SIAMO MAGGIORENNI!

Sono passati diciotto anni da quando, con il cuore colmo di emozione e un po’ di timori, abbiamo presentato il primo Piacenza Jazz Fest. Diciotto anni di belle persone, di gioie e anche un po’ di fatiche, ma siamo certi che ne è valsa la pena. Oggi la manifestazione è conosciuta e apprezzata in tutta Italia, al pari di più antichi e blasonati festival e questo è motivo di grande soddisfazione.

Scorrendo la pagina dei musicisti (e non ci sono certo tutti!) che hanno calcato i palchi piacentini dal 2004 ad oggi, la mente ripercorre una per una quelle giornate e quei concerti, la musica, il pubblico, i volontari. Penso che il jazz festival possa oggi annoverarsi tra le manifestazioni di grandi dimensioni più longeve del nostro territorio. Davvero tanti musicisti, alcuni di loro oggi purtroppo non ci sono più, altri, allora in erba, da alcuni anni salgono sui palchi di tutto il mondo. Provo sempre una forte emozione scorrendo quella pagina, una vera e propria “texture” di grandi artisti che hanno segnato la storia musicale e culturale dei nostri tempi…e che abbiamo ospitato a Piacenza!

Un pensiero non può quest’anno non andare a due nostre persone che, anche se per diversi motivi, hanno segnato indelebilmente la comunità jazzistica italiana e che sono recentemente scomparsi. L’amato contrabbassista Enzo Frassi e il grande appassionato di jazz Rino Cappellini. E’ stato un privilegio conoscervi, vi ricorderemo per sempre.

Devo dire grazie a tante persone, istituzioni, imprenditori, che hanno creduto in noi e nel nostro progetto; molti di loro ancora oggi sono al nostro fianco.

Anche quest’anno, nonostante le difficoltà note a tutti, siamo a lavorare perché il Jazz Fest non si fermi, anzi, rilanci in qualità, quantità e idee.

Da diversi anni, ormai, la manifestazione si è arricchita di tanti eventi collaterali, che chiamiamo con orgoglio “L’altro festival” e di cui andiamo fieri. Un impegno sul sociale in primis, con il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado, delle case protette, dell’ospedale, del carcere, del tessuto intero del territorio, senza limitarsi ad offrire grandi eventi, ma cercando di coinvolgere i piacentini (e non solo) portando il Jazz e i valori ad esso connessi a diversi strati della popolazione, uscendo dai teatri, andando per la strada, nei negozi, nei centri commerciali, sui bus e ovunque si possa andare. Una sorta di festival diffuso, caratteristica peculiare del jazz fest piacentino, evidente e apprezzata da molti altri organizzatori di eventi nel nostro Paese.

I valori sociali che la musica jazz porta con sé fin dalla sua nascita sono oggi, come ieri, di fondamentale importanza per l’anima della nostra comunità, a partire dall’inclusione, dalla creatività senza barriere, dal rispetto e valorizzazione del diverso come opportunità di confronto e crescita. Già lo scorso anno sui manifesti campeggiavano due mani di diverso colore, che si univano per suonare lo stesso pianoforte; oggi il messaggio sociale lanciato dal Piacenza Jazz Fest è ancora più forte: un abbraccio di colori e di culture, un abbraccio di amore e sorrisi, nella certezza che, se la bellezza ci salverà, salverà tutti, proprio tutti!

Buon festival!

Gianni Azzali
(direttore artistico e organizzativo)