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Venerdì 9 agosto 2019 ore 21:30
Cerignale Piazza della Pace


NOTE NOIRE
"Nadir"


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Ruben Chaviano
violino
Roberto Beneventi fisarmonica
Tommaso Papini chitarra
Mirco Capecchi contrabbasso

 

Tutti a Cerignale per la tappa conclusiva di Summertime in Jazz in compagnia del quartetto fatto di composizioni originali che stavolta guardano verso il “Nadir”, polo dell’orizzonte astronomico opposto allo Zenit. Musiche scritte con grande libertà stilistica, alla ricerca di linguaggi musicali moderni e cosmopoliti che rendano giustizia delle caratteristiche di strumenti rappresentativi delle tradizioni europee come lo sono i loro quattro.

I Note Noire sono composti da Ruben Chaviano al violino, Roberto Beneventi alla fisarmonica, Tommaso Papini alla chitarra e Mirco Capecchi al contrabbasso e, fin dai suoi primi passi, il gruppo si è mosso con l'idea di far convergere brani di repertori eterogenei, suoni e forme delle tradizioni zingare che hanno percorso l'Europa nel Novecento: dalle czardas ungheresi al valse musette, passando per lo swing, le hora rumene, i canti albanesi; il tutto amalgamato da una sapiente tecnica improvvisativa di  stampo jazzistico, in una sonorità tipica dello swing manouche francese, in omaggio a Django Reinhardt. Si tratta di un quartetto di musicisti che, grazie ai loro strumenti e al loro progetto musicale, riescono a trascinare gli spettatori in un altrove lontano e ammantato di magia, rapiti da atmosfere di luoghi che magari non si è mai avuto l’occasione di visitare, ma che loro fanno vividamente immaginare, luoghi che si materializzano e si ricreano così, attraverso l’energia scaturita dall’ascolto di questo particolare ensemble. Vi sembrerà di essere seduti in un caffè parigino all’aperto, di assistere a un violento litigio di due innamorati a un incrocio delle strade lastricate di pietre bianche a Dubrovnik, di percorrere in motorino una sterrata su un’isoletta greca che porterà diretti al mare più cristallino che si possa desiderare, di andarvi a sedere trafelati sotto un riparo di fortuna in un afoso pomeriggio estivo, nel bel mezzo del nulla della puszta ungherese. 

Il quartetto, col proprio repertorio, unisce il mondo musicale mediterraneo e quello mitteleuropeo, presentando una serie di brani solo apparentemente lontani tra loro, ma che in realtà non lo sono affatto. La musica costituisce il guado possibile tra questi mondi distanti, che fanno così fatica a parlarsi. Il collegamento tra le varie tradizioni musicali locali, il quartetto l’ha trovato nelle abili, preziose mani dei musicisti zigani, dove a dire il vero era ben riposto, in virtù di una loro antica e sapiente tradizione di viaggi e di scoperte che fanno della commistione tra culture una consuetudine di vita, esattamente com il Jazz. I Note Noire riescono sempre a proporre musica originale, fondono insieme diverse correnti, diversi stili, diversi modi di suonare, diverse anime cercando una chiave di contemporaneità, ma lo fanno tenendo in grande considerazione e rispettando quella che è la base di partenza. 

La ricerca sonora di Note Noire parte dalle corde dei “bouzouki rebetiko” (particolare chitarra utilizzata in una danza greca) di Markos Vamvakaris, per spingersi fino ai violini zigani dell'orchestra di Sandor Lakatos e alle più familiari composizioni di Goran Bregoviç, ma il quartetto inevitabilmente apre questi patrimoni a soluzioni figlie del suo tempo. La presenza del violino afrocubano di Ruben Chaviano Fabian mischia ulteriormente le carte a disposizione del quartetto, sviluppando il discorso musicale con una pronuncia latina, che porta ad uno spettacolo estremamente eterogeneo e colorato in cui la ritmica spinge al ballo. I quattro si contraddistinguono, in ogni loro concerto dal vivo, per l’energia e la verve che riescono a infondere nel pubblico.