ANTONIO FARAÒ TRIO

Sabato6 novembre ore 21:30
Milestone (via Emilia Parmense, 57 – Piacenza)

Antonio Faraò pianoforte
Ameen Saleem contrabbasso
Maxx Furian
batteria

Ingresso € 10
NO PRENOTAZIONI (ingresso consentito fino al raggiungimento dei posti disponibili)

Le due date di riferimento per il Milestone sono da un lato il 19 febbraio 2020, giorno dell’ultimo concerto, e dall’altro il 6 novembre 2021, data in cui riparte la programmazione live. In quella ormai lontana sera di febbraio dello scorso anno si era svolta al Milestone Live Club l’ultima finale del Concorso Bettinardi, quella dedicata ai cantanti. Locale pieno in ogni ordine di posto, belle esibizioni da parte delle concorrenti in gara, clima festoso, con lo sguardo rivolto all’imminente festival che sarebbe dovuto partire da lì a pochi giorni.

La storia, come si sa, è andata diversamente, nel giro di un lampo le esistenze di tutti sarebbero state stravolte, il Milestone a lungo chiuso nel corso dell’emergenza pandemica, ha provato varie formule alternative in streaming che non hanno mai soddisfatto fino in fondo gli organizzatori. Dopo i numerosi eventi del Jazz Fest, ora il club torna da protagonista con una nuova stagione di concerti, la quindicesima di attività dalla sua apertura.

Inaugurare la stagione con la classe di Antonio Faraò è garanzia assoluta!
Con lui saliranno sul palco Ameen Saleem, bassista richiestissimo nei circoli jazz newyorkesi e uno dei batteristi più eclettici della scena italiana come Maxx Furian.
Elogiato da Herbie Hancock, il pianista Antonio Faraò, esponente di un jazz ritmico e travolgente, ha suonato con un numero incredibile di musicisti americani di primo piano (Joe Lovano, Jack DeJohnette, Chris Potter, Benny Golson e tanti altri ancora). Nel suo album Eklektik (2017) ha ospitato esponenti della black music internazionale come il rapper Snoop Dogg e Marcus Miller, l’ultimo talento lanciato da Miles Davis. Antonio Faraò è da mettere senza dubbio fra i musicisti europei che hanno raggiunto uno standard espressivo al livello degli americani. Il suo stile è inconfondibile : una brillantezza tecnica con un impetuosa carica emotiva, una notevole vena compositiva e un travolgente senso ritmico. Il formato del trio esalta lo stile brillante di Faraò e la sua impetuosa carica emotiva.

Helga Plankensteiner Quintet in
JELLY ROLL – the music of Jelly Roll Morton 

Sabato 13 novembre ore 21:30
Milestone Live Club (via Emilia Parmense, 27 – Piacenza)

Helga Plankensteiner sax baritono e voce
Achille Succi clarinetto basso
Michael Lösch pianoforte
Glauco Benedetti basso tuba
Marco Soldà batteria

Ingresso libero con tessera Piacenza Jazz Club (possibilità di tesserarsi all’ingresso)
NO PRENOTAZIONI – Ingresso consentito fino a capienza completata

Il nuovo progetto di Helga Plankensteiner presenta un’originale formazione con tre fiati dal registro basso: sax baritono, clarinetto basso e tuba.
Il repertorio è dedicato interamente a composizioni di Jelly Roll Morton, il grande pioniere autodefinitosi “inventore del jazz“. Gli arrangiamenti in chiave polistilistica rivelano aspetti sorprendenti di questo genio degli albori del jazz.

Helga Plankensteiner ha suonato con la Carla Bley Bigband, la Torino Jazz Orchestra e l’Italian sax Ensemble. Inoltre dirige l’orchestra “Sweet Alps” Nel 2013 è stata nominata dalla rivista Musica Jazz tra i migliori nuovi talenti. Tra i suoi progetti figurano gruppi come “El Porcino Organic” con Mauro Ottolini, Paolo Mappa e Michl Lösch, “Plankton” con Matthias Schriefl, Gerhard Gschlößl, Enrico Terragnoli, Nelide Bandello e Michael Lösch,  e il gruppo di  jazz balcanico “Revensch”. Nel 2016 ha fondato il quartetto di sax baritono e batteria “Barionda” con Javier Girotto, Florian Bramböck, Giorgio Beberi e Mauro Beggio e dal 2017 suona con la Wolfgang Schmidtke Orchestra. Si dedica inoltre alla composizione, scrivendo per il gruppo di fiati “Windkraft”, l’ensemble Sonata Islands, Orchestra Haydn, Orchestra Innstrumenti e conduce la trasmissione radiofonica “Abenteuer Jazz” per Rai AltoAdige. Dirige inoltre la Bigband Giovanile dell’Alto Adige. Nel 2018 ad Helga Plankensteiner è stato assegnato il Premio Jazz della Città di Innsbruck.

Dario Cecchini in JAZZASONIC

Sabato 20 novembre 2021 ore 21:30
Milestone Live Club (via Emilia Parmense, 27 – Piacenza)

Dario Cecchini sax baritono, soprano e flauti
Claudio Filippini pianoforte e tastiere
Gabriele Evangelista contrabbasso
Stefano Tamborrino batteria

Ingresso € 10
NO PRENOTAZIONI – Ingresso consentito fino al raggiungimento dei posti disponibili

L’idea di questa interessante formazione nasce grazie all’associazione nazionale Italia Jazz Club (di cui il Milestone fa parte), che chiede a Dario Cecchini di formare, per i 2 giorni de “Il jazz italiano per le terre del sisma” a L’Aquila, una band che suoni esclusivamente musica di sua composizione. L’intento è quella di valorizzare le capacità compositive di Dario in un contesto diverso da quello della ormai mitica band itinerante dei Funk Off, da lui formata diversi anni fa e che ha riscosso innumerevoli successi. Cecchini chiama a sé musicisti che conosce bene e che sa essere versatili e capaci di poter seguire la sua musicalità, che parte dal Jazz, ma che si ispira un po’ a tutte le correnti della black music. I nomi dei musicisti sono conosciutissimi, da Claudio Filippini al piano e tastiere a Gabriele Evangelista al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria: non solo dei fuoriclasse dei propri strumenti, ma anche duttili ed esperti conoscitori dei tanti stili sia del passato che odierni. Il concerto della band a L’Aquila ha un grande successo, da lì la voglia di continuare a portare avanti il progetto. La musica è tutta opera di Dario Cecchini che, come anche nei Funk Off, resta legato ad un concetto melodico ed armonico molto personale e di ampio respiro.

SOPHIA TOMELLERI QUARTET

Domenica 28 novembre 2021 ore 18:00
Milestone Live Club (via Emilia Parmense, 27 – Piacenza)

Sophia Tomelleri sax tenore
Simone Daclon pianoforte
Alex Orciari contrabbasso
Pasquale Fiore batteria

Ingresso libero con tessera Piacenza Jazz Club (possibilità di tesserarsi all’ingresso)
NO PRENOTAZIONI – Ingresso consentito fino a capienza completata

Sophia Tomelleri inizia la sua formazione musicale al pianoforte all’età di sei anni per poi passare al sassofono all’eta di quindici. Intraprende gli studi classici al conservatorio “G. Rossini” di Pesaro e nel 2013 si diploma al Conservatorio “Verdi” di Milano sotto la guida di Daniele Comoglio. Nello stesso anno decide di dedicarsi alla sua vera passione musicale, il Jazz, e si trasferisce a Monaco di Baviera per conseguirvi, nel 2018, una laurea in Jazz alla “Hochschule fur Musik und Theater”. In questo periodo si esibisce con la Big Band di Dusko Goykovich e suona in diversi festival come l’EBE Jazz o i Regensburger Jazztage. Durante il periodo bavarese ottiene una borsa di studio per passare un anno al CMDL, istituto parigino sotto la guida del violinista Didier Lockwood. A Parigi ha occasione di suonare con John Betsch e Sava Medan.
Da quasi due anni di base a Milano, tiene numerosi concerti in Italia e all’estero e collabora con Gianni Cazzola, Marco Vaggi, Pasquale Fiore, Alex Orciari, Paolo Tomelleri, Emilio Soana, Humberto Amesquita, Massimo Farao e Simone Daclon, tra gli altri.
Nel giugno 2020 vince il concorso per solisti jazz Premio Internazionale Massimo Urbani – XXIV Edizione e gli viene assegnato il Premio Nuovo IMAIE che la vedrà impegnata in un tour di 8 concerti, tra i quali quello al Milestone.
Il quartetto di Sophia Tomelleri è una recente formazione milanese. La sassofonista si circonda di musicisti di esperienza a affermati nel panorama del jazz italiano, affiatati grazie alla collaborazione in diversi progetti e accomunati dall’attenzione verso la storia e la tradizione della musica afro-americana. In questo tour, però, il quartetto propone soprattutto composizioni originali con l’ambizione di sviluppare e definire un suono originale senza perdere di vista le componenti ritmiche e armoniche che rendono il Jazz vivo e interessante fino ai nostri giorni.

EMILIO SOANA QUINTET
“Bird lives!”

Sabato 4 dicembre 2021 ore 21:30
Milestone Live Club (via Emilia Parmense, 27 – Piacenza)

Emilio Soana tromba
Gabriele Comeglio sax alto
Claudio Angeleri pianoforte
Marco Esposito basso elettrico
Federico Monti batteria

Ingresso € 10
NO PRENOTAZIONI (ingresso consentito fino al raggiungimento dei posti disponibili)

La vita di Charlie Parker (1920-1955) è stata vagabonda e caotica, ma indiscutibilmente geniale. Figura atipica sulla scena del Jazz, Bird è riuscito a rivoluzionarla con il linguaggio nuovo del Bebop, che l’avrebbe reso immortale. Poco dopo la sua prematura scomparsa nel 1955, su diversi muri del Greenwich Village di New York sarebbe comparsa la scritta “Bird lives”, Charlie Parker è vivo, un omaggio al grandissimo sassofonista e un segno per preservarne la memoria.
La sua vita è stata mirabilmente ritratta nel film “Bird” che è valso al regista Clint Eastwood la conquista di un Oscar.
Lo spettacolo racconta la vita del grande sassofonista statunitense attraverso le più note composizioni di Parker e del Bebop che ci restituiscono l’immagine di una leggenda al di fuori dagli schemi, ma fin troppo umana nei suoi incontrollabili eccessi. Suonare il Bebop oggi significa rivivere l’essenza del jazz con la sensibilità di oltre sessant’anni di esperienze musicali tonali, modali e libere che si sono innestate grazie alle coordinate delineate dagli eroi degli anni Quaranta e Cinquanta: Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Thelonious Monk.

Sul palco il quintetto di Emilio Soana: prima tromba per eccellenza di molte big band italiane ed europee, costituisce uno dei riferimenti assoluti delle generazioni italiane dello strumento.  Nel corso della sua lunga carriera, Soana ha suonato con i più grandi nomi del Jazz e del Pop internazionale, da Mina a Natalie Cole, da Ray Charles a Stevie Wonder, affrontando con perizia strumentale e originalità artistica, ogni genere musicale. A suo agio nelle vertiginose scorribande su tutto il registro dello strumento, ha messo a punto uno stile che sintetizza la scuola di Dizzy Gillespie, Miles Davis, Clifford Brown e Freddie Hubbard con un’attenzione particolare alle tendenze più aggiornate del Jazz contemporaneo grazie alle sue collaborazioni discografiche con Gianluigi Trovesi, Bruno Tommaso, Bob Mintzer, Randy Brecker tra gli altri. Lo affianca al sax alto Gabriele Comeglio, un sassofonista di grande competenza diplomatosi al Berklee College of Music di Boston e collaboratore di tantissimi protagonisti del Jazz come Phil Woods, Yellow Jackets, Lee Konitz, Bob Mintzer. È tra i più noti arrangiatori italiani sia in ambito Jazz, sia Pop, ha curato diverse produzioni discografiche e concertistiche di Mina, Franco Battiato e Lucio Dalla. Al pianoforte Claudio Angeleri, titolare di una ventina di dischi in qualità di leader, ha suonato e inciso con Charlie Mariano, Franco Ambrosetti, Bob Mintzer, Steve Lacy, Gianluigi Trovesi. Completano la formazione il bassista elettrico Marco Esposito (Gianluigi Trovesi quartetto e ottetto) e il batterista Federico Monti già a fianco di Sandro Cerino, Ares Tavolazzi, Gigi Cifarelli e lo stesso Angeleri.   

FRANCESCO BEARZATTI e GIOVANNI GUIDI

Sabato 11 dicembre 2021 ore 21:30
Milestone Live Club (via Emilia Parmense, 27 – Piacenza)

Francesco Bearzatti sax tenore e clarinetto
Giovanni Guidi pianoforte

Ingresso libero con tessera Pc Jazz Club (è possibile tesserarsi all’ingresso)
NO PRENOTAZIONI – Ingresso consentito fino a disponibilità posti completata

In un set di un’ora abbondante basato quasi esclusivamente su composizioni originali e sviluppato senza soluzione di continuità, Guidi e Bearzatti dimostreranno di essere accomunati da un’intesa quasi telepatica. Un sentire comune che si traduce in un pensiero melodico mai scontato; al contrario, asciutto e spesso parcellizzato in cellule e nuclei che vengono progressivamente espansi mediante una fitta dialettica. Alla base ci sono, seppur filtrati attraverso una sensibilità europea, gli elementi distintivi del linguaggio jazzistico: senso del Blues, swing, pronuncia, articolazione del fraseggio anche in chiave ritmica, improvvisazione che si trasforma in composizione istantanea.
Il percorso pianistico alterna fluidi arpeggi, ostinato ossessivi, impianti di matrice modale, progressioni ritmico-armoniche di ispirazione popolare (sulla scia delle indicazioni dettate dal primo Keith Jarrett), frasi guizzanti ma essenziali e improvvise deviazioni atonali arricchite da cluster. Un terreno capiente e fertile su cui Bearzatti può innestare fraseggi avvolgenti, penetranti, alimentati da un suono che affonda le radici – anche e soprattutto per l’uso del soffiato, degli armonici e dei sovracuti – in un humus impregnato di Blues e di elementi desunti (ma debitamente riprocessati) da maestri come Ben Webster, Archie Shepp, Albert Ayler e Dewey Redman. In una linea di continuità con una tradizione intesa in senso lato che riflette alcuni presupposti di base del fare jazz e della sua storia: la trasmissione orale e la capacità di costruire e raccontare una narrazione tramite una propria voce e un suono distintivo.
Il confronto tra i due partner si rivela aperto, democratico, denso di stimoli e segnali finalizzati a una proficua interazione. Ne deriva un mosaico, composito ma coerente, di spunti e contenuti, il cui comun denominatore è appunto la ricerca di valenze melodiche espresse attraverso una varietà di sfumature timbriche e dinamiche, arricchite – nel caso di Bearzatti – anche dall’impiego del clarinetto e dai vocalizzi nell’imboccatura del tenore.