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Sabato 27 luglio 2019 ore 21:30
Morfasso Piazza


HOT CHERRIES
“Sleeping Beauty

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Jacopo Delfini chitarra e voce
Mike Frigoli chitarra e voce
Andrea Aloisi violino
Alessandro Cassani contrabbasso

Nel fitto programma di Summertime in Jazz quella di Morfasso è una delle tappe più corroboranti, visto che, insieme alla buona musica, ha sempre garantito un clima fresco e piacevole anche nelle estati più torride. Il paese, infatti, situato nell’alta Val d’Arda in una conca circondata dai monti, è una vera e propria porta per gli Appennini, ricco di storia e di notevole interesse sia paesaggistico sia geologico e questo concerto potrebbe diventare l’occasione per visitarlo e conoscerlo meglio. 

Grazie alla collaborazione con il Comune e la Pro Loco di Morfasso, nella piazza principale sabato 27 luglio alle 21.30 infiammeranno gli spiriti dei presenti gli Hot Cherries, un trio di Swing gitano nato all’inizio del 2018. Ispirati dalla musica di Django Reinhardt degli anni ’30, affiancano ai più grandi classici del genere loro composizioni originali. Capitanati da Jacopo Delfini, chitarra solista e voce, il quartetto è composto anche da Mike Frigoli alla chitarra ritmica e voce, Andrea Aloisi al violino e Alessandro Cassani al contrabbasso.

Il concerto è ad ingresso libero, come tutti quelli della rassegna. In caso di maltempo persistente verrà rimandato ad altra data.

 Il leader del progetto è Jacopo Delfini, già noto al pubblico per essere uno dei due chitarristi degli Sugarpie and The Candymen, un eclettico gruppo di musicisti di “progressive Swing”, che stavolta si presenta con una formazione differente, un quartetto gipsy che, oltre alle classiche due chitarre e contrabbasso, sarà impreziosito dalla presenza di un violinista. Gli Hot Cherries proporranno nel corso della serata numerosi brani tratti dal loro lavoro discografico dal titolo “Sleeping Beauty”, composto perlopiù da loro brani originali, eccezion fatta per una rilettura del brano forse più celebre di Django Reinhardt: “Nuages”. Temi cantabili, spassosi, a tratti melanconici, arricchiti da una comunicatività immediatamente contagiosa. Un puro omaggio al Jazz manouche di cui vengono esaltate le peculiarità, rivisitate però in chiave appassionata e contemporanea, positiva e divertente. Una lettura moderna di una "corrente" del Jazz che vive sospesa tra tradizione e virate di contemporaneità. Ne nasce un bel mix di musiche gipsy swing ispirate alla tradizione europea jazz gitana, indubbiamente influenzata dal quel genio che fu il grande Django.