Ecco gli esiti delle finali della XXIII edizione del Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi”

Le giurie hanno fatto le loro valutazioni sulla base del materiale audio inviato da tanti musicisti e cantanti da tutta Italia e ora si stanno tenendo le diverse finali del Concorso per questo 2026:

SEZIONE A – SOLISTI (finale 7 febbraio):

Prima classificata: Sonia Infriccioli, chitarra
Secondo classificato: Nicola D’Auria, vibrafono
Premio del pubblico: Vitantonio Gasparro, vibrafono

SEZIONE B – GRUPPI (finale 14 febbraio):

Primo classificato: Sergio Mariotti Quartet
Secondo classificato: Raffaele Fiengo Quartet
Premio del pubblico: Impulse Quartet

Premio “Mario Zara”: Alberto Bonora, sax alto, sax soprano e flauto traverso

SEZIONE C – CANTANTI (finale 21 febbraio):

Prima classificata: Elena Brandes
Seconda classificata e premio del pubblico: Linda Berdicchia

Complimenti a tutti i finalisti per la loro bravura!

PREMIO ENZO FRASSI

Lorenzo Gagna

“Il jazz in copertina” — Concorso creativo per la XXIII edizione del Piacenza Jazz Fest

Il Piacenza Jazz Club, in collaborazione con l’Associazione OraProComics, presenta “Il jazz in copertina”, il nuovo concorso dedicato ad artisti, illustratori e appassionati che desiderano reinterpretare il mondo del jazz attraverso un’illustrazione originale.

I partecipanti sono invitati a creare la copertina di un ipotetico disco jazz ispirato a un album amato o completamente reinventato secondo il proprio stile.
Il concorso è gratuito, rivolto a maggiori di 18 anni e mette in palio premi fino a 600 euro.

Ogni autore potrà inviare fino a due opere, originali e inedite, create senza l’ausilio di intelligenza artificiale e realizzate con qualsiasi tecnica artistica. La partecipazione avviene inviando i materiali, esclusivamente in formato digitale, a:

📧 oraprocomics@gmail.com
Scadenza: 28 febbraio 2026

Le opere saranno valutate da una giuria composta da professionisti del fumetto, della grafica, dell’illustrazione e della musica. La premiazione avverrà in data e luogo comunicati successivamente ai partecipanti.

Premi

  • 1° premio: 600 €
  • 2° premio: 300 €
  • 3° premio: 100 €

Regolamento completo del concorso “Il jazz in copertina” disponibile qui.

 

Il Piacenza Jazz Club è lieto di annunciare la stampa della sua ultima creatura editoriale (ed. Officine Gutenberg).

Per parlare di “Una strada lunga vent’anni” si può partire da tante cose. Ad esempio da quello che non è. Non è un libro di fotografie, anche se gli assomiglia molto. I suoi autori però preferiscono descriverlo come una storia: la storia dei primi vent’anni del Piacenza Jazz Fest.

Gli autori delle foto che compongono questo ventennale racconto sono Angelo Bardini, Danilo CodazziFausto MazzaPino Ninfa Marco Rigamonti, ovvero i fotografi che hanno seguito il Jazz Fest più da vicino, con più assiduità e più continuità.
Senza di loro non ci sarebbe racconto, non ci sarebbe questa serie di immagini che fermano il tempo e riportano esattamente nel luogo e nel momento in cui lo scatto è stato fatto, per chi c’era. Mentre trasportano in un ideale Altrove senza tempo tutti gli altri.

“Questo libro che se uno lo apre sembra un libro fotografico, non è un libro fotografico. E’ un romanzo. Magari uno dopo un po’ che lo sfoglia, gli viene ancora il dubbio, e dice, ma secondo me è un libro fotografico. Invece è un romanzo. Anche se è pieno di fotografie, orizzontali, verticali e anche una o due quadrate, e con pochissime parole, tipo il minimo indispensabile, è un romanzo. Vorrei non discutere su questo. Questo romanzo, appunto, è una storia, una storia lunga 20 anni per circa più o meno 45 giorni all’anno. Più o meno 900 giorni in tutto. Sul palco e dietro al palco e sotto al palco, 900 giorni, ma un tempo infinitamente più lungo attorno. Molto tempo prima e un poco meno, dopo. Ecco, secondo me sono anche più di 2000 quei giorni lì. Attorno al festival, quindici o anche venti persone e ognuna con la sua bella roba da fare, spesso sempre quella, che non ti sbagli, e tra queste uno o due o tre e delle volte anche quattro fotografi a seconda delle volte e di chi era sul palco e di che jazz era.”