranno messi in palio diversi altri premi a disposizione di chi vorrà contribuire a questa causa "musicale" per l'ospedale di Piacenza.

    “Jazebao”, il titolo del progetto, si ispira ad una bella composizione firmata dal leader del quartetto, il trombettista Gianni Satta, che con questo progetto intende esplorare l’intrigante terreno delle contaminazioni musicali e culturali, restando in equilibrio fra sonorità acustiche ed elettriche, con grande attenzione per la ricerca timbrica e le dinamiche, improvvisando su standard della squisita tradizione jazzistica, come su altre composizioni originali.
    Il risultato è una musica colorata, moderna, dalle svariate sfaccettature e talvolta imprevedibile agli stessi esecutori (il bello del Jazz!). Oltre a brani  di grandi autori come Freddie Hubbard, Abdullah Ibrahim e Tom Harrel si ascolteranno diverse composizioni a firma di Gianni Satta che, dopo anni di esperienza si cimenta felicemente anche nella difficile arte compositiva.
    L’intesa con la sezione ritmica è decisamente collaudata, dato che sia Alessandro Cassani e Alberto Venturini collaborano con Satta anche nella band che ha accompagnato il cantautore Davide Zilli alla vittoria di “Musicultura 2018”. Ai tre si aggiunge il pianista Giovanni Guerretti, musicista duttile e con grandi qualità stilistiche.

    Gianni Satta dopo un percorso di studio guidato da insegnanti come Emilio Soana, Marco Tamburini, Giampaolo Casati e dopo frequentato seminari di perfezionamento con Paul Jeffrey e con Clarke Terry, ha iniziato la sua personale esperienza solistica in svariate situazioni e formazioni, passando dal Funk al Soul, dal Blues al Jazz; tutte esperienze che lo hanno formato, assimilando nel profondo i fondamentali della cultura afroamericana, permettendogli la creazione di uno stile personale, facilmente riconoscibile, identificabile nei dischi “Promenade“ e “Art Meets Art“  che lo vedono protagonista sia alla tromba che al flicorno.
    Giovanni Guerretti è diplomato in pianoforte jazz al C.P.M. di Milano sotto la sapiente guida di Franco D’Andrea. Tanto musica pop nella sua carriera, ma anche soul e gospel. In ogni caso l’anima jazz è quella che guida le sue dita sulla tastiera bianca e nera e la sua penna nelle numerose composizioni ed efficaci arrangiamenti.
    Dopo gli studi di chitarra classica alla Civica di Milano con Roberto De Barp, Alessandro Cassani si “innamora” del basso, al quale rivolge i suoi studi, ottenendo presto ottimi successi anche al fianco di artisti come Tiziana Ghiglioni, Simona Molinari e molti altri.
    Alberto Venturini è quel che si dice un polistrumentista, perchè passa con disinvoltura dalla batteria, a fantasiose percussioni, a vari tipi di sax e di clarinetti. Diplomato al Conservatorio di Piacenza, è docente richiesto in molte situazioni, oltre ad avere uno studio di registrazione e a praticare i lavori di fonico e di produttore musicale.


  • 10 novembre 2018 - ANTONIO FARAO' TRIO
    Farao_ritagl.jpg


    Sabato 10 novembre 2018

    ANTONIO FARAO' BLACK INSIDE TRIO

    Antonio Faraò pianoforte
    Ira Coleman
    contrabbasso
    Mike Baker
    batteria

    INGRESSO € 10,00


    “Non mi capita spesso di essere sorpreso da registrazioni di musicisti, come lo sono stato quando per la prima volta ascoltai uno degli ultimi CD di Antonio Faraò. Ciò che mi ha colpito è stata la sensazione che ho sentito dentro di me. C'è tanto calore, convinzione e grinta nel suo modo di suonare. Mi ha immediatamente attratto la sua concezione armonica, la gioia dei suoi ritmi e il suo senso dello swing, la grazia e il candore delle sue linee melodiche improvvisate. Antonio non è solo un ottimo pianista, è un grande”.

    Herbie Hancock

    Bastano queste poche parole del grande Herbie Hancock per capire la statura di Antonio Faraò; un vero vanto italiano nel mondo!
    Al Milestone Antonio porterà un concerto del suo tour con Ira Coleman e Mike Baker. Un trio d'eccezione il "Black Inside Trio", che si rifà ad uno dei dischi più fortunati del pianista, "Black Inside" appunto, registrato nel 1998; un progetto discografico che ha mostrato il suo talento al di fuori d'Italia, il suo primo disco internazionale a nome suo e per l'etichetta Enja Records. Lo stesso anno Faraò si aggiudicherà il primo premio del prestigioso Concorso Martial Solal a Parigi.
    Faraò è un'autentica punta di diamante del panorama jazz internazionale, che ha suonato con prestigiosi artisti come Joe Lovano, Didier Lockwood, Miroslav Vitous, Jack Dejohnette, Chris Potter, Benny Golson, Ivan Lins e molti altri.
    Il suo stile è inconfondibile: una brillantezza tecnica con un impetuosa carica emotiva, una notevole vena compositiva e un travolgente senso ritmico.
    Antonio Faraò è stato invitato diverse volte da Herbie Hancock a partecipare all’International Jazz Day, evento mondiale del jazz organizzato dall’Unesco e dalle Nazioni Unite assieme a Brandford Marsalis, Kurt Elling, Wayne Shorter, Marcus Miller, Al Jarreau e altri. Nel suo ultimo album Eklektik (Warner Music) compaiono, tra gli altri, diversi artisti di fama mondiale come Snoop Dogg, Marcus Miller e Bireli Lagrène.

    Ira Coleman è un bassista e contrabbassista jazz americano che ha collaborato con Cab Calloway, Freddie Hubbard, Betty Carter, Branford Marsalis, Herbie Hancock, Wayne Shorter, Jessye Norman, Plácido Domingo, Mulgrew Miller, Tony Williams e Sting per citarne solo alcuni…  E stato il direttore musicale di Dee Dee Bridgewater facendo vari tour internazionali dal 2002 al 2009.
    Mentre Mike Baker è un batterista che ha lavorato con Whitney Huston, Celine Dion, Giorgia ed è stato uno dei batteristi più apprezzati da Prince e Al Jarreau. Influenzato da batteristi-cantanti come Phil Collins e Don Henley, Baker ha realizzato anche un disco da cantante. Ha suonato con miti del jazz come Jimmy Smith, Wayne Shorter, Joe Zawinul, ha accompagnato leggende della black music come Gregory Hines e Harold Nicholas.




  • 18 novembre 2018 - ALESSANDRO BERTOZZI & ARCHIMIA
    Bertozzi_Archimia.jpg


    Domenica 18 novembre 2018 (ore 18:00)

    ALESSANDRO BERTOZZI & ARCHIMIA
    "Into the Strings"


    Alessandro Bertozzi
    sax alto
    Andrea Carpena chitarra
    Lorenzo Poli basso elettrico
    Enrico Santangelo batteria

    Serafino Tedesi e Paolo Costanzo violini
    Matteo Del Soldà viola
    Andrea Anzalone violoncello

    INGRESSO € 12


    Il saxofonista italiano celebra i suoi 25 anni di carriera musicale e discografica.

    Alessandro Bertozzi ripropone al Milestone quello che fu nell'estate 2016 (Summertime in Jazz a Cortemaggiore) il concerto di esordio del progetto con il quartetto d'archi "Archimia".
    Per "Into the Strings" Bertozzi  sceglie, arrangia e ripropone in versione strumentale per sax contralto, brani del suo repertorio e altri, un'originale selezione di canzoni di atmosfera, genere e periodi diversi, tutti dedicati, come dichiara lo stesso artista “a chi ama la musica strumentale e il sax contralto”. Una scaletta di quindici brani per un concerto dinamico e coinvolgente. Si spazia dai suoi primi successi, come "Big City Dreamer", passando per l’emozionante "Crystals" , la scatenata "Talkin’back", fino ai recenti "Blues for strings", "High Voltage" e "Slow n° 5". Completeranno la scaletta l’indimenticabile "The Way We Were" (Barbara Streisand), la splendida "Sweet Child o’Mine" (Guns’n Roses) e l’emozionante "Isn’t she lovely" (Stevie Wonder).

    Alessandro Bertozzi è uno dei musicisti più seguiti ed amati del panorama live italiano, un artista completo e poliedrico che può vantare collaborazioni prestigiose con artisti internazionali. Con il suo sax ha collaborato e duettato nel corso della sua carriera con grandissimi nomi, da John Patitucci a Randy Brecker, da Andrea Braido a Hiram Bullock. Proprio insieme a quest’ultimo, scomparso nel 2008, ha  calcato i palchi del Blue Note di Milano e di New York.
    Prima di “Into The Strings” Alessandro Bertozzi ha pubblicato con l'etichetta discografica Level49  Big City Dreamers (1998) – Talkin’back (2003) – Crystals (2010) - Contralto (2014) e Funky Party (2017).

    Il Quartetto Archimia nasce nel 2007 dall’idea di quattro musicisti di formazione classica, provenienti dai conservatori di Milano e Piacenza, che hanno in comune il desiderio di esplorare nuove sonorità e possibilità acustiche. L’intento del gruppo è quello di affrontare diverse dimensioni musicali e strumentali, unendo la disciplina classica all’estro della musica pop e jazz. Il quartetto ha tenuto concerti in tantissime città d' Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Numerose sono le collaborazioni live e in studio, di particolare importanza è quella con la cantante “Elisa” per il suo concerto “acustico” all’Arena di Verona e al Pala Modigliani di Livorno. Al loro attivo hanno due album, “Tacchino Latino” e “ No limits string quartet “


  • 24 novembre 2018 - QUESTION MARKET
    Question_Market_web.jpg


    Sabato 24 novembre 2018

    QUESTION MARKET


    Giovanni Benvenuti sax tenore
    Federico Carnevali chitarra
    Giovanni Miatto basso elettrico
    Saverio Cacopardi batteria


    I quattro componenti dei Question Market si conoscono nell'ambito del Siena Jazz University, dove iniziano a suonare insieme allo scopo di creare una band che proponga un repertorio di composizioni originali.
    E' un quartetto dal linguaggio moderno che utilizza sonorità proprie del jazz contemporaneo, strizzando l’occhio ai tempi dispari. Quello dei Question Market è infatti un jazz caratterizzato da arrangiamenti minimali, melodie orecchiabili che contrastano con i tempi dispari e crescendo ritmici dalla grande intensità. La chitarra di Carnevali, mai aggressiva è sempre ben calibrata si incastra bene con i soli esplosivi di Benvenuti. A fare il resto ci pensano il groove deciso creato dalla sinergia tra il basso elettrico di Miatto e la batteria di Cacopardi. Il segreto della band sta, infatti, nell’interplay e soprattutto in quel mix di suoni che collegano la tradizione hard bop con il jazz contemporaneo.
    In sintesi Question Market è un quartetto moderno che senza tagliare i ponti con il passato fa proprie le tendenze moderne per creare un linguaggio personale, moderno e privo di schemi precostituiti.
    Nel gennaio del 2017 i quattro partecipano al concorso "All You Have To Do Is Play" indetto dall'etichetta discografica Emme Produzioni Musicali, concorso che mette in palio la produzione di un disco in formato digitale; vincono il contest e si aggiudicano la possibilità di registrare il loro primo disco con quella etichetta.
    Ad oggi i Question Market sono impegnati in un tour di promozione del CD omonimo che li sta portando in giro per tutto lo stivale.







  • 25 novembre 2018 - FREE
    Traatori.jpg


    Domenica 25 novembre ore 18:00

    TraAttori e Jazzisti
    "Free"


    Dall’incontro tra due associazioni culturali assai creative e molto attive nel piacentino, Piacenza Jazz Club da un lato e Traattori dall’altro, è nato un nuovo progetto all’insegna dell’improvvisazione che, visto il successo dello scorso anno, riprende forma quest’anno all’interno della programmazione del Milestone. L’improvvisazione musicale tipica del Jazz influenzerà quella teatrale e viceversa, lascando fluire liberamente il racconto in un’atmosfera di mutuo scambio e contaminazione. In virtù delle reciproche affinità di approccio al mondo dell’arte e della creatività, le due realtà culturali hanno con successo unito i rispettivi approcci in un progetto comune, improntato al divertimento e alla mutua ispirazione creativa. Gli attori Marcello Savi, Leonardo Cagnolati e Davide Puccetti, e i musicisti Gianni Azzali, Alessandro Bertozzi, Luca Mezzadri e Gianni Satta, saliranno sul palco senza un copione, ma semplicemente ispirato dal pubblico o da un imput musicale o assolutamente casuale. Lo spettacolo che ne uscirà sarà il frutto della loro connessione, della loro fiducia, del loro istinto e creatività. Si assisterà così a narrazioni che nasceranno da un piccolo spunto e grazie al contributo della musica. A sua volta la musica nascerà sull’onda delle emozioni e delle suggestioni che arriveranno dalle storie, in un gioco continuo di rimandi e di richiami dove la parola chiave sarà il divertimento e il piacere di creare e raccontare. In questo divenire e succedersi di situazioni, anche il pubblico sarà coinvolto e sollecitato a fornire il proprio originale contributo, attraverso il suggerimento di parole, emozioni, luoghi che ispireranno gli attori e i musicisti.

    La compagnia d'improvvisazione teatrale dei TraAttori nasce a Parma nel 2008. Non hanno una scenografia, non seguono un copione e non ripetono mai due volte la stessa battuta. Dal 2012 i soci fondatori dei Traattori costituiscono un’associazione teatrale che si occupa di insegnare il teatro attraverso le tecniche dell'improvvisazione, organizzare spettacoli in teatri e comuni convenzionati e fare beneficenza con esibizioni in serate dedicate alle associazioni benefiche. Hanno all'attivo più di 200 spettacoli e 5 format originali da loro creati. Hanno formato più di 100 allievi e dalla loro scuola son già nate due compagnie di teatro. A Piacenza sono presenti dal 2010 e hanno la sede al Teatro Trieste 34, dove organizzano i corsi, i workshop e le rassegne di spettacoli di improvvisazione invitando compagnie da tutta Italia.

  • 1 dicembre 2018 - MARKOWITZ e GIAMMARCO 4ET
    Markowitz_Giammarco.jpg

    Sabato 1 dicembre 2018

    GIAMMARCO e MARKOWITZ QUARTET


    Maurizio Giammarco
    sassofoni
    Phil Markowitz
    pianoforte
    Dario Deidda basso
    Fabrizio Sferra batteria

    INGRESSO € 10

    Phil Markowitz e Maurizio Giammarco, entrambi del '52, sono due jazzisti affini per riferimenti e intenti artistici. Hanno guidato per otto anni un quartetto stabile con Piero Leveratto e Fabrizio Sferra, gruppo espressosi compiutamente nell'eccellente CD "7+8" (uscito nel 2001 per la francese Night Bird). Formatisi musicalmente negli anni Sessanta e Settanta, prolifici anni di grande fermento creativo, sia Markowitz che Giammarco hanno condiviso un percorso analogo, primi passi in gruppi crossover, esperienze con maestri storici del Jazz, escursioni verso forme radicali d’improvvisazione, contaminazioni jazz-rock, approdando infine alla definizione di una propria identità, anche dal punto di vista compositivo, che interpreta la tradizione e il proprio passato musicale alla luce degli ultimi sviluppi del linguaggio jazzistico.
    Due sono le importanti figure che in particolare hanno avuto un ruolo di primo piano nella carriera di entrambi i musicisti: Chet Baker (frequentato da entrambi tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80) e Dave Liebman, con il quale Markowitz, in particolare, ha collaborato stabilmente dai primi anni '90 (oltre dieci dischi) fino agli attuali Saxophone Summit, gruppo nel quale ha militato anche il compianto Michael Brecker.
    Il quartetto propone un repertorio di composizioni originali, senza disdegnare la rivisitazione di qualche classico del Jazz, spaziando con disinvoltura in tutti i territori più attuali nel format del classico quartetto acustico. Caratteristica dei quattro musicisti è la condivisione di un linguaggio assolutamente aggiornato, ma sempre saldo nei suoi principali elementi costitutivi e riferimenti storici.

    ____________________________________


    Phil Markowitz comincia a suonare il piano a quattro anni e a comporre a otto. Nel '71, mentre si sta per diplomare all'Eastman School of Music il suo trio "Petrus" viene selezionato a livello nazionale da George Wein per suonare al Newport Jazz Festival del'73 come miglior nuovo gruppo. Riceve più tardi riconoscimenti anche dal National Endowment for the Arts ('83, '94) e dal New York Foundation for the Arts ('84 e '96). Il suo curriculum annovera collaborazioni e registrazioni soprattutto con Chet Baker (quattro anni e sei dischi), la Mel Lewis Orchestra (quattro anni), Lionel Hampton, Joe Williams, Joe Chambers, Phil Woods, Miroslav Vitous, Al Di Meola, Nick Brignola, Jack Wilkins e i Brecker Brothers, Yoko Ono, Dave Liebman (numerosi dischi) e Bob Min

  • 8 dicembre 2018 - ALESSANDRO LANZONI 5ET
    Lanzoni_web.jpg


    ALESSANRO LANZONI QUINTET

    Alessandro Lanzoni pianoforte
    Alessandro Presti tromba
    Michele Tino sax alto
    Igor Spallati contrabbasso
    Ugo Alunni batteria

    Alessandro Lanzoni, pianista fiorentino venticinquenne, già vincitore a soli 15 anni di una menzione al Concorso Bettinardi di Piacenza, è una delle più importanti rivelazioni del jazz italiano, se si considera che già da una decina di anni è all'attenzione di critica e pubblico per la profondità con cui esprime la sua poetica basata su una enciclopedica cultura musicale.
    L’assegnazione del “Top Jazz 2013” come miglior nuovo talento dell’anno, attribuito dai più qualificati giornalisti italiani per la rivista "Musica Jazz", colloca ormai a pieno titolo Lanzoni fra gli artisti di maggiore personalità del jazz italiano, forte anche di un curriculum che, potendo già vantare esperienze di assoluto prestigio, da diversi anni lo ha imposto all’attenzione del mondo musicale.
    Alessandro si è affermato molto presto anche in veste di leader, con ben 5 dischi a suo nome e può già vantare una significativa esperienza internazionale in Europa, America Latina, Israele e Stati Uniti, dove ha ricevuto recensioni lusinghiere e insolite per un musicista straniero. Ira Gitler, dopo averlo ascoltato in piano solo nel palazzo dell'ONU, nella sua colonna su Jazzimprov. NY ha  avuto modo di affermare, dall’alto dei suoi settant’anni di pura storia del Jazz: “Non dovrebbe essere giudicato come un giovane musicista. E’ già eccezionale, e  rischia di diventarlo ancora di più”.
    ALessandro Lanzoni, in questa sua nuova avventura musicale, verrà affiancato da talentuosi ed altrettanto giovani esponenti della scena jazzistica nazionale come il trombettista Alessandro Presti, anch'egli premiato al "Bettinardi", il saxofonista Michele Tino, il contrabbassista Igor Spallati e Ugo Alunni alla batteria. Il repertorio includerà numerose composizioni originali del giovane leader, scritte appositamente per questo nuovo progetto. Allo stesso tempo verrano proposti arrangiamenti e riletture degli standard della tradizione jazzistica americana.



  • 15 dicembre 2018 - MATTEO BORTONE CLAROSCURO
    ClarOscuro_web.jpg


    Matteo Bortone e ClarOscuro 

    Enrico Zanisi pianoforte
    Matteo Bortone contrabbasso
    Stefano Tamborrino batteria



    ClarOscuro è la nuova formazione diretta dal contrabbassista pugliese Matteo Bortone, vincitore del Top Jazz 2015 come Miglior Nuovo Talento e già leader dei "Travelers", quartetto franco/italiano che si muove tra sonorità d'avanguardia e atmosfere rock, secondo uno schema ben rodato e composizioni a metà tra songwriting e improvvisazioni taglienti.
    Tutt'altra direzione qui, già a partire dalla strumentazione: il piano trio. Per questa nuova esperienza,  Bortone è affiancato da due forti personalità, Enrico Zanisi al pianoforte e Stefano Tamborrino alla batteria, musicisti di forti capacità interpretative.
    A partire dalle composizioni di Bortone, il trio da vita a una musica intimista, che si svela poco a poco e che lascia intravedere un approccio più malleabile al groove e alla pulsazione, attraverso una scrittura che si rinnova e si sorprende. Insieme, i tre esplorano il mondo delle risonanze, delle timbriche e dei ruoli delle voci, proponendo una musica a volte delicata, altre volte energica, ma sempre attenta all'interazione e all’ascolto.
    Il loro omonimo lavoro discografico è uscito il 30 marzo scorso per CAM Jazz.



  • 21 dicembre 2018 - CONCERTO MSOM
    Slider_Christmas_2.jpg


    Venerdì 21 dicembre dalle ore 21:30, il Milestone di via Emilia Parmense 27 ospiterà il consueto Concerto di Natale della Milestone School of Music.
    Come ogni anno la Milestone School of Music, la scuola di musica che da ormai dodici anni vive e lavora nella sede del Piacenza Jazz Club, farà gli auguri alla città di Piacenza invitando i cittadini a gustare una serata in allegria e spensieratezza ascoltando gli allievi dei corsi avanzati della struttura didattica.

  • 22 dicembre 2018 - PLACES 4ET
    Place_web.jpg


    PLACES QUARTET

    Luciano Zadro chitarra
    Luca Dell’Anna pianoforte elettrico e tastiere
    Alex Carreri basso elettrico
    Maxx Furian batteria

    Il quartetto interpreta brani rappresentativi del genere Fusion, come “Little Shoes” e “After You” di Mike Stern, “Actual Proof” di Herbie Hancock, “Get To It” della Dave Weckl Band, e propone rivisitazioni originali, attingendo da hits come “Gateway” (EWF) e “Jumpin’ Jack Flash” dei Rolling Stones, completando la scaletta con composizioni caratterizzate da spiccati elementi tematici come “Three Days” di Alessandro Carreri, “Song for Bilbao” di Pat Metheny e “Made in France” del grande Birely Lagrene.

  • 29 dicembre 2018 - MAURO MUSSONI 5ET
    Mussoni_banner_OK.jpg


    Sabato 29 dicembre 2018 - ore 22:00

    MAURO MUSSONI QUINTET
    "Lunea"

    Mauro Mussoni contrabbasso
    Simone La Maida sax
    Beppe Di Benedetto trombone
    Massimiliano Rocchetta pianoforte
    Andrea Grillini batteria

    "Lunea" è il nuovo progetto discografico maturato da Mauro Mussoni ed inciso per Alfa Music di Roma. Al suo interno troviamo belle composizioni originali, frutto delle avventure e delle suggestioni dettate dall’esperienza e dalla ricerca in ambito jazzistico.
    Il risultato è un viaggio nel pianeta (la luna) che rappresenta l’intimità del nostro animo. Un pianeta dal fascino romantico e ospitale, ma anche laconico ed introverso. Una dimensione affascinante in continua evoluzione.

    Il contrabbassista e leader del gruppo Mauro Mussoni fin da giovanissimo si avvicina alla musica jazz frequentando corsi e masterclass con maestri del calibro di Buster Williams, Furio Di Castri, Paolino Dalla Porta, Yuri Goloubev, Benny Golson, George Cable, Jimmy Cobb, John Kinnyson, Jesse Smith, Joey De Francesco e Michael Blake. Si è diplomato poi in musica jazz presso il Conservatorio di Adria sotto la guida di Paolo Ghetti, Bruno Tommaso, Fabio Petretti, Paolo Silvestri e Bruno Cesselli. Vanta diverse importanti collaborazioni artistiche, come quelle con Fabrizio Bosso, Flavio Boltro, Max Ionata, Nico
    Gori, Roberto Tarenzi, Claudio Filippini, Mario Biondi, Rosalia De Souza,
    Fabio Concato, Nicola Conte, Marco Tamburini, Roger Beaujolais, Stefano Bedetti, Carlo Atti e diversi altri.

    “La musica è arte vera, pura e cristallina. Ti arriva diretta al cuore e ti emoziona. La musica é una grande passione che non ti abbandona.
    Ascoltando il CD di Mauro Mussoni, primo lavoro discografico da leader, ho avvertito un grande impegno riguardo la composizione. Brani originali scritti e arrangiati con le sue stesse mani.
    Condivido la scelta di musicisti con i quali collabora. Ritmica affiatata e compatta.
    Mauro ha realizzato questo suo primo progetto, con umiltà e sincerità.
    Solo e ancora buona musica, qualcosa di nuovo da scoprire."
    Flavio Boltro

  • 5 gennaio 2019 - EMANUELE CISI QUARTET
    Cisi_Young.jpg


    Sabato 5 gennaio 2019

    EMANUELE CISI QUARTET

    "No Eyes - Looking a t Lester Young"

    Emanuele Cisi sax tenore
    Dino Rubino pianoforte e flicorno
    Rosario Bonaccorso contrabbasso
    Adam Pache batteria

    INGRESSO € 10

    "No Eyes - Looking at Lester Young" è un progetto musicale di respiro internazionale e di grande spessore artistico, tanto da aver attirato l'attenzione della Warner Music, una delle più importanti case di produzione musicali del mondo, che ha fortemente voluto produrre il disco che ha visto la luce a maggio 2018.
    Il progetto musicale intende omaggiare simbolicamente uno dei massimi geni della storia del Jazz e "inventori" del sax tenore: Lester Young.
    Un disco che nel 2019 celebrerà i sessant'anni dalla scomparsa del grande sassofonista, nonchè l'anniversario dei 110 anni dalla nascita di Prez ("presidente" il soprannome che gli aveva dato la grande Billie Holiday).
    "No Eyes", che nello slang di Lester significa “non mi interessa”, oltre ad essere un celebre blues da lui registrato nel 1946, è anche il titolo di un poema scritto da David Meltzer e ispirato all'ultimo anno di vita del musicista, trascorso in solitudine al misero hotel Alvin di Manhattan dove morì a soli cinquant'anni.
    Il poema, definito dall'autore, "una meditazione su Lester e sul significato della vita e della morte, e del ruolo dell'arte in esse", utilizza il criptico e astratto slang inventato dal sassofonista e che utilizzava nel suo quotidiano per esprimersi normalmente. Prez, il "presidente del sax tenore", come
    venne soprannominato, è stato un esempio unico di totale coesione tra il proprio universo espressivo in quanto artista e il suo stile di vita; un affascinante emanazione di suono puro, poetico, drammatico, autentico ma al tempo stesso intriso di sottile ironia.
    Il senso dello swing, della danza gioiosa, ma anche della malinconia del blues sono gli elementi caratteristici di questo progetto immaginato e voluto da Emanuele Cisi, certamente uno dei più autorevoli saxofonisti tenori della scena mondiale, che ha riunito intorno a se alcune delle voci più
    personali e poetiche del jazz di oggi. Il gruppo vede infatti le presenze del pianista e trombettista Dino Rubino, che con la sua poetica delicata e descrittiva contribuisce a far aleggiare lo spirito di Prez; del contrabbassista Rosario Bonaccorso, capace di far cantare il proprio strumento come pochi al mondo e del batterista newyorkese Adam Pache, uno dei musicisti più rispettati nel ponorama del jazz internazionale.
    Attraverso l'interpretazione di splendide song rese celebri da Lester, sue composizioni, brani a lui dedicati (la struggente "Good Bye Pork Pie Hat" di Mingus o la splendida e swingante "Lester Left Town" di Shorter), composizioni originali del leader ispirate alla sua poetica e testi basati liberamente
    sull'opera di Meltzer, "NO EYES" è, come il poema letterario, una meditazione sulla musica e sulla vita, attraverso gli occhi consumati ed impenetrabili di Lester Young.
    Grazie Emanuele!



  • 12 gennaio 2019 - RENATO PODESTA' TRIO + JAM
    Podesta_Trio_OK.jpg


    Sabato 12 gennaio 2019
    12° COMPLEANNO DEL MILESTONE


    RENATO PODESTA' TRIO
    "Foolish Little Dreams"

    Renato Podestà chitarra
    Gianluca Di Ienno
    organo Hammond
    Roberto Lupo batteria

    Nella pausa del concerto si farà il taglio della torta e al termine Jam Session!

    Milestone compie dodici anni e li festeggia sabato 12 gennaio con il concerto in trio dell'amico e stupendo musicista Renato Podestà (anche docente della MSOM). Con lui Gianluca Di Ienno all'Hammond e il fidato Roberto Lupo alla batteria. Un trio fresco e affiatato, con tanta voglia di fare buona musica.
    Nella pausa del concerto verrà tagliata e offerta una grande torta di compleanno, mentre alla fine è prevista una festosa Jam Session!

    Il primo lavoro discografico da leader di Renato Podestà arriva dopo dieci anni di frequentazione con questo trio, dieci anni in cui ha anche girato l'Europa e registrato sei album con la band "Sugarpie and the Candymen".
    L'ispirazione per il disco viene da un lungo viaggio negli Stati Uniti, una profonda immersione nella tradizione musicale di New Orleans e nella scena contemporary di New York. Questo dualismo si riflette nella scelta del repertorio e negli arrangiamenti, avventurosi ma fortemente radicati nella storia del Jazz, e in cui giocosità e complessità convivono felicemente.
    Il formato dell'organ trio, oltre a essere un richiamo ad alcuni dei suoi ispiratori, come John Scofield e Peter Bernstein, rende possibile una grande libertà e comunicazione istantanea con i suoi compagni di gruppo, mantenendo sempre un suono pieno e groovy.
    Gianluca Di Ienno è il perfetto partner per le sortite solistiche di Renato, col suo senso armonico e ritmico impeccabile, mentre il batterismo dinamico di Roberto Lupo (e la telepatia costruita in quasi mille concerti assieme) sospingono la musica in avanti senza sforzo.
    Sul disco che ispira questo concerto si può ascoltare anche una traccia registrata in duo con Sandro Gibellini, "Exactly Like You", nel cui testo ci sono le parole "foolish little dreams" (piccoli folli sogni); il "piccolo folle sogno" di Podestà è di trovare bellezza e significato in fonti musicali disparate come canzonette "syncopated" degli anni '20, melodie bebop, arrangiamenti per big band e composizioni originali, infondendo loro una buona dose di groove di New Orleans e uno spericolato interplay.




  • 19 gennaio 2019 - FIN. BETTINARDI Sez. A
    Slider_FinaleSolisti2019.jpg


    Sedici anni sono una bella età per qualsiasi manifestazione. Il Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi” i suoi li porta splendidamente. Fin dalla nascita abbinato alla manifestazione Piacenza Jazz Fest, organizzato dal Piacenza Jazz Club, questo concorso mantiene alta la bandiera del jazz italiano e mette a disposizione risorse per scovare i giovani musicisti più talentuosi grazie al sostegno che non è mai venuto meno di Yamaha Music Europe GmbH – Branch Italy, ma soprattutto della Fondazione di Piacenza e Vigevano, che dà corpo all’iniziativa. Le sezioni in cui è suddiviso il concorso sono tre, si parte come da tradizione dalla categoria dei solisti che si presenteranno durante la finale loro dedicata sabato 19 gennaio alle 21.30 al Milestone, la sede del Jazz Club, di via Emilia Parmense a Piacenza.

    I finalisti sono stati accuratamente selezionati da una prestigiosa giuria di musicisti ed esperti del settore sulla base del materiale inviato dai partecipanti. Si tratta di cinque giovanissimi molto talentuosi di cui solo uno si aggiudicherà il premio più ambito, del valore di 1.300 euro e soprattutto l’ingaggio nel cartellone principale del Piacenza Jazz Fest del 2020, insieme ad artisti di caratura internazionale. Al secondo premio spetteranno 750 euro. A fine serata saranno resi noti i due solisti primi classificati, ma la graduatoria dei vincitori (primo e secondo posto) rimarrà top secret anche per i diretti interessati e sarà rivelata solo nel corso del Galà di premiazione, che si svolgerà presso lo Spazio Rotative domenica 7 aprile alle ore 18.00 a chiusura del Piacenza Jazz Fest 2019.

    Tra i cinque finalisti sono stati selezionati ben quattro saxofonisti (due che suonano il contralto, uno il baritono e uno il tenore) e un vibrafonista. Il sax contralto è lo strumento di Vittorio Cuculo, venticinquenne proveniente da Roma che proporrà gli standard “Oleo” di Sonny Rollins, “’Round Midnight” di Thelonius Monk e “You’d be so nice to come to”, un brano scritto da Cole Porter che ha avuto innumerevoli interpretazioni, tra cui quella indimenticabile di Diane Keaton nel film Radio Days di Woody Allen.
    Col suo sax baritono invece Andrea Iurianello, di 27 anni da Augusta, in provincia di Siracusa, presenterà “I’ll remember April” di G. De Paul, “What’s new” di Bob Haggart e uno dei classici di Richard Rodgers, l’aggraziata, dolce e romantica “Have you met Miss Jones”.
    Il più giovane, un saxtenorista di 22 anni di nome Riccardo Sala di Biella suonerà un brano inciso da Pat Metheny all’inizio degli anni Ottanta dal titolo “Song for Bilbao”, scritta dal chitarrista per il pubblico della città spagnola, per passare agli anni Sessanta con “Central Park West” di John Coltrane e un brano della fine degli anni Venti, “Softly as in a morning sunrise” di Romberg-Hammerstein.
    Il vibrafono è suonato dal sardo Jordan Corda, 24enne di Serrenti nella provincia del Medio Campidano, che si esibirà nei due standard “Herzog”, di un grande vibrafonista come Bobby Hutcherson, e nel delicato “Everything I love” di Cole Porter, oltre ad un brano originale da lui composto dal titolo “Morning Air”. Sarà infine la volta dell’altro saxofono contralto, Giulio Ottanelli, 23enne proveniente da Firenze, che suonerà un brano ormai celeberrimo come “Willow Weep For Me”, che però fece fatica a imporsi quando fu scritto nei primissimi anni Trenta, forse perché composto da una donna, Ann Ronell, il passionale “The star-crossed lovers” di Billy Strayhorn e quel gioiello che richiede tecnica e solida preparazione che è “Lennie’s Pennies” di Lennie Tristano.

    I finalisti vivranno l’emozione e l’onore di essere accompagnati dalle punte di diamante della giuria, tre big della scena jazz internazionale, quali Roberto Cipelli al pianoforte, Attilio Zanchi al contrabbasso e Massimo Manzi alla batteria.

    La Giuria chiamata a valutare l’esecuzione dei musicisti, è presieduta dal maestro Giuseppe Parmigiani, saxofonista, compositore e arrangiatore,  e composta inoltre da Fabio Bianchi del quotidiano “Libertà”, il critico musicale Aldo Gianolio e un esperto in musica afroamericana come il pianista Giuseppe “Jody” Borea.
    Anche il pubblico del Milestone sarà chiamato ad esprimere a sua volta una preferenza, che al termine della serata determinerà l’assegnazione del “Premio del pubblico”, rappresentato da una targa offerta dagli organizzatori a simbolico riconoscimento del favore popolare.


  • 26 gennaio 2018 - FIN. BETTINARDI Sez. B
    FinaleGruppi2019.jpg


    Si prospetta una gran bella serata di musica quella dedicata a individuare i migliori gruppi di musicisti under 35, finalisti del Concorso Nazionale per Giovani Talenti del Jazz Italiano “Chicco Bettinardi”. Originalità, ottimi spunti oltre a una tecnica che rasenta spesso la perfezione sono i tratti individuati unanimemente dalla giuria di esperti chiamata a giudicare i finalisti in questi ultimi anni. Una sezione che è andata crescendo sempre più nel tempo e lascia sempre gradevolmente stupefatti per il livello di bravura e soprattutto di creatività dei protagonisti. Anche sabato 19 gennaio alle ore 21.30 al Milestone di Piacenza (ingresso gratuito con tessera Piacenza Jazz Club o Anspi) si ripeterà il rito che porterà i cinque finalisti selezionati sulla base del materiale inviato a contendersi i primi due posti e aggiudicarsi i relativi premi in palio. Al termine della serata sulla base delle esibizioni saranno annunciati i nomi dei due primi classificati, ma la graduatoria con il vincitore sarà resa nota solo in occasione del “Galà di premiazione”, in programma domenica 7 aprile alle ore 18.00 allo spazio “Le Rotative” di Piacenza.

    La Giuria chiamata a valutare i due gruppi migliori di questa edizione è come sempre composta da musicisti ed esperti del settore, a partire dal presidente, il saxofonista, compositore e insegnante al Conservatorio di Milano Tino Tracanna. Tracanna sarà coadiuvato nella scelta da Giuseppe Parmigiani, altro saxofonista oltre che compositore e arrangiatore, Jody Borea e Oliviero Marchesi, esperti di musica afroamericana, Luca Conti e Giancarlo Spezia, rispettivamente direttore e critico musicale e della rivista "Musica Jazz", Pietro Corvi, giornalista del quotidiano “Libertà” e Paolo Menzani redattore del quotidiano online "Piacenza Sera".

    Come ogni anno fin dalla sua nascita il concorso è abbinato al Piacenza Jazz Fest, in programma quest’anno dal 24 febbraio al 7 aprile e organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club con il sostegno determinante della Fondazione di Piacenza e Vigevano oltre al contributo di Yamaha Music Europe GmbH - Branch Italy. Obiettivo dichiarato del concorso, confermato da ottimi risultati nel tempo, è quello di scoprire e valorizzare nuovi musicisti, cantanti e gruppi jazz per promuoverne l’attività e fornire loro un’occasione di visibilità.

    Ecco i gruppi selezionati per questa edizione nell’ordine in cui saliranno sul palco e che vede ben quattro quintetti su cinque. Sono di Nova Milanese, nella provincia di Monza/Brianza, gli I Am Fish, primo dei quintetti composto da Gianluca Zanello al sax, Lorenzo Blardone al pianoforte, Marco Carboni alla chitarra, Andrea Grossi al contrabbasso e Stefano Grasso alla batteria. Sono invece di S. Giovanni La Punta, in provincia di Catania, i The Sleepers, con Canio Coscia al sax tenore, Filippo Galbiati al pianoforte, Davide Angelica alla chitarra, Filippo Cassanelli al contrabbasso e Vincenzo Messina alla batteria. A seguire sarà la volta del Vittorio Esposito Trio, un gruppo di ragazzi di Baronissi, in provincia di Sassari, composto dal leader al pianoforte, oltre che da Francesco Girardi al basso e da Matteo De Vito alla batteria. Da Mantova si presenteranno i Bright, terzo quintetto con Manuel Caliumi al sax, Mauro Spanò al pianoforte, Marcello Abate alla chitarra, Martino De Franceschi al contrabbasso e Federico Negri alla batteria. Ultimo quintetto e ultimo gruppo della serata a esibirsi i Travelling Notes, di Silea, in provincia di Treviso, con una formazione che vede alla tromba Francesco Ivone, al sax tenore Giorgio Giacobbi, al pianoforte Francesco De Luisa, al basso Sebastian Piovesan e alla batteria Camilla Collet.

    I gruppi in gara alterneranno brani di loro composizione ad almeno uno standard, espressamente previsto dal regolamento del concorso. I due brani originali degli I Am Fish sono stati composti dal chitarrista Marco Carboni e si intitolano “Arrivederci” e “Fuori dall’acqua”, lo standard sarà “Azure” del “Duca” del Jazz, Ellington. I The Sleepers avranno in scaletta due brani composti dal saxofonista del gruppo, Canio Coscia, dal titolo “Keep It” e “Paradise Falls” e “U.M.M.G. - Upper Manhattan Medical Group” composto da Billy Strayhorn e inciso da Ellington con un ispirato solo di Dizzy Gillespie. Il trio di Vittorio Esposito come standard ha optato per “Nardis”, un brano di Miles Davis ma associato a Bill Evans che l’ha inciso spesso, eseguiranno inoltre un brano composto dal leader del gruppo dal titolo “Giants” e un altro originale di un loro amico contrabbassista, Gabriele Pagliano, intitolato “Gemini”. I Bright suoneranno un brano composto dal chitarrista Marcello Abate dal titolo “Q”, uno composto invece dal batterista Federico Negri intitolato “Walzer White”, come standard la languida ballata “Fall” di Wayne Shorter. Infine i Travelling Notes suoneranno “’Round Trip” di Ornette Coleman oltre a due brani composti dal bassista e leader del gruppo, Sebastian Piovesan, dal titolo “Naeme Jalle” e “Funky Feeling”.

    Anche il pubblico del Milestone sarà invitato a esprimere una preferenza, votando il gruppo che ritiene più meritevole e determinando così l’assegnazione del “Premio del pubblico”, rappresentato da una targa offerta dagli organizzatori come riconoscimento del favore popolare.

  • 2 febbraio 2019 - FIN. BETTINARDI Sez. C
    Slider_Cantanti_2019.jpg


    A Piacenza da tutta Italia per mettersi in gioco e misurarsi con altri coetanei che, come loro, hanno la stessa passione: quella per il canto jazz. Si troveranno tutti sullo stesso palco sabato 2 febbraio alle ore 21.30 al Milestone di Piacenza (l’ingresso è gratuito con tessera del Piacenza Jazz Club o ANSPI) i cinque finalisti del Concorso Nazionale Bettinardi per Nuovi Talenti del Jazz Italiano della sezione Cantanti.
    Il “Bettinardi”, alla sua sedicesima edizione, gode di un grande prestigio a livello nazionale, tanto che le proposte musicali arrivano da ogni parte d’Italia, ed è dedicato espressamente alla ricerca di musicisti e cantanti giovani e di grande talento. L’organizzazione è a cura dell'Associazione culturale Piacenza Jazz Club, con il sostegno determinante della Fondazione di Piacenza e Vigevano e con il supporto di Yamaha Music Europe GmbH - Branch Italy. Il concorso è dedicato alla memoria di uno dei soci fondatori del Piacenza Jazz Club e saxofonista Chicco Bettinardi, prematuramente scomparso nel 2004.

    Segni particolari: tutti giovani sotto i 30 anni e tutti talentuosi, selezionati sulla base del materiale audio inviato, insieme a molti altri; ora hanno la possibilità di dimostrare davanti a una giuria di esperti, le loro doti e la loro peculiare sensibilità nell’affrontare brani più o meno conosciuti, ma che verranno riletti e personalizzati.
    A valutare quanto siano effettivamente riusciti in questo, sarà la giuria presieduta dalla cantante Diana Torto, splendida voce del Jazz italiano e insegnante al Conservatorio di Bologna oltre che ai corsi di alta formazione di Siena Jazz, che sarà affiancata da Debora Lombardo, anch’essa cantante e docente della Milestone School of Music, dal presidente del Piacenza Jazz Club, il saxofonista Gianni Azzali, dal musicista e direttore di coro Andrea Zermani e dalla giornalista di “Musica Jazz” Lorenza Cattadori.

    Tornando ai giovani concorrenti, ascolteremo, in ordine di esibizione, Rita Bincoletto, originaria di un paesino in provincia di Venezia, Quarto d’Altino, che proporrà due brani insoliti come la sinuosa ballad “Gentle Piece”, incisa dal trombettista Kenny Wheeler nei primissimi anni Novanta e un ancora più recente “Song of Life”, un vero inno di gioia e di vitalità, del pianista Fred Hersch, a fianco di uno standard che è parte della storia del genere, come “A night in Tunisia” di Dizzy Gillespie, del 1942.
    E’ invece pugliese Vincenzo Destradis, l’unico uomo nella rosa dei finalisti, che farà ascoltare la classica “All The Things You Are” firmata da Jerome Kern con parole di Oscar Hammerstein; a seguire presenterà la sua versione del brano simbolo del trombettista Clifford Brown, la celebre “Joy Spring” e “You Go To My Head” di J. Frec Coots e Haven Gillespie, di cui esistono numerose versioni, ma forse quella ancora oggi insuperata è di Billie Holiday del 1938.
    Emiliana, e più precisamente di Modena è invece Clarissa Colucci, che è anche la più giovane del gruppo con i suoi 24 anni. Anche la sua scaletta non è scontata e prevede brani di carattere, come “Hallucinatios” che fa emergere tutto il talento compositivo di quel genio di Bud Powell, “I Waited For You” di Dizzy Gillespie e “Fee-Fi-Foo-Fum” di Wayne Shorter, contenuta in un celebre album degli anni Sessanta, “Speak No Evil”, in cui il saxofonista e autore suonava insieme a Freddie Hubbard alla tromba, Herbie Hancock al pianoforte, Ron Carter al contrabbasso ed Elvin Jones alla batteria.
    Altra emiliana ma stavolta di Bologna è Annamaria Iannilli che ha scelto di interpretare “Softly As In A Morning Sunrise”, composta dal duo Romberg-Hammerstein per il musical “The New Moon” del 1928 e nata originariamente come tango, ma poi rinnovata nei tempi e nei modi dai vari interpreti jazz; la bellissima “Sail Away”, dall’album omonimo della fine degli anni Ottanta inciso dal trombettista Tom Harrell e “You’ve Changed” scritta da Bill Carey su musica di Carl Fischer nei primi anni Quaranta e che vanta innumerevoli versioni, tra cui quelle di tutti i più grandi, Nat King Cole, Billie Holiday ed Ella Fitzgerald tra gli altri.
    Siciliana sarà l’ultima finalista a salire sul palco. Di nome fa Roberta Genna, viene da Marsala, in provincia di Trapani e canterà “Too Young To Go Steady”, che porta la firma inconfondibile di Jimmy McHugh, “They Can’t Take That Away From Me”, uno dei brani più celebri e amati di Gershwin e la dolcezza di un brano simbolo della bossa nova qual è “Fotografia” di Antonio Carlo Jobim.

    Tutti i solisti saranno accompagnati da una solida base ritmica formata da Giovanni Guerretti al pianoforte, Alex Carreri al contrabbasso e Luca Mezzadri alla batteria.

    Al momento della proclamazione saranno annunciati i nomi dei due vincitori, ma per la classifica e per la relativa premiazione, bisognerà aspettare il Galà di fine festival, in programma domenica 7 aprile allo spazio Rotative di Piacenza alle ore 18.00. Molto interessanti i premi destinati ai vincitori: al primo classificato spetterà un premio in denaro del valore di 800 euro, un ingaggio al “Piacenza Jazz Fest 2020” e il “Premio Libertà”, al secondo 400 euro.  Un altro premio, certamente simbolico, ma significativo per i concorrenti è quello che viene assegnato sulla base dei voti della giuria popolare composta dal pubblico presente al Milestone, invitato ad esprimere la sua preferenza sulle esibizioni.

  • 3 febbraio 2019 - STORYVILLE CLUB
    Banner_Stagnotte.jpg


    Al Milestone di via Emilia Parmense 27 domenica 3 febbraio alle ore 18:00 la compagnia “Le Stagnotte” e un quintetto a tutto swing presenteranno a grande richiesta la replica della pièce musico-teatrale “Storyville Club”, che tanto successo ha avuto negli scorsi anni. Lo spettacolo, davvero divertente, prende il nome dallo storico quartiere di New Orleans dove il Jazz ha mosso i suoi primi passi. In un susseguirsi di monologhi e musica, di cori e coup-de-théâtre, si finisce per svelare agli spettatori un volto inedito dell’universo femminile. Con ben cinque musicisti sul palco, lo spettacolo è ambientato in un classico bordello del quartiere, “Storyville Club” e dipana storie e vicende delle sue ragazze, o, come venivano chiamate un tempo: “le donne dell’amore”. Gianni Satta alla tromba e cornetta, Gianni Azzali al sax, Stefano Caniato al pianoforte, Mauro Sereno al contrabbasso e Luca Mezzadri alla batteria contribuiscono, con il loro jazz “traditional”, a immergere il pubblico nella magica e affascinante epoca della New Orleans più lasciva e “privatamente sfacciata”. Le parole scivolano sulle note dei musicisti sul palco, si interrompono e lasciano spazio alla musica per creare un ensemble davvero unico. Uno spettacolo di donne, ma non solo per le donne, dove gli uomini, sempre presenti nella loro assenza, sono i veri protagonisti.

  • 9 febbraio 2019 - MONKUINTET
    Monk_banner.jpg


    Un grande musicista, unico per diversi aspetti, come unico dev’essere chi lascia segni così decisi nella storia e nella cultura del pianeta. Thelonious Monk ha scritto temi speciali, di una bellezza rara e di una spontaneità e freschezza quasi imbarazzanti. Note che scivolano sullo spartito fuggendo dai tasti di un pianoforte crediamo non perfettamente accordato, premuti con la forza delle swing più sincero dalle lunghe dita di un genio: “il genio di Monk”, appunto. Così s’intitola il concerto che Gianni Satta alla tromba, Gianni Azzali ai sax e flauti, Giovanni Guerretti al pianofrte, il contrabbassista Alex Carreri e Alberto Venturini alla batteria presenteranno sabato 9 febbraio al Milestone di Piacenza. In quell’aoccasione, la sede del Piacenza Jazz Club ospiterà volentieri l’Associazione Arcangelo Di Maggio che, proseguendo negli intenti di quella splendida persona della quale porta il nome, ha inaugurato nel marzo 2016 l’ambulatorio di prossimità di via Pozzo a Piacenza; un luogo prezioso, utile e solidale che si occupa degli ultimi e della loro salute, spesso messa a dura prova dalle difficoltà della vita. Per sostenere economicamente l’associazione, sarà presente nel locale un banchetto dove trovare i volontari, con materiale informativo e la possibilità di contribuire alla causa acquistando gadget e biglietti di una lotteria benefica che vedrà bellissimi premi in palio e il cui ricavato andrà a favore dell’ambulatorio.

    Tornando alla musica, il quintetto presenterà le proprie versioni di alcuni capolavori di Monk, alcuni molto noti come il blues “Straight, No Chaser” o la struggente “Round Midnight”, altri meno conosciuti come “Off Minor”, “Bemsha Swing” o la dolcissima “Ruby, My Dear”, accanto a vere perle della musica come “Misterioso” o “Monk’s Dream”, per non parlare della ventata di swing che porteranno “In Walked Bud”, “I Mean You” e l’immancabile “Well You Needn’t”.

  • 10 febbraio 2019 - FREE
    Slider_Traatori.jpg


    Domenica 10 febbraio 2019 ore 18:00

    TraAttori e Jazzisti
    "Free"

    Dall’incontro tra due associazioni culturali assai creative e molto attive nel piacentino, Piacenza Jazz Club da un lato e TraAttori dall’altro, è nato un nuovo progetto all’insegna dell’improvvisazione che prende forma quest’anno all’interno della programmazione del Milestone. Lo spettacolo, completamente improvvisato, prende il programmatico titolo di "Free".
    L’improvvisazione musicale tipica del Jazz assumerà la forma di una jam session mentre quella teatrale lascerà fluire liberamente il racconto in un’atmosfera di mutuo scambio e contaminazione. In virtù delle reciproche affinità di approccio al mondo dell’arte e della creatività, le due realtà culturali hanno deciso di unire i rispettivi approcci in un progetto comune che sfocerà nel concreto in uno spettacolo improntato al divertimento e alla mutua ispirazione creativa. Gli attori Marcello Savi, Leonardo Cagnolati e Antonio Vulpio, e i musicisti Gianni Azzali e Luca Mezzadri saliranno sul palco senza un copione, ma semplicemente ispirato dal pubblico o da un imput musicale o assolutamente casuale. Lo spettacolo che ne uscirà sarà il frutto della loro connessione, della loro fiducia, del loro istinto e creatività. Si assisterà così a narrazioni che nasceranno da un piccolo spunto e grazie al contributo della musica. A sua volta la musica nascerà sull’onda delle emozioni e delle suggestioni che arriveranno dalle storie, in un gioco continuo di rimandi e di richiami dove la parola chiave sarà il divertimento e il piacere di creare e raccontare. In questo divenire e succedersi di situazioni, anche il pubblico sarà coinvolto e sollecitato a fornire il proprio originale contributo, attraverso il suggerimento di parole, emozioni, luoghi che ispireranno gli attori e i musicisti.

    La compagnia d'improvvisazione teatrale dei TraAttori nasce a Parma nel 2008. Non hanno una scenografia, non seguono un copione e non ripetono mai due volte la stessa battuta. Dal 2012 i soci fondatori dei Traattori costituiscono un’associazione teatrale che si occupa di insegnare il teatro attraverso le tecniche dell'improvvisazione, organizzare spettacoli in teatri e comuni convenzionati e fare beneficenza con esibizioni in serate dedicate alle associazioni benefiche. Hanno all'attivo più di 200 spettacoli e 5 format originali da loro creati. Hanno formato più di 100 allievi e dalla loro scuola son già nate due compagnie di teatro. A Piacenza sono presenti dal 2010 e hanno la sede al Teatro Trieste 34, dove organizzano i corsi, i workshop e le rassegne di spettacoli di improvvisazione invitando compagnie da tutta Italia.

  • 17 febbraio 2019 - ELIOT ZIGMUND 4ET
    Zigmund_banner.jpg


    Eliot Zigmund 4et
    “Plays Bill Evans and beyond”

    Eliot Zigmund batteria
    Chiris Cheek sax
    Luca Mannutza pianoforte
    Lorenzo Conte contrabbasso


    INGRESSO € 10,00


    Cresciuto a New York, Eliot Zigmund ha iniziato a suonare professionalmente la batteria a 16 anni, ha suonato dal 1975 al 1979 con Bill Evans e in seguito per cinque anni in trio con il pianista francese Michel Petrucciani.
    Con Evans ha registrato album passati alla storia come "You Must Believe in Spring", "Crosscurrents", "I Will Say Goodbye".
    Eliot ha già collaborato con il tenorsaxofonista americano Chris Cheek con il quale ha registrato il CD "TimeWas" e con il contrabbassista veneziano Lorenzo Conte con cui ha pubblicato "Spring Jazz Trio". Il quartetto si avvale di uno dei migliori pianisti italiani che risponde al nome di Luca Mannutza.
    Eliot guida questo quartetto rileggendo alcuni brani di Bill Evans senza tralasciare proprie composizioni e gli standards che Bill amava suonare.

  • 27 aprile 2019 - BARBARA CASINI & TAUFIC DUO
    Casini_TauficDuo_ok.jpg


    BARBARA CASINI E DUO TAUFIC
     “Terras“

    Barbara Casini
    voce
    Roberto Taufic chitarra
    Eduardo Tufic pianoforte


    Terras è la prima collaborazione discografica del Duo Taufic e Barbara Casini, un cd in cui celebrano la tradizione viva di una terra, il Nordeste del Brasile, che diventa metafora di tutte le “terras” nel mondo dove si mescolano bellezza e sofferenza e lo fanno con un'energia e un amore avvertiti in ogni singola nota.
    Dopo anni di collaborazioni e live insieme, finalmente il Duo Taufic e la più brasiliana delle cantanti italiane, Barbara Casini, portano sul palco del Milestone un concerto pieno di colori, quelli della musica popular brasileira! Un assaggio del CD “Terras” e anche classici di questa meravigliosa musica. Un viaggio attraverso la grande varietà dei ritmi brasiliani come il Samba, la Bossa Nova, lo Choro ed il Baião, attraverso riletture di brani di alcuni tra i più interessanti autori della Musica Popular Brasileira, come Tom Jobim, Edu Lobo, Dorival Caymmi, Gilberto Gil e Chico Buarque. All’interno del concerto nascono immancabilmente momenti in cui la creatività dei musicisti porta a esplorazioni improvvisative, a inaspettati virtuosismi, dove ognuno ispira e viene a sua volta ispirato dall’altro, creando atmosfere sempre nuove e ricche di energia e forte impatto.
    Raffinata, elegante, solare e coinvolgente, la musica di questo duo colpisce immediatamente per l’energia positiva e la carica che riesce a trasmettere.

    Barbara Casini, interprete eccezionale da sempre innamorata del Brasile, durante la sua più che trentennale carriera ha collaborato con i più grandi musicisti italiani e stranieri della scena jazzistica (Enrico Rava, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Phil Woods, Lee Konitz) e della musica popolare brasiliana, quali Toninho Horta e Guinga. Ha al suo attivo una ventina di CD a suo nome ed è stata fra i primi a diffondere in Italia la musica del Nordeste, fatta di poesia, allegria, ritmo, danza, ma anche di struggente nostalgia e del racconto del dolore e della fatica di vivere in una terra allo stesso tempo dura e traboccante di bellezza.
    Roberto ed Eduardo Taufic sono nati in quella terra, la sua anima è la loro anima, e il loro suonare insieme è quella perfetta sintesi di bravura e arte, sintonia, complicità, gioco e fantasia, benefica fluidità anche nei momenti di maggiore virtuosismo tecnico. Celebrati in Brasile, i due fratelli sono ormai noti da anni al pubblico italiano.
    Roberto vive in Italia dal 1990 ed ha collaborato con diversi artisti della scena musicale brasiliana ed europea come Gabriele Mirabassi, Rita Marcotulli, Guinga, Ivan Lins, Maria Pia de Vito, Enrico Rava, Franco Ambrosetti, Randy Brecker, Javier Girotto, Fabrizio Bosso, Rosario Bonaccorso, Gianmaria Testa, Tosca e tanti altri, mentre Eduardo, pianista, compositore e produttore musicale, ha prodotto ed arrangiato più di 400 lavori discografici in Brasile e ha collaborato con grandi musicisti brasiliani tra cui la cantante Elza Soares e il chitarrista Ricardo Silveira.

  • Speciale Emilia-Romagna
    Logo_Speciale_ER.jpg


    SPECIALE EMILIA-ROMAGNA
    Scadenza: 21 aprile 2019

    Il Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi – Speciale Emilia-Romagna” per Nuovi Talenti del Jazz emiliano romagnolo è reso possibile dall’istituzione della nuona Legge Regionale n° 2 detta “Legge Musica”, che ha assegnato fondi a favore di iniziative con le caratteristiche di questao bando. E’ rivolto a gruppi di giovani la cui età media non deve superare il numero 35 (trentacinque), ma può comprendere componenti fino ad un massimo di 42 anni (quarantadue anni). I componenti dei gruppi devono essere costituiti da almeno due terzi di msuicisti residenti all’interno della Regione Emilia-Romagna. Una giuria di esperti, selezionerà il materiale audio inviato dai concorrenti che dovrà esere costituito da soli brani originali dei componenti il gruppo ed ammetterà alle finali 5 gruppi, di cui uno solo risulterà vincitore; le finali si svolgeranno presso il “Milestone”, la sede del Piacenza Jazz Club, in via Emilia Parmense 27 a Piacenza.

    Ogni concorrente, sia egli singolo o partecipi in gruppo, che verrà ammesso alla finale, dovrà iscriversi al concorso versando una quota di € 40 a titolo di copertura assicurativa e per associarsi al Piacenza Jazz Club

    PREMI
    Premio unico consistente nella registrazione e realizzazione e divulgazione di un CD, realizzazione di un videoclip, residenze artistiche e circuitazione in locali dell’Emilia-Romagna.

    GIURIA
    Sezione D: Azzali (presidente), Bardini, Bettini, Mutti, Odorici

    Le spese di trasferta saranno a carico dei concorrenti, mentre tutte le spese di vitto e alloggio per la finali saranno a carico dell’organizzazione.

    INFO: info@piacenzajazzclub.it  0523.579034 


    - - - - - - - - - - - - -

    REGOLAMENTO

    Sezione D (Speciale Emilia-Romagna)

    1.    La Sezione D del Concorso a premi “Chicco Bettinardi” ha come finalità quella di scoprire e valorizzare nuovi gruppi Jazz della Region Emilia-Romagna, per promuoverne le attività attraverso i contributi della L.R. 2/2018.
    2.    Possono accedere alla Sezione D del Concorso tutti i gruppi di musica jazz originale, con strumentisti e cantanti Jazz di ambo i sessi, residenti in Emilia-Romagna la cui media di età non superi i 35 anni e in ogni caso non venga superato il limite dei 42 anni per nessun componente. Non esiste un limite minimo di età.
    3.    Possono partecipare a questa sezione del Concorso anche le formazioni che sono state iscritte in passato tradizionale anche alla Sezione B (gruppi) del Bettinardi, anche se risultati finalisti o vincitori; fermo restando i requisiti tassativi di residenza, di originalità delle composizioni e di età.
    4.    Ogni gruppo deve essere composto da un minimo di 3 (tre) ad un massimo di 6 (sei) componenti. L’organico potrà essere di qualsiasi tipo.
    5.    Il Concorso si articola in due fasi.
    a.    selezione a porte chiuse del materiale audio inviato per via telematica;
    b.    dalla prima selezione verranno scelti e ammessi alla Finale solo 5 formazioni, che si esibiranno di fronte alla Giuria e al pubblico con 3 brani originali ciascuno per aggiudicarsi il premio in palio.
    6.    I gruppi che intendono partecipare al Concorso devono inviare via mail o Wetransfer SOLO n° 3 (tre) brani composti da uno o più componenti del gruppo e da loro registrati, per un minimo di 10’ totali, unitamente alle copie dei documenti d’identità di ciascun componente e alla scheda di presentazione (in calce a questo Regolamento) debitamente compilata a info@piacenzajazzclub entro il 21 aprile 2019.
    Attenzione: verranno accettati solo formati audio (MP3, WAV, AIFF, etc) e solo materiale inviato via mail o con Wetransfer. Si prega di non inviare video o link e di non utlizzare altre piattaforme per l’invio di grossi formati. All’atto della ricezione da parte degli organizzatori verrà inviata una notifica.
    7.    Entro il mese di febbraio 2019, solo i referenti dei gruppi ammessi alla Finale saranno contattati dall’organizzazione per concordare i dettagli sulla prosecuzione del Concorso. L’elenco dei gruppi finalisti sarà pubblicato inoltre sul sito www.piacenzajazzclub.it
    8.    I gruppi ammessi alla Finale dovranno inoltrare all’indirizzo di cui sopra la domanda di iscrizione al Concorso completa di liberatoria (che sarà fatta pervenire loro) e la ricevuta del versamento tramite bonifico bancario o vaglia postale della somma di € 40 (quarante euro) moltiplicata per il numero dei componenti, utile per l’assicurazione infortuni di ciascun musicista, condizione fondamentale per potersi esibire all’interno del Club.
    9.    IMPORTANTE - L’organico e i musicisti che compongono ogni gruppo NON può essere modificato durante l’iter del Concorso, pena l’esclusione dallo stesso. I brani dovranno essere originali e composti da componenti del gruppo iscritto al contest.
    10.    La finale si svolgerà al Milestone, la sede del Piacenza Jazz Club, in via Emilia Parmense 27 a Piacenza in data da stabilirsi e comunque entro il mese di giugno 2019.
    11.    I concorrenti dovranno esibirsi in tre brani di loro composizione e per non più di 20 minuti. Le spese di trasferta saranno a carico dei concorrenti, mentre la cena e l’eventuale pernottamento in hotel*** sarà a spese dell’organizzazione. L’organizzazione metterà inoltre a disposizione un pianoforte mezzacoda, una batteria, ampli per contrabbasso e chitarra e impianto di amplificazione con fonico.
    12.    La Giuria (il cui giudizio è insindacabile) si riserva il diritto di escludere dal Concorso il gruppo che venga ritenuto non idoneo in base ai requisiti di cui sopra.
    13.    Anche il pubblico presente in sala potrà esprimere una preferenza che determinerà l’assegnazione di un simbolico riconoscimento del favore popolare.
    14.    La Giuria della serata finale sarà presieduta da Gianni Azzali (saxofonista, direttore artistico e presidente del Piacenza Jazz Club) e formata inoltre da Angelo Bardini (vicepresidente del Piacenza Jazz Club), Francesco Bettini (direttore artistico del Torrione di Ferrara), Federico Mutti (presidente di Bologna Musica) e Piero Odorici (saxofonista e compositore).
    1.    Al gruppo vincitore spetterà di rientrare nelle attività di promozione della musica originale giovanile sostenuta dalla L.R. 2/2018, consistenti nella produzione di un CD, di un videoclip promozionale, di una residenza creativa e della circuitazione in 8 locali dell’Emilia-Romagna. Durante la serata finale il pubblico presente, votando, assegnerà un terzo premio detto “del pubblico”.
    2.    Ogni gruppo concorrente presterà la sua opera gratuitamente per i fini del Concorso stesso e si impegnerà con l’atto dell’iscrizione a liberare l’organizzazione da qualsiasi vincolo legale e/o commerciale sull’utilizzo della sua immagine, della sua musica e della sua prestazione artistica, che potranno essere utilizzati prima, durante e dopo il Concorso, per la promozione e la valorizzazione dello stesso.
    3.    Accettando il presente Regolamento con l’invio della domanda d’iscrizione i concorrenti si impegnano a fornire il consenso al trattamento dei propri dati personali come stabilito dalle vigenti norme in termini di tutela della privacy.

    Scarica il regolamento e la scheda per iscriverti cliccando qui