LE NUVOLE DI PIER PAOLO
nei cento anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini

Sabato 8 ottobre 2022 ore 21:15
Spazio Rotative (via Benedettine, 66 – Piacenza)

Daniele Sepe sax
Flavio Boltro
tromba
Emilia Zamuner
voce recitante
Daniele Di Bonaventura
bandoneon
Jacopo Mezzanotti chitarre
Mario Nappi pianoforte
Davide Costagliola contrabbasso
Paolo Forlini batteria

Interi € 22 – Ridotti € 18

Prevendita online: vivaticket.com

Concerto incluso anche in abbonamento

Per l’inaugurazione di questa diciannovesima edizione del festival si è optato come sempre per un progetto importante, di respiro corale, significativo sia dal punto di vista prettamente musicale che da quello culturalmente più ampio. Si tratta di un progetto musicale che vuole ricordare Pier Paolo Pasolini, uno degli autori italiani più significativi dello scorso secolo nonché uno dei più grandi scrittori italiani nel mondo, nel centenario della sua nascita. Scopo principale è quello di celebrarne la figura attraverso l’approfondimento della sua vita, della sua opera e del suo pensiero.

Composizioni originali, come la suite iniziale dedicata al poeta e intellettuale, si intersecano nel corso del programma con brani che rimandano in vari modi al suo lavoro. Si susseguono così composizioni di Johann Sebastian Bach, canzoni popolari italiane selezionate dal Canzoniere di Pasolini, composizioni di Ennio Morricone o Carlo Rustichelli tratte dai suoi lavori per il cinema, o i brani di cui fu paroliere come quelli scritti per Laura Betti, la celebre “Che cosa sono le nuvole?” per Domenico Modugno o “Il soldato di Napoleone” per Sergio Endrigo. Questi vari elementi si abbracciano, danzano sulle parole del poeta, creando una sintesi perfetta e una produzione musicale unica nel suo genere. Lo spettatore si trova davanti a uno spettacolo poliedrico, dove il contrasto dello scrittore, tra carne e cielo, umano e divino, tra musica popolare e musica colta, si manifestano sul palco, attraverso quel mezzo che Pasolini definiva essenziale: il suono, la Musica.

La chiave di lettura del repertorio è il Jazz, linguaggio veicolare tra la musica popolare (carne) e la musica classica (cielo), insieme all’improvvisazione dei grandi solisti presenti nel progetto.

LA MAGIA DELLE DONNE
tra bellezza e quotidianità

Mercoledì 12 ottobre ore 21:15
Cappella Ducale di Palazzo Farnese (piazza Cittadella, 2 – Piacenza)

Pino Ninfa fotografie
Boris Savoldelli
voce ed elettronica
Massimiliano Milesi
sassofoni ed elettronica

Ingresso libero

 

Questa performance è la storia di un incontro. Un incontro tra la ricerca musicale e l’espressione artistica della fotografia; l’incontro tra artisti con la stessa idea di mondo e di quale sia in particolare l’apporto delle donne nel mondo. L’incontro tra uno dei fotografi del Jazz per antonomasia Pino Ninfa, il cantante rock-funk-sperimentale Boris Savoldelli e il sassofonista Massimiliano Milesi.

Le donne sono il soggetto da cui sono partiti questi tre uomini per indagarne la cifra distintiva, alla ricerca di quel tratto peculiare che contraddistingue il loro stare nel mondo, abitarlo e riempirlo di senso. Protagoniste indomite di azioni che sostengono il quotidiano in qualunque luogo si trovino a operare, fiere di guardare la realtà con la loro forza interiore, forti quanto basta per migliorare la vita di chi gli sta intorno, belle con i loro sguardi spesso sospesi per incontrare gli altri. Si muoveranno insieme suoni e visioni per omaggiare un universo come quello femminile ricco di azioni che intersecano la quotidianità del lavoro, realizzazioni artistiche o riti spirituali per finire in azioni solidali in cui la loro sensibilità aiuta a superare situazioni spesso al limite di sopportazione. I tre artisti offrono una rotta in cui le alchimie dei suoni e la forza delle visioni ci aiutano a incontrare questa “magia” emanata dal femminile in varie parti della Terra. Dall’Africa all’Amazzonia, dal Sud America al Sudest Asiatico per approdare in Italia, sempre all’insegna del sorriso e della bellezza.

Pino Ninfa sviluppa progetti sul territorio nazionale e internazionale legati allo spettacolo e al reportage. L’interesse per la musica e per il sociale, hanno fondato il senso complessivo del suo lavoro fotografico.

Boris Savoldelli è un vocal performer dotato di una folgorante personalità. Affascinato da sempre dello “strumento voce” e delle sue straordinarie possibilità, con un background prima di studi classici e successivamente di matrice jazz, è continuamente alla ricerca di nuove forme espressivo-vocali.

Massimiliano Milesi, compositore e sassofonista, è membro della Wayne Horvitz European Orchestra. È stato inserito nel New Talent Top Jazz dalla rivista italiana Musica Jazz. È uno dei fondatori del RES Collective, un laboratorio permanente di ricerca musicale e sonora.

YELLOWJACKETS

Sabato 15 ottobre 2022 ore 21:15
Teatro President (via Manfredi, 30 – Piacenza)

Bob Mintzer sax
Russel Ferrante pianoforte e tastiere
Dane Alderson basso
Will Kennedy batteria

Interi € 22 – Ridotti € 18

Prevendita online: vivaticket.com

Concerto incluso anche in abbonamento

 

Quando si parla degli Yellowjackets i numeri si fanno impressionanti e la band ha ben pochi rivali che possano contenderle il podio che le spetta in qualità di gruppo di riferimento nella Fusion. Con ventisei album all’attivo (l’ultimo, “Jackets XL” è del 2020 ma ne dovrebbe uscire un altro a brevissimo dal titolo “Parallel Motion”), oltre un milione di copie vendute, un migliaio di concerti in tutto il mondo, gli Yellowjackets sono la più longeva e creativa fusion-band della storia, non solo per un fatto di continuità anagrafica (il gruppo esiste dal 1977), quanto soprattutto per creatività. Gli Yellowjackets hanno sempre avuto ambizione e desiderio di sperimentare linguaggi, fusioni e contaminazioni, rivedendo continuamente il proprio orizzonte espressivo alla luce di nuove acquisizioni stilistiche. Ormai il loro sound e il loro stesso nome sono molto più di un marchio di fabbrica e, attraverso l’evoluzione della loro musica, rappresentano un certificato di garanzia. Jazz e stili differenti si fondono con grandissima raffinatezza in un sound compatto, preciso e con spazi, forme e dimensioni disegnati senza fatica.

Nel corso del tempo diversi – e ben noti – musicisti si sono avvicendati, fornendo nuovi stimoli e inaspettate prospettive musicali, partecipando così alla consacrazione dell’ensemble, pluripremiato ai Grammy Award. Di bello c’è che mai e poi mai hanno annoiato, producendo sempre qualcosa di nuovo e, in molti casi, fulminante. L’attuale formazione comprende membri che hanno suonato in vari momenti della storia del gruppo: c’è uno dei suoi fondatori, il pianista Russell Ferrante, il batterista Will Kennedy, che ha suonato con la band dal 1987 al 1999 per tornarvi nel 2010, il sassofonista Bob Mintzer, che si è unito nel 1990 e il bassista Dane Alderson, che si è unito al gruppo sette anni fa.

Gli Yellowjackets sono un pezzo di storia dal quale oggi è impossibile prescindere.

ANAÏS DRAGO
“Solitudo”

Mercoledì 19 ottobre 2022 ore 21::5
Basilica di San Savino (via G. Alberoni, 35 – Piacenza)

Anaïs Drago violino

Ingresso libero

Artista italiana, vincitrice del sondaggio “Top Jazz” per la categoria “Nuove Proposte” della rivista Musica Jazz solo l’anno scorso, Anaïs Drago si muove tra le sonorità del Jazz, del Rock, della World Music con lo sguardo sempre rivolto a nuovi stimoli e generi di confine. La commissione artistica del festival ha pensato che il suo ultimo lavoro dal titolo “Solitudo”, prodotto dalla CAM Jazz, sarebbe risultato assolutamente perfetto nel contesto della Basilica di San Savino che, tra le sue caratteristiche, ha quelle di avere un impianto architettonico di immenso valore, una lunga storia alle spalle, ma soprattutto un’acustica che si presta alla perfezione per il tipo di suono pensato dalla violinista.

In parte rigorosa scienziata, in parte virtuosa incantatrice e dedita sacerdotessa, Anaïs Drago sembra essere intenta a estrarre, una alla volta, tutte le infinite potenziali voci del violino, come a volerne esaurire il repertorio antico, inventando poi nuove e ardite conformazioni, persino aliene alle nostre orecchie. All’interno di “Solitudo” l’artista ha voluto portare tutte quante le esperienze in ambiti musicali diversissimi tra loro  – musica classica e barocca, Folk, World Music, Pop, Progressive Rock, Fusion e Jazz – che ha frequentato e che è riuscita ad assemblare e a far incontrare in un contesto di violino solo. La volontà è quella di creare una pluralità di voci che riescano a comunicare il senso delle composizioni che ruotano attorno a un’idea di solitudine che si nutre di bellezza. Si tratta di tematiche legate al concetto di solitudine, non tanto nell’accezione comune che le si dà nel linguaggio parlato, ma derivate dall’esplorazione della sfera spirituale e religiosa, di quella neurologica e ovviamente anche quella musicale. Per produrre il disco la violinista si è avvalsa anche dell’elettronica, che ha un forte peso per lei nel momento creativo e di composizione di un brano, mentre tende a usarla in maniera assai minimale dal vivo, dove invece predilige oltre allo strumento, accompagnarsi con la voce e con la pedaliera.
Tutt’altro che monocolore, “Solitudo” sorprende per la moltitudine di suoni e la ricchezza armonica e melodica.

FABRIZIO BENTIVOGLIO e FERRUCCIO SPINETTI in “Lettura clandestina”
La solitudine del satiro di Ennio Flaiano


Venerdì 21 ottobre 2022
ore 21:15
Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni (via Emilia Parmense, 67 – Piacenza)

Fabrizio Bentivoglio voce recitante
Ferruccio Spinetti
contrabbasso

Interi € 22 – Ridotti € 18

Prevendita online: vivaticket.com

Concerto incluso anche in abbonamento

Ancora oggi Ennio Flaiano ci parla di cose che pochi sono riusciti a dirci con la medesima chiarezza, raccontandoci i nostri vizi e le nostre ambiguità. Sempre gli stessi, quasi che il tempo si fosse fermato. A ricordarcelo ci pensa questa “lettura per voce e contrabbasso” che ha l’obiettivo dichiarato di compiere un viaggio alla ricerca dell’Italia d’oggi con le parole di un grande protagonista dell’Italia che fu: perché ci sono molti modi di arrivare, e il migliore è quello di non partire. Protagonisti ne sono l’attore Fabrizio Bentivoglio, ideatore dell’intero progetto, a cui stava pensando da ben undici anni, e il contrabbassista Ferruccio Spinetti, insieme sul palcoscenico per rendere omaggio a Ennio Flaiano nel cinquantenario della sua scomparsa. Un tributo di parole e musica che ha per titolo “Lettura clandestina”, ricavato da “La solitudine del satiro”, libro-antologia di Flaiano, uscito postumo.
Molto citato, ma quanto realmente conosciuto? Facitore proverbiale di aforismi tra i più evocati, Ennio Flaiano è stato protagonista di primissimo piano della vita intellettuale italiana, soprattutto in quel periodo fecondo che dalla fine della guerra attraversa il boom economico e porta fino alla fine degli anni Sessanta. I suoi motti, che ancora oggi punteggiano i social network come gli articoli di giornale, hanno decostruito meticolosamente la società italiana di quel periodo, per raffigurarne con intento satirico i (molti) vizi e le (poche) virtù. Scomparso prematuramente, non ebbe modo di trasportare oltre, la propria statura di laico moralista, oggi citata sì, ma poco nota, anche perché di quel tipo di intellettuale si sono perse le tracce al giorno d’oggi. Lettura clandestina restituisce alcuni tra gli innumerevoli articoli che Flaiano scrisse per giornali e riviste, selezionati e letti da Fabrizio Bentivoglio con il contrappunto del contrabbasso di Ferruccio Spinetti per tramandare fino al presente la figura di un uomo che come pochi altri ha saputo raccontare l’Italia per ciò che, incredibilmente, ancora oggi è.

DANILO REA
“A tribute to Fabrizio De André”

Giovedì 27 ottobre 2022 ore 21:15
Teatro Sociale di Stradella (via Faravelli, 2 – Stradella PV)

Danilo Rea pianoforte

Platea e palchi centrali € 25
Palchi laterali e loggione € 15
Previste riduzioni in base all’età

Prevendita on line: www.teatrosocialestradella.it
Info: 0385 246569

Concerto fuori abbonamento

Con l’audace vena improvvisativa e la virtuosistica padronanza del suo strumento il pianista Danilo Rea, uno dei principali protagonisti della scena jazz italiana e internazionale, propone al Teatro Sociale di Stradella, in collaborazione con l’Associazione Culturale Tetracordo, il suo personale omaggio all’indimenticabile Faber.
Il grande pianista in un concerto in piano solo incontra il grande cantautore genovese eseguendo un repertorio denso di rimandi e di sonorità profondamente evocative.

Unanimemente considerato tra i migliori pianisti jazz della scena mondiale, Rea attraversa generi diversi lasciando sempre un segno personalissimo. La sua creatività lo spinge a mettere alla prova le capacità tecniche e artistiche in contesti sempre nuovi rispetto a quello jazzistico originario. Dal Jazz al Pop e ritorno: così si può descrivere il percorso musicale che Danilo Rea ha fatto fino ad oggi. Il progetto su De André è ormai una pietra miliare della vita artistica di Rea, e in quasi dieci anni ha percorso migliaia di chilometri, seducendo platee italiane ed europee. In questi anni le trame del racconto musicale si sono rinforzate, equilibrando i brani che compongono il concerto per piano solo, affinandone ogni passaggio.

Danilo Rea, romano di cultura, proprio alla sua infanzia a Roma deve il suo stile inconfondibile, nato dall’incanto provato per i vecchi vinili di Modugno tra le pareti di casa, dove suonare il piano era un gioco e la musica era un sogno. Studi classici, poi Rock e Pop, sempre con il Jazz accanto, la sua vera passione, che riesce a unire la genialità dell’improvvisazione a quella sensibilità melodica che continua a riecheggiare dalla sua infanzia. Rea ha lavorato con Mina, Gino Paoli, Claudio Baglioni, Pino Daniele, Domenico Modugno, Chet Baker, Steve Grossman, Aldo Romano, Luis Bacalov; ma ciò che lo ha resto davvero celebre sono i suoi concerti di piano solo che, spaziando in qualsiasi repertorio, sono stati capaci di conquistare platee come l’Auditorium del Parco della Musica a Roma e il Guggenheim Museum a New York, oltre alle grandi sale di concerto in Europa, Stati Uniti, Sud America e Cina.

( P R E M I O  B E T T I N A R D I  2021 )
ELIAS LAPIA e VITTORIO CUCULO QUINTET

VENERDì 28 OTTOBRE ore 21:15
Milestone Live Club (via Emilia Parmense, 27 – Piacenza)

Elias Lapia sax alto
Vittorio Cuculo sax alto
Enrico Le Noci chitarra
Enrico Mianulli contrabbasso
Luca Gallo batteria

Ingresso libero

La prima delle serate dedicate ai vincitori del Concorso Nazionale Bettinardi per Nuovi Talenti del Jazz italiano del 2021 è dedicata ai due sassofonisti che hanno vinto con un meritato ex-aequo nella categoria dei Solisti: Elias Lapia e Vittorio Cuculo. Il primo posto al Concorso prevede infatti, oltre al premio in denaro, anche l’ambito ingaggio nel cartellone principale del Piacenza Jazz Fest dell’anno successivo. Il pubblico potrà così finalmente applaudire dal vivo la performance di questi due veri talenti la cui esibizione lo scorso anno era andata unicamente in diretta streaming, dato che le finali si erano svolte a porte chiuse per le regole imposte dalla situazione pandemica.

I due vincitori, tra cui è scattata fin da subito una forte sintonia, hanno deciso di comune accordo di unire i loro strumenti per organizzare un programma unico che li vede affiancati nella serata a loro dedicata. Entrambi si sono saputi distinguere per le loro notevoli qualità e una maturità superiore alla loro età anagrafica, in particolare nella tenuta del palco, varietà di linguaggio e capacità di padroneggiare il loro strumento. Nel corso della serata alterneranno la rilettura, rispettosa ma originale, di standard della storia del jazz a brani originali in un incontro tra culture, stili, generi e generazioni.

La passione di Elias Lapia scocca frequentando i seminari di Nuoro Jazz. Grazie all’ammissione presso il dipartimento “Jazz e Musiqués Improvisées” del Conservatorio di Parigi entra in contatto con la vivace scena musicale della capitale d’Oltralpe. Nel 2018 si sposta in Olanda, dove è ammesso al master in Sassofono Jazz del Koninklijk Conservatorium. Oltre al premio al Concorso Bettinardi, ha vinto nel 2019 il Premio Urbani e IMAIE. Al suo attivo ha diverse collaborazioni e partecipazioni a festival e rassegne internazionali.

Il 28enne romano Vittorio Cuculo è molto più di una promessa del sassofono jazz italiano. Il suo percorso di studi annovera borse di studio – compresa quella prestigiosissima della “Berklee College of Music” di Boston – e numerosi titoli, come il diploma di laurea presso la “Siena Jazz University” e quello presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma con il massimo dei voti. Cuculo fa anche incetta di premi: oltre al Concorso Bettinardi anche al “Concorso Randazzo”, per il “Miglior solista strumentale” al concorso internazionale “Johnny R?ducanu”, lo “European Jazz Award 2020” assegnatogli dal Tuscia in Jazz Festival, fino alla vittoria quest’anno della prima edizione del “Roma Jazz Contest”. Nonostante la giovane età, il sassofonista capitolino ha già condiviso il palco con i protagonisti del jazz italiano e internazionale, sia in contesti orchestrali che in formazioni ridotte.

ENRICO RAVA e FRED HERSCH
“The Song Is You”

Domenica 30 ottobre 2022 ore 18:00
Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni (via Emilia Parmense, 77 – Piacenza)

Enrico Rava tromba e flicorno
Fred Hersch pianoforte

Interi € 22
Ridotti € 18
Prevendita on line: vivaticket.com

Concerto incluso anche in abbonamento

Quello che si terrà alla Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni sarà un incontro intenso e imperdibile tra due poeti del Jazz, due storie musicali che finalmente si incrociano, unendo le loro esperienze in un dialogo dai risultati sorprendenti che promette di regalare emozioni indimenticabili. Enrico Rava, tromba, e Fred Hersch, pianoforte, pur con storie diverse alle spalle, sono accomunati da un’analoga visione musicale e producono un linguaggio in cui si confondono tradizione e innovazione, lirismo ed energia, jazz e classica. Le loro esibizioni si basano su un’intesa che mantiene il fascino dell’imprevisto, lo studio reciproco, la ricerca di terreni comuni, l’intreccio di estetiche e generazioni.

Enrico Rava è tra i musicisti europei più apprezzati nel mondo, senza dubbio il jazzista del nostro Paese più conosciuto e apprezzato a livello internazionale. Passato attraverso le diverse fasi dell’evoluzione del genere sempre da protagonista, la sua biografia è un pilastro della storia del jazz italiano. La sua poetica immediatamente riconoscibile, la sonorità lirica e struggente sempre sorretta da una stupefacente freschezza d’ispirazione, risaltano fortemente in tutte le sue avventure musicali. Rava, oltre ad aver collaborato con il Gotha del jazz mondiale, da diversi anni svolge anche un fondamentale ruolo di talent scout, grazie al quale molti giovani musicisti hanno potuto ottenere un’adeguata attenzione e riconoscimento.

Fred Hersch è uno straordinario pianista, una forza creativa pervasivamente influente che ha plasmato il corso della musica per oltre trent’anni come improvvisatore, compositore, educatore, direttore di band, collaboratore e artista discografico. È stato proclamato “il pianista più innovativo nel jazz degli ultimi dieci anni” da Vanity Fair, <<un’elegante forza di invenzione musicale>> da The L. A. Times e <<una leggenda vivente>> da The New Yorker. Un autentico battitore libero, un pianista di straordinaria personalità che si è tracciato la sua strada e la percorre senza cedere a mode e tendenze di successo: è la musica che parla per lui.

Insieme i due suoneranno brani di repertorio, che però non soffrono certo di passatismi e manierismi, ma rendono perfettamente la magia di un tempo sospeso e ricreato attraverso una musica che parla a tutti di emozioni e sentimenti. “The song is you” (album di recentissima uscita per ECM) è frutto della intensa e proficua collaborazione di questi due giganti, iniziata con alcuni concerti l’anno scorso.

(P R E M I O  B E T T I N A R D I  2 0 2 1)
CARMEN LINA FERRANTE QUARTET
FEDERICO CALCAGNO & THE DOLPHIANS

Venerdì 4 novembre 2022 ore 21.15
Milestone Live Club (via Emilia Parmense, 27 – Piacenza)

CARMEN LINA FERRANTE QUARTET
Carmen Lina Ferrante voce
Vincenzo Bosco pianoforte
Sergio Mariotti contrabbasso
Francesco Benizio batteria

FEDERICO CALCAGNO & THE DOLPHIANS
Federico Calcagno clarinetti
Gianluca Zanello sax alto
Luca Ceribelli sax tenore e soprano
Andrea Mellace vibrafono
Stefano Zambon contrabbasso
Stefano Grasso batteria

Ingresso libero

Il secondo concerto in cartellone dedicato ai vincitori del Concorso Bettinardi per Nuovi Talenti del Jazz Italiano 2021 vede come protagonisti la voce di Carmen Lina Ferrante, prima nella categoria Cantanti e la formazione di Federico Calcagno & The Dolphians nella categoria dei Gruppi. Anche in questo caso si tratta di musicisti che il pubblico potrà applaudire al Milestone Live Club per la prima volta, dato che le loro finali si erano svolte a porte chiuse.

Carmen Lina Ferrante alias Melina, nasce nel 1996 a Canosa di Puglia (BT) e vive e studia a Bologna dal 2016. Durante la sua vita si è dedicata a tutte le arti: ha studiato Tip Tap, danza classica e contemporanea, ha partecipato come attrice in vari spettacoli del collettivo teatrale della sua città e si occupa anche di disegno. Il filo conduttore della sua vita è sempre stata la musica, respirata in famiglia grazie ai suoi genitori. Dopo la vittoria al Concorso Bettinardi nel 2021 ha registrato il suo primo EP di inediti “Esiste!” dando il via al suo progetto solista “Melina”. Influenzata dal pop-jazz italiano e da artisti come Agnes Obel, Barbatuques e Tune Yards, ricerca una sonorità che sappia esprimere in modo essenziale, originale e profondo la sua introspettività giocosa e colorata.

Il sestetto guidato da Federico Calcagno pubblica il primo disco “From Another Planet” per la EmmeRecordLabel, selezionato dalla rivista Jazzit nei 100 migliori album del 2019. Quel lavoro, così come il nome del gruppo “The Dolphians”, è dedicato al leggendario musicista afroamericano Eric Dolphy, storico sideman di Charles Mingus, John Coltrane, Oliver Nelson, George Russell, nonché uno dei maggiori polistrumentisti nella storia del jazz. Lo scopo dei “Dolphians” è quello di continuare l’incompiuto percorso di Dolphy attraverso grandi dosi di immaginazione, creatività, ri-creazione ad alto rischio. Il repertorio del concerto verterà prettamente su brani originali, appositamente composti da Federico Calcagno, caratterizzati da molteplici contaminazioni tra cui l’Hard-Bop, Free-Bop, Creative Music, World Music e Hip Hop.
Oltre Concorso Bettinardi la stessa band si fregia di importanti riconoscimenti in Italia e all’estero: “Nuova Generazione Jazz 2021”, “MEI SuperStage 2021” e il secondo premio alla “Jazz Juniors Competition 2021”.

(S P E C I A L E  P I A N O  T R I O)
CHRISTIAN SANDS TRIO
“Be Water

Sabato 5 novembre 2022 ore 21:15
Conservatorio “G. Nicolini” (via Santa Franca, 35 – Piacenza)

Christian Sands pianoforte
Marco Panascia contrabbasso
Ryan Sands batteria

Interi € 22 – Ridotti € 18
Possibilità di acquisto biglietto cumulativo con il concerto del giorno successivo (Enrico Intra Trio) interi € 28 e ridotti € 24

Concerto incluso anche in abbonamento

Prevendita online: vivaticket.com

Il primo dei due concerti che si susseguiranno a distanza di qualche ora è quello di Christian Sands. Pianista, compositore e band leader. Sands ha solo trentatré anni, suona da quando ne aveva due, ma si è già affermato come uno dei talenti della sua generazione e ha già al suo attivo diverse nomination ai Grammy Awards, tra le quali anche quelle come “Best Latin Jazz Piano Solo” e “Best Instrumental Composition”. Sta così ampiamente dimostrando che aveva ragione Wynton Marsalis a definirlo, in tempi non sospetti: “A jazz star of the future”. A poco più di 30 anni, il pianista di New Haven ha trovato una precisa collocazione nella scena del jazz contemporaneo. La sua cultura musicale e la conoscenza della storia del jazz gli permettono di tenere ben saldi i legami con le radici; nello stesso tempo, Sands è un artista proteso in avanti, nella convinzione che il jazz non può indugiare sugli schemi del passato.

Pianista dalla tecnica impeccabile, dal fraseggio elegante che però non concede nulla al virtuosismo fine a se stesso, Christian Sands si presenta alla testa di un trio esplosivo e creativo con cui va in esplorazione delle radici del Post-Bop e dello Swing, infondendo loro una forte dose di modernità, passando in maniera sorprendente dal Progressive Jazz, alla Fusion e alle sonorità brasiliane e afrocubane. Il pianista è diventato noto nel mondo del jazz per aver suonato nella big band e poi nel trio di Christian McBride, che è stato il suo mentore insieme ad una eminenza grigia come Billy Taylor. Discograficamente parlando, Sands è attivo dai primi anni Duemila con qualche uscita a suo nome, e a partire dal 2017 ha registrato per l’etichetta Mack Avenue. “Be Water” è il titolo dell’ultimo lavoro come leader, ispiratogli da una frase della leggenda delle arti marziali Bruce Lee, che recita: <<Svuota la tua mente. Sii senza limiti, senza forma, come l’acqua. (…) L’acqua può fluire, spargersi, sgocciolare o spezzare. Sii acqua, amico mio>>. È un disco ambizioso che svela la capacità di Sands di costruire prodotti ben strutturati, seguendo un filo concettuale che non è un mero assemblaggio di brani. Il “filo” in questo caso è l’acqua, nella quale confluiscono tranquillità, potenza, fluidità.

Domenica 6 novembre 2022 ore 11:00
Conservatorio “G. Nicolini” (via Santa Franca, 35 – Piacenza)

ENRICO INTRA TRIO
“L’improvvisazione è improvvisata?”

Enrico Intra pianoforte
Caterina Crucitti basso elettrico
Tony Arco batteria

Interi € 22 – Ridotti € 18
Possibilità di acquisto biglietto cumulativo con il concerto del giorno successivo (Enrico Intra Trio) interi € 28 e ridotti € 24

Concerto incluso anche in abbonamento

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Il secondo appuntamento dello “Speciale Piano Trio” è una matinée che vede protagonista il trio guidato da Enrico Intra. Il pianista, dopo aver attraversato da protagonista oltre mezzo secolo di vita musicale, presenterà un programma che parte dalle sue riflessioni sul concetto stesso di improvvisazione, pilastro su cui si basa il Jazz.

Pianista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra tra i più importanti nella storia del jazz europeo, ma anche organizzatore e ideatore di eventi e situazioni che hanno inciso nel tessuto socioculturale italiano (come il lancio del notissimo Derby Club a Milano), Enrico Intra ha sviluppato una poetica tesa all’incontro tra il linguaggio più squisitamente jazzistico e la musica europea contemporanea di matrice colta, elaborando un concetto “europeo” di Jazz pervaso però da un autentico legame con il Blues. Le sue composizioni si configurano come vere e proprie sfide a schemi formali ed espressivi consolidati. Arrangiatore di successo e direttore d’orchestra in famosi programmi televisivi, ha realizzato un celebre sodalizio musicale con il compianto Franco Cerri, con cui è uno dei fondatori dell’Associazione Culturale Musica Oggi (Ambrogino d’Oro del Comune di Milano nel 2003), di cui il terzo esponente è il musicologo Maurizio Franco.

FABRIZIO BOSSO QUARTET WITH STRINGS
“You’ve Changed”

Sabato 12 novembre 2022 ore 21:15
Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni (via Emilia Parmense, 77 – Piacenza)

Fabrizio Bosso tromba e flicorno
Julian Oliver Mazzariello pianoforte
Jacopo Ferrazza contrabbasso
Nicola Angelucci batteria
– – – – – – – – –
Prisca Amori primo violino
Elton Madhi, Luca Bagagli, Zita Mucsi violini
Nico Ciricugno viola
Angelo Santisi violoncello
Igor Barbaro contrabbasso

Arrangiamenti e direzione di Paolo Silvestri

Interi € 22 – Ridotti € 18

Prevendita online: vivaticket.com

Concerto fuori abbonamento

Gran finale del Piacenza Jazz Fest con Fabrizio Bosso, artista che, senz’ombra di dubbio, è oggi una vera e propria icona della tromba.

Sono trascorsi quindici anni dall’uscita di “You’ve Changed”, una pietra miliare nella carriera di Bosso. Il disco in cui il trombettista ha iniziato a svelare sempre di più sé stesso, portando alla luce le proprie passioni musicali e la propria natura versatile e poetica. Scelse allora di affidare la sceneggiatura di questo racconto ad un Maestro della scrittura, Paolo Silvestri, con il quale si è poi creato un sodalizio importante che li vede insieme, ancor oggi, in numerosi progetti. Eppure “You’ve Changed” continua ad essere un riferimento attuale che periodicamente si rinnova. In vari momenti Fabrizio torna a desiderare di salire sul palco e raccontare il proprio amore per la canzone, senza alcuna distinzione né di genere né di epoca: da “Senza Fine” a “You’ve Changed”, da “Azzurro” a “Georgia On My Mind” fino a “Body and Soul”, “The Shadow of Your Smile”, ma anche “Fragile” e “Nuovo Cinema Paradiso”.

Ad accompagnare la splendida voce della sua tromba, il suo fidato e rodato quartetto, anche se la “sceneggiatura” del racconto è affidata ad un maestro della scrittura orchestrale come Paolo Silvestri, che arricchisce il tutto con lo stupendo suono degli archi, regalando al pubblico attimi di autentica magia.

Dotato di una tecnica strumentale impeccabile e di un lirismo in grado di trasportare e commuovere l’anima di qualsiasi ascoltatore, Bosso ha sviluppato la sua crescita artistica e la sua carriera affrontando ogni tipo di genere musicale, rimanendo al contempo sempre fedele alle sue radici jazz. Musicista rigoroso e instancabile, si esibisce in tutto il mondo, mettendo in scena sul palco la sua prodigiosa ricchezza melodica e la musicalità italiana, che, unite alla sua intima conoscenza della tradizione afroamericana e alla sua costante attenzione a tutto ciò che è nuovo nel panorama musicale internazionale, rendono il suo modo di suonare la tromba unico e immediatamente riconoscibile.