CAMILLE BERTAULT QUARTET

Sabato 18 settembre 2021 ore 19:00 e ore 21:30
Spazio Rotative (via Benedettine, 66 – Piacenza)

Camille Bertault voce
Fady Farah
pianoforte
Christophe Monck
contrabbasso
Minino Garay
batteria

Interi € 22 – Ridotti € 18

Prevendita online (dal 7 settembre): www.diyticket.it
Anche in tutte le ricevitorie Sisal

Concerto fuori abbonamento

Prenotazione con assegnazione del posto a sedere vivamente consigliata
N.B. – Le prevendite per il 2° set (21:30) si apriranno solo al completamento del 1° set

Per l’inaugurazione allo Spazio Rotative di un’edizione importante qual è la diciottesima, il Piacenza Jazz Club ha scelto un talento incredibile, una voce che “swinga” con una naturalezza pari alle grandi del passato ma che, al contempo, compone e interpreta cover con grande maturità. Tra jazz e chanson francese, virtuosa, euforica e un po’ sfacciata, signore e signori, a voi Camille Bertault!

Il potenziale canoro di Bertault, dallo stile dolce, libero e sfrenato, porta con sé note di freschezza nell’universo del Jazz in un modo del tutto accattivante; il suo è infatti uno stile musicale personalissimo fatto di ritmi e note frizzanti, ma soprattutto di parole che, come charades, si riflettono nei suoi testi scanzonati. La complessità dello stile di Camille Bertault è dovuta alla diversità degli interessi ed attitudini, non necessariamente legati alla musica, che hanno segnato la vita artistica della cantante. Studi classici alle spalle, una solida base teorica, attività che spaziano nella recitazione con creazioni fatte di improvvisazione e numeri di cabaret, sempre con una nota ribelle nel temperamento, sono le caratteristiche più evidenti nelle sue note biografiche. Da romanzo la svolta che le è valsa la fama, quando decise di filmarsi durante la sua interpretazione vocale della cascata di note di Coltrane in “Giant Steps” (di cui ha composto il testo), attirando quasi subito su di sé la curiosità degli appassionati di Jazz su Youtube. Poco dopo, nel 2016, esce il suo primo album, “En vie”. L’anno scorso ne ha pubblicato un terzo, “La Tigre”, che presenterà nel corso del concerto per il Jazz Fest piacentino. Concerto in cui si potranno ammirare dal vivo le sue acrobazie canore unite a una profonda sensibilità musicale e a una sfrenata libertà creativa.

SPECIALE CAPOLINEA

Domenica 19 settembre ore 16:30
Milestone Live Club (via Emilia Parmense, 27 – Piacenza)

“Al Capolinea – quando a Milano c’era il Jazz” di Marianna Cattaneo
(Milano 2011 – 67’ – Italiano con sottotitoli in inglese)
Introduzione a cura della regista

a corollario del film Alfredo Ferrario Quartet e Piero Bassini piano solo
Alfredo Ferrario clarinetto
Sandro Gibellini chitarra
Roberto Piccolo contrabbasso
Massimo Caracca batteria

Piero Bassini pianoforte

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria

Uno “speciale” che intende omaggiare e mantenere via la memoria di un locale che ha segnato un periodo storico bello e positivo per il jazz italiano: Il Capolinea di Milano. Originatosi dalla scommessa di Giorgio Vanni e alcuni musicisti di fondare un luogo dove divertirsi e suonare per conto proprio, dal 1968 al 1999 ha costituito la fucina di riferimento dei talenti jazzistici di Milano e non solo.

Inizialmente periferico, avvolto dalle nebbie e difficile da trovare, venne poi “scoperto dalla città”, che ha potuto contare su una programmazione musicale continua e di qualità. La fama si è espansa oltre il confine ed il Capolinea è diventato la meta preferita dei musicisti jazz stranieri quando, terminati I concerti in centro Milano, decidevano di far tardi incontrando altri musicisti locali e suonando in jam session con loro.

Un contributo importante alla storia della musica jazz in Italia, realizzato con competenza e passione; un documento che merita di essere valorizzato e una memoria che non va assolutamente persa.

Il clarinettista Alfredo Ferrario, il chitarrista Sandro Gibellini e il pianista Piero Bassini sono testimoni viventi di quel fortunato del jazz italiano e hanno accettato con entusiasmo di partecipare con la loro musica a questo ispirato ricordo del Capolinea.

Marianna Cattaneo nasce a Como nel 1979. Si laurea in Scienze dell’Educazione con una tesi sull’utilizzo del cinema in contesti educativi. Nel 2008 frequenta il corso di film-maker digitale alla scuola civica di cinema di Milano, frequentando in seguito corsi di montaggio video e fotografia.

FRANCO D’ANDREA PIANO SOLO

Giovedì 23 settembre 2021 ore 21:00
Conservatorio “G. Nicolini” (via Santa Franca, 35 – Piacenza)

Franco D’Andrea pianoforte

Interi € 22 – Ridotti € 18
Allievi del Conservatorio Nicolini € 15
Iscritti ai corsi Jazz del Conservatorio ingresso gratuito (solo su prenotazione)

Prevendita online (dal 7 settembre): www.diyticket.it
Anche in tutte le ricevitorie Sisal

Concerto incluso in abbonamento

Prevendita con assegnazione del posto vivamente consigliata

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Alle ore 17:30 presso l’Auditorium Mannella del Conservatorio, la presentazione dei volumi “Franco D’Andrea – un ritratto” e “Dizionario del Jazz italiano” a cura di Flavio Caprera.
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Nell’anno del suo ottantesimo compleanno il Piacenza Jazz Club chiama Franco D’Andrea per festeggiare insieme a lui nel migliore dei modi: con un concerto in piano solo, dimensione in cui riesce ad esprimere sempre appieno la sua sensibilità.

Protagonista sin dagli anni Sessanta di un percorso unico attraverso le possibilità formali ed espressive del linguaggio afroamericano, il musicista meranese – antidivo per eccellenza, senza mai perdere il garbo nella sua capacità di comunicare – non ha mai smesso di sperimentare, di coinvolgere artisti di generazioni successive, di cercare nuove strade per il Jazz. Oltre 160 dischi incisi in Italia e all’estero e 20 premi Top Jazz vinti nella sua carriera, di cui 11 nella categoria “Musicista italiano dell’anno”, Franco D’Andrea è ormai considerato uno dei migliori pianisti contemporanei e rappresenta l’eccellenza che il Jazz italiano ha saputo partorire negli ultimi cinquant’anni.

Questo concerto sarà una straordinaria panoramica sul suo pensiero musicale libero da manierismi di sorta e costantemente alla ricerca di un’espressività autentica e profonda. Musica di una caparbietà gentile, appuntita, magmatica, scattante e raffinata.

Lasciamo all’artista stesso descrivere cosa significa per lui e cosa intende trasmettere in questa dimensione che gli è congeniale: <<Il piano solo rappresenta nel jazz una delle occasioni più adatte per ricercare, improvvisando, nuove combinazioni musicali, con esiti imprevedibili. In genere il musicista ha molti tasselli del mosaico pronti. Nel mio caso possono essere composizioni originali o anche brani dei miei autori preferiti, col profumo che le varie ere del Jazz a cui appartengono portano ancora oggi con sé. Ma la trama finale è tutta da inventare, il racconto che ogni sera si dipana sul palcoscenico sarà sempre diverso. Inoltre qualche volta suonando può venire alla luce un elemento musicale nuovo, sconosciuto, di cui non sono chiare le implicazioni. Accettare il confronto con questo nuovo elemento significa, in un certo modo, aprirsi un varco verso il mistero… “into the mystery”.>>

TRILOK GURTU BAND
“God is a drummer”

Domenica 26 settembre 2021 ore 18:30
Teatro President (via Manfredi, 30 – Piacenza)


Trilok Gurtu
percussioni, voce
Frederik Koster tromba
Jesse Milliner pianoforte, tastiere
Jonathan Cuniado basso

Interi € 22 – Ridotti € 18
Allievi del Conservatorio “G. Nicolini” € 15

Prevendita online (dal 7 settembre): www.diyticket.it
Anche in tutte le ricevitorie Sisal

Concerto incluso in abbonamento

 

Negli ultimi cinque decenni, dall’avvento della cosiddetta Fusion, che combina Jazz, Rock e Funk, Trilok Gurtu si è costantemente distinto come uno degli interpreti più alti di questo genere, ma il famoso percussionista non si è mai fermato, abbracciando anche la musica classica dell’India, sua terra d’origine e in genere i suoni delle musiche che incontra in giro per il mondo e che lo colpiscono e affascinano. Fin dai tempi in cui era batterista nel trio di John McLaughlin, Gurtu si è affermato non solo per la sua ineccepibile precisione tecnica, ma anche come un visionario delle percussioni sperimentali. Da musicista vulcanico e assai prolifico, arrivando a pubblicare un nuovo album solista quasi ogni anno, Gurtu l’anno scorso ha pubblicato “God is a Drummer”, che è la suo ventesima fatica discografica e che presenterà anche al Piacenza Jazz Fest.

Il titolo del CD, che lo vede come unico compositore, viene spiegato dal percussionista stesso: <<Senza il batterista, nulla si muoverebbe. E senza movimento, il mondo si fermerebbe. La Terra ruota, grazie a quel movimento. Le onde nell’oceano, le foglie che cadono dagli alberi, le persone che interagiscono tra loro, ogni cosa è movimento, è ritmo, è energia. Per questo motivo sostengo che Dio è un batterista!>> Si tratta di un album-dedica, perché ogni traccia è ispirata a una persona, un luogo o una cosa significativa nella sua vita, come i membri della famiglia, i musicisti che se sono andati, un film di cui ha curato la colonna sonora e la città di Amburgo, da dove proviene la sua attuale band. C’è molto da apprezzare nell’ultimo album di Gurtu, in quanto combina lo stile di esecuzione che lo ha reso così famoso nel mondo con un approccio compositivo moderno e progressivo e lo stesso spirito sarà quello che porterà con sé nell’esibizione dal vivo che ci aspetta.

L’IMPROVVISAZIONE TRA MUSICA E POESIA


Martedì 28 settembre 2021
ore 20:00 e ore 21:30
Piccolo Museo della Poesia San Cristoforo (via Gregorio X – Piacenza)

Massimo Silvotti voce recitante
Gianni Azzali
sax, flauto ed elettronica
Franco D’Auria percussioni

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria (0523.579034 – segreteria@piacenzajazzclub.it)

Un dialogo a più voci tra musica e poesia, questo l’obiettivo della inusuale, ma intrigante performance che, in un’esplorazione sul confine delle due arti, cercherà di ampliare gli universi sensoriali che entrambe svelano in coloro che ne fruiscono. In questo dialogo assolutamente estemporaneo e imprevedibile, i suoni e le parole interagiranno tra loro, ispirandosi a vicenda in un vortice creativo tutto da scoprire. Il dialogo sarà quello che si formerà in tempo reale nell’ottagonale della chiesa-gioiello sito del museo, in un mutuo scambio di suggestioni e di percorsi da seguire, o abbandonare.

MINGUS WORLD

Giovedì 30 settembre 2021 ore 21:00
Basilica di San Savino (via Giulio Alberoni, 35 – Piacenza)

Maria Vicentini violino, viola
Salvatore Maiore violoncello

Ingresso libero

Il riverbero naturale della Basilica di San Savino, un gioiello che già in passato ha accolto alcuni tra i concerti più intensi del Piacenza Jazz Fest, è parso il luogo ideale dove accogliere un duo violoncello e violino/viola con un progetto in cui vengono interpretate le musiche di Charles Mingus, recentemente diventato anche un disco per l’etichetta “Velut Luna”.

Al violoncello sarà Salvatore Maiore, che è anche contrabbassista e compositore, musicista che ha evidenziato, nelle molte collaborazioni e nei progetti personali, una cifra espressiva particolarmente ricercata, dove il ruolo dei suoi strumenti assume un aspetto propositivo, in una chiara esaltazione delle forme melodiche e timbriche.  Al suo fianco la violinista e violista Maria Vicentini, per un risultato che riesce a coniugare in maniera intrigante la complessità delle forme alla bellezza delle melodie. La rilettura dei capolavori di Charles Mingus realizzata dai due, se da una parte ne mantiene con grande luminosità l’effervescente fiume tematico, dall’altra ne esalta i valori contrappuntistici, la vocazione per il dialogo, il coraggio della sperimentazione e il gusto per i colori. Il repertorio scelto per il concerto viene sempre eseguito completamente a memoria, riprendendo lo spirito di Charles Mingus, aiutando così i due musicisti a lavorare molto sull’estemporaneità delle esecuzioni. Quando si suona a memoria maggiori, infatti, sono i margini nell’interpretazione. Il tutto con la competenza strumentale, l’impegno nella progettazione del percorso, l’esecuzione pulita, ma al tempo stesso la leggerezza e la sottile ironia che caratterizza questi musicisti, già maturi ma ancora freschi e creativi. Mingus, ne esce così benissimo e si rivela, se ce ne fosse ancora bisogno, un artista dalle ampie visioni e dallo spirito ancora contemporaneo.

( S P E C I A L E   C I N E M A   M U T O )
MAURO OTTOLINI & SOUSAPHONIX
“Inferno”

Sabato 2 ottobre 2021 ore 19:00 e ore 21:30
Sala degli Arazzi c/o Galleria Alberoni (via Emilia Parmense, 77 – Piacenza)

Mauro Ottolini trombone, arrangiamenti e composizioni
Alessandro Anderloni voce recitante
Vanessa Tagliabue Yorke voce
Paolo Malacarne tromba
Guido Bombardieri sax alto, clarinetto
Corrado Terzi sax baritono
Vincenzo Vasi theremin, giocattoli ed elettronica
Enrico Terragnoli chitarra, banjo, podofono
Danilo Gallo basso
Gaetano Alfonsi batteria

 

Interi € 22 – Ridotti € 18
Riduzione allievi del Conservatorio “Nicolini” € 15

Prevendita online (dal 7 settembre): www.diyticket.it
Anche in tutte le ricevitorie Sisal

Concerto incluso in abbonamento (a scelta fra questo o “Buster Kluster” del 3 ottobre)

Prenotazione con assegnazione del posto a sedere vivamente consigliata

Fine settimana speciale per il festival, dedicato com’è alla relazione tra musica e immagini. Due infatti saranno gli appuntamenti con altrettante pietre miliari del cinema quando ancora non esisteva il sonoro; capolavori della cinematografia che tornano a rivivere con maggior forza grazie ai commenti sonori che vi imprimerà un musicista geniale quale il trombonista e compositore Mauro Ottolini in compagnia dei suoi Sousaphonix.

Il primo dei due spettacoli si terrà sabato sera e sarà incentrato sul film “Inferno” di Francesco Bertolini, che segnò nel 1911 una rivoluzione nella storia del cinema. Nessuno, prima o dopo, ha osato confrontarsi con la trasposizione cinematografica dell’intera prima cantica della Divina Commedia di Dante. Tra fumanti ghiaioni scoscesi, lande desolate bucate da spettrali sepolcri, antri illuminati da lampi improvvisi, orridi, spelonche e fiumi di pece, si muovono Dante e Virgilio incontrando dannati, diavoli, centauri e giganti.

Il commento musicale che Ottolini ha ideato per questo film lo rende nuovo e sorprendente. La sua è una colonna sonora di matrice rock, una musica visionaria dai connotati pulp, che si sposa con l’eccentricità di effetti speciali ante litteram. Accanto alle inconfondibili sonorità di Ottolini, vi sono tracce del blues di Skip James e Charles Mingus in un amalgama di drammaticità, grottesco e ironia. Sul palcoscenico, a dare voce alle terzine dell’Inferno, c’è inoltre l’attore Alessandro Anderloni, che ha curato l’allestimento, forte di una pluridecennale esperienza di messa in scena della Divina Commedia in forma teatrale, musicale e coreutica.

( S P E C I A L E   C I N E M A   M U T O )
MAURO OTTOLINI & SOUSAPHONIX
“Buster Kluster”

Domenica 3 ottobre 2021 ore 18:30 e ore 21:00
Sala degli Arazzi c/o Galleria Alberoni (via Emilia Parmense, 77 – Piacenza)


Mauro Ottolini
trombone, arrangiamenti e composizioni
Vanessa Tagliabue Yorke voce
Maria Vicentini viola
Paolo Malacarne cornetta
Stefano Menato sax, flauto, clarinetto
Guido Bombardieri sax alto, clarinetto
Vincenzo Vasi theremin, giocattoli, effetti sonori ed effetti stupefacenti
Enrico Terragnoli chitarra, banjo, podofono
Roberto De Nittis pianoforte
Danilo Gallo basso
Zeno De Rossi batteria

Interi € 22 – Ridotti € 18
Riduzione allievi del Conservatorio “Nicolini” € 15

Prevendita online (dal 7 settembre): www.diyticket.it
Anche in tutte le ricevitorie Sisal

Concerto incluso in abbonamento (a scelta fra questo o “Inferno” del giorno precedente

Prenotazione con assegnazione del posto a sedere vivamente consigliata

Il secondo giorno dello speciale weekend sul cinema muto propone un progetto molto coinvolgente, divertente e di grande contemporaneità, capace di entrare in comunicazione con tutti gli appassionati di cinema e di musica e di trasmettere loro emozioni che non ci si aspetterebbe da una pellicola muta.

Anche in questo caso, come il giorno precedente, si assisterà alla proiezione di un film mentre il gruppo diretto da Mauro Ottolini proporrà dal vivo la colonna sonora. I Sousaphonix eseguiranno dal vivo un concerto che fungerà da colonna sonora a uno dei capolavori del muto dal titolo “Seven Chances”, film che Buster Keaton realizzò nel 1925 e rimase inedito. Questo capolavoro, tra i suoi più radicali e iperbolici, richiede un trattamento particolare. Procede senza tregua a velocità mozzafiato, è costruito in un crescendo paradossale di situazioni comico-drammatiche e però, al tempo stesso, gioca di cesello sulle singole inquadrature, su ogni minima gag e dettaglio drammaturgico. Inoltre il folle, infernale meccanismo della storia, trascende il periodo storico e rende il film sempre vivo, attuale e molto, molto divertente. Da queste atmosfere parte Ottolini, esplorando il Ragtime e i suoi derivati con un lavoro di ricerca dagli archivi storici, in tutte le possibili sfumature, apportando un originale tocco inconfondibile grazie alla presenza di brani originali e ai suoi arrangiamenti raffinati che fanno brillare l’ensemble attraverso “direction” e spunti creativi coinvolgenti. I brani fluiscono con grazia attraverso le scene del film, al quale si adattano perfettamente, anche grazie alla cura dei testi cantati dalla bravissima Vanessa Tagliabue Yorke, che sottolineano i temi presenti nella storia.

GIANLUCA PETRELLA & PASQUALE MIRRA

Mercoledì 6 ottobre 2021 ore 19:00 e ore 21:30
Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano (via S. Eufemia, 12 – Piacenza)

Gianluca Petrella trombone, elettronica
Pasquale Mirra vibrafono, elettronica

Interi € 22 – Ridotti € 18
Allievi del Conservatorio “G. Nicolini” € 15

Prevendita solo locale con assegnazione del posto obbligatoria

Concerto incluso in abbonamento

In stretta collaborazione con la Fondazione di Piacenza e Vigevano, Piacenza Jazz Fest presenta un fenomeno del trombone e uno dei migliori vibrafonisti italiani, due strumenti acustici dal timbro diverso e le rispettive incursioni nell’elettronica. Un duo affiatato, quello di Gianluca Petrella e Pasquale Mirra, che ha recentemente trovato nuova linfa, sfociata in un album fresco di stampa, uscito a giugno di quest’anno. Entrambi impegnati in percorsi artistici fortemente creativi, alla ricerca di un’espressione contemporanea scevra da manierismi e legata comunque alla tradizione jazzistica intesa nella sua forma più pura, cioè quella ritmica, Petrella e Mirra sono due degli artisti più attivi del panorama jazzistico italiano e certo non solo. Atipico, eclettico e caratterizzato da un affiatato interplay, il duo esplora – secondo un continuo gioco di equilibri tra melodia, ritmo e armonia e con l’apporto dell’elettronica – i più disparati territori musicali, sfruttando appieno la poliedricità timbrica e la dinamica dei suoi strumenti acustici.

FRANCESCO ORIO TRIO
“OS”

Venerdì ottobre 2021 ore 19:00 e ore 21:30
Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano (via S. Eufemia, 12 – Piacenza)

Francesco Orio pianoforte
Simone Di Benedetto contrabbasso
Davide Bussoleni batteria

Ingresso libero ma con prenotazione obbligatoria (0523.579034 – segreteria@piacenzajazzclub.it)

A salire sul palco dell’Auditorium di via Sant’Eufemia, saranno il pianista Francesco Orio col suo trio, che suona insieme dal 2015 e che ha già affrontato diversi progetti insieme, consolidandone l’affiatamento. Il suo ultimo lavoro discografico si intitola “OS” ed è molto più di un disco in piano trio grazie alla visione globale che lo sostiene che per la profondità di pensiero che lo attraversa. Orio è pianista di estrema sensibilità e tocco sopraffino, mai sfacciatamente esibito ma messo al servizio della propria musica, ricca di idee e di intuizioni. L’interazione con il contrabbasso di Simone Di Benedetto e la batteria di Davide Bussoleni è improntata ad un gioco continuo di sottigliezze timbriche e ritmiche, di sollecitazioni reciproche che privilegiano lo spazio e le relative risonanze, ma non dimentica di essere energico danzante, asimmetrico, sperimentale.

Domenica 10 ottobre 2021 ore 12:30
7° piano del Grande Albergo Roma

JAZZ BRUNCH ALLA “TERRAZZA DEL ROMA”

DARIO NAPOLI MODERN MANOUCHE PROJECT

“Joie de Vivre”

Dario Napoli chitarra e voce
Tommaso Papini chitarra e voce
Tonino De Sensi basso

Brunch e concerto € 38
Prevendita obbligatoria (INFO 0523.579034 – segreteria@piacenzajazzclub.it)

Il panorama (e il cibo) che si può gustare dal settimo piano del nostro Grande Albergo Roma sono inimitabili. Il consueto Jazz Brunch domenicale, occasione rilassata e rilassante per passare alcune ore in un bel luogo, con ottima musica e cibo di alta qualità, quest’anno vedrà protagonista un musicista alfiere dello stile manouche in tutta Europa: il chitarrista e crooner Dario Napoli con il suo “Modern Manouche Project”.
Anche se Django Reinhardt è l’ispirazione principale, nel suo Modern Manouche, il siciliano di nascita e milanese d’adozione Dario Napoli, include influenze più contemporanee nella sua versione di swing zingaro, introducendo elementi di stili musicali più moderni come Bebop, Funk e jazz moderno. Il trio, il cui ultimo disco “Joie de Vivre” è fresco di stampa, è stato protagonista in diverse rassegne di rilievo in tutta Europa. Sebbene Dario abbia condiviso il palco con tutti i giganti del genere, da Stochelo Rosenberg a Robin Nolan, la più grande emozione viene dall’esecuzione delle sue composizioni nel suo Modern Manouche Project, che vede al basso elettrico Tonino De Sensi e Tommaso Papini alla chitarra ritmica. Il risultato è un suono imprevedibile ed esuberante, che attinge da varie epoche musicali e che conduce l’ascoltatore attraverso una ricca e vibrante esperienza sonora, senza mai abbandonare del tutto l’impronta gitana del mitico Django. Fondere la tradizione con suoni e arrangiamenti moderni e cercare di bilanciare l’esecuzione virtuosistica con la melodia e la composizione originale sono gli elementi principali della musica di Dario, proprio come lo erano per Django Reinhardt nella sua era.

MENU’
Salumi del territorio (prosciutto, coppa, salame) con gnocco fritto
Tartine con salmone affumicato
Tranci di torte salate e trancetti di pizza
Angolo dei formaggi con mostarde
Lasagne alla bolognese
Melanzane alla parmigiana
Risotto ai profumi di primavera
Roast beef dello chef
Boule di macedonia, tranci di torte a cura dello chef, sbrisolona
Vino dei colli piacentini cantine “Perini”

BILLY HART QUARTET
feat. Ethan Iverson

Domenica 10 ottobre 2021 ore 18:30 e ore 21:00
Sala degli Arazzi c/o Galleria Alberoni (via Emilia Parmense, 77 – Piacenza)

Billy Hart batteria
Mark Turner sax tenore
Ethan Iverson pianoforte
Ben Street contrabbasso

Interi € 22 – Ridotti € 18
Riduzione allievi del Conservatorio “Nicolini” € 15

Prevendita online (dal 7 settembre): www.diyticket.it
Anche in tutte le ricevitorie Sisal

Concerto incluso in abbonamento 

Prevendita con assegnazione del posto a sedere vivamente consigliata

Billy Hart ha passato gli ottant’anni e ripercorrere oggi la sua carriera significa riavvolgere il nastro di più di mezzo secolo di storia del Jazz. Il batterista di Washington D.C. classe 1940, a partire dai primi Anni ‘60, dopo un inizio passato a suonare R&B con Otis Redding e Sam & Dave, ha incrociato, dal vivo o in studio, praticamente tutti o quasi tutti i grandi del Jazz. Si è esibito con alcuni dei più importanti musicisti jazz della storia come Otis Redding, i Montgomery Brothers (1961), Jimmy Smith (1964–‘66), Wes Montgomery (1966–‘68). Dopo la morte di quest’ultimo nel 1968, Hart si trasferisce a New York, dove registra con McCoy Tyner, Wayne Shorter e Joe Zawinul, suonando anche con Eddie Harris, Pharoah Sanders e Marian McPartland. Hart era un membro del sestetto di Herbie Hancock (1969–1973) e suonava con McCoy Tyner (1973–‘74) e Stan Getz (1974–‘77), oltre a numerosi concerti freelance (inclusa la registrazione con Miles Davis su “On the Corner” nel 1972). Oltre alla sua attività di performer, Billy Hart è molto attivo nella didattica, tra università e conservatori di musica.

Dal 2003 guida un ottimo quartetto, il cui eccellente esordio discografico, nel quale risalta l’enorme ampiezza della tradizione jazz a cui il quartetto fa sottilmente riferimento, vanta una notevole coesione. Il quartetto ha segnato una rinnovata attività di Hart proprio per quanto riguarda le incisioni, avviando un sodalizio con l’etichetta ECM che ben documenta le prove di estrema maturità formale e solistica da parte di una band incredibilmente affiatata.

MARCO COLONNA

Giovedì 14 ottobre 2021 ore 21:00
Basilica di San Savino (via Giulio Alberoni, 35 – Piacenza)

Marco Colonna clarinetti

Ingresso libero

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Dalle ore 14:30 alle 17:30 Marco Colonna terrà una masterclass nell’auditorium Mannella, presso il Conservatorio “Nicolini”.
Iscrizione gratuita, ma prenotazione obbligatoria.
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Il polistrumentista Marco Colonna ha da qualche anno raccolto la sfida di uno dei formati più rischiosi e più rivelatori per uno strumento convenzionalmente monofonico: la performance solista. Colonna, che suona clarinetto e clarinetto basso, non si può basare su alcun appoggio, è solo nel rapporto particolarmente intimo con i suoi strumenti e le sue idee. Inoltre Marco Colonna è un esperto nella tecnica della respirazione circolare, riesce quindi ad emettere continuamente suoni senza mai fermarsi a respirare e suona contemporaneamente due clarinetti usando indipendentemente le mani e la bocca. Così di volta in volta smonta la tecnica del clarinetto e la scompone nei suoi elementi fondamentali: il flusso d’aria attraverso un tubo. In altri brani crea paesaggi sonori intriganti e astratti, esplorando le proprietà sonore di elementi di base simili, sia introducendo la voce, il più elementare degli strumenti musicali, sia suonando note aeree e note suonate in una sorta di movimento parallelo, o mettendo in primo piano il palpabile ronzio della canna. In altri casi arriva a simulare i suoni di un flauto, semplicemente suonando il clarinetto senza il suo bocchino. Oppure suona in maniera più convenzionale, disegnando linee sinuose e legate e negoziando salti di registro, o creando una cascata ascendente e discendente di lunghe frasi tese lungo il percorso di un lento crescendo. L’effetto complessivo creato dalla sua musica, risaltata dall’acustica perfetta della Basilica di San Savino, è quello di un ottimo esempio di performance solista.

ARTCHIPEL ORCHESTRA e ORCHESTRA DI VIA PADOVA
“Batik Africana Suite”

IN COPRODUZIONE CON “CROSSROADS”
Sabato 16 ottobre 2021 ore 21:00
Teatro President (via Manfredi, 30 – Piacenza)

Ferdinando Faraò e Massimo Latronico direttori
Marco Mariani, Marco Fior, Massimo Marcer trombe
Michele Marrano corno
Alberto Bolettieri trombone
Carlo Nicita flauto
Rudi Manzoli sax soprano
Paolo Lopolito sax alto
Germano Zenga sax tenore
Domenico Mamone sax baritono
Naima Faraò, Serena Ferrara, Francesca Sabatino voci
Aziz Riahi voce e percussioni
Dario Yassa pianoforte
Massimo Latronico chitarra elettrica, bouzouki
Luca Bologna basso elettrico
Andrea Migliarini batteria
Lorenzo Gasperoni percussioni

Interi € 22 – Ridotti € 18

Prevendita onlinewww.diyticket.it
Anche in tutte le ricevitorie Sisal

Concerto fuori abbonamento

Prevendita con assegnazione del posto vivamente consigliata

La Artchipel Orchestra e l’Orchestra di Via Padova, due dei “laboratori sonori” più stimolanti nati negli ultimi anni a Milano e apparentemente appartenenti a mondi molto diversi, si sono invece felicemente incontrati, come spesso accade con la musica, per un concerto evento, che poi è diventato anche un disco collettivo uscito lo scorso anno, ispirato e dedicato interamente alla musica africana che si intitola “Batik Africana Suite”.

La Artchipel è stata fondata ed è guidata da sempre da Ferdinando Faraò, qui anche in veste di autore e arrangiatore di molti brani in repertorio. Ha sempre mostrato attenzione per quella particolare declinazione della scena cosiddetta progressive, che associava creativamente le istanze del Pop più avanzato alle modalità espressive del Jazz contemporaneo. La seconda, coordinata dal chitarrista Massimo Latronico, anch’egli autore e arrangiatore, ha tradotto in chiave musicale la vivacità culturale e multietnica presente nel quartiere milanese attorno a via Padova. Questi divergenti punti di riferimento vengono rielaborati, tenendo però insieme due mondi sonori così diversi tra loro. La scrittura di Faraò, orientata maggiormente verso la direzione orchestrale/strumentale e quella di Latronico, più aderente alla forma canzone, si sono incontrate per dare vita a un’unica partitura, che vede i musicisti di entrambe le orchestre riuniti in un ensemble capace di coinvolgere e far ballare il pubblico al ritmo della musica africana.

Questo progetto celebra la dimensione dell’incontro, più che mai importante al giorno d’oggi, soprattutto in questo momento storico in cui “sentirsi parte” fa stare meno soli, e capace di tenere vivi i presupposti fondamentali del Jazz, che sono da sempre quelli di una musica sociale interdipendente.

Non solo musica
FREE
Dialogo tra l’improvvisazione teatrale e quella jazz

IN COLLABORAZIONE CON TRAATTORI E TEATRO GIOCO VITA
Giovedì 21 ottobre 2021
ore 19:30 e ore 21:30
Teatro dei Filodrammatici (via Santa Franca, 33 – Piacenza)

Leonardo Cagnolati e Marcello Savi attori
Gianni Azzali pianoforte, sax e flauto
Mauro Sereno contrabbasso
Luca Mezzadri batteria e percussioni

Interi € 12 – Ridotti € 10*
* Riduzioni consuete più soci TraAttori

Solo prevendita locale

Spettacolo fuori abbonamento

Prevendita con assegnazione del posto a sedere vivamente consigliata
N.B. – Le prevendite per il 2° set (21:30) si apriranno solo al completamento del 1° set

Nato dall’incontro tra due associazioni culturali molto attive nel piacentino, Piacenza Jazz Club e TraAttori, Free è uno spettacolo che ad ogni rappresentazione non manca di stupire e affascinare il pubblico, attraverso il dialogo tra due forme di improvvisazione: il jazz e il teatro.

L’improvvisazione musicale tipica del Jazz assume la forma di una jam session, mentre quella teatrale lascia fluire liberamente il racconto in un’atmosfera di mutuo scambio, creando uno spettacolo improntato al divertimento e alla mutua ispirazione creativa. La trasversalità che caratterizza i TraAttori si esprime in tutte le tonalità possibili in questo spettacolo, libero, dando spazio a narrazioni che nascono da un piccolo spunto o dalla musica. A sua volta, la musica nasce sull’onda delle emozioni e delle suggestioni che arrivano dalle storie, in un gioco continuo di rimandi e di richiami dove la parola chiave è il divertimento e il piacere di creare e raccontare.

SPECIALE ORNETTE COLEMAN

Sabato 23 ottobre ore 15:00
Milestone Live Club (via Emilia Parmense, 27 – Piacenza)

Maurizio Giammarco
SONNY ROLLINS E ORNETTE COLEMAN, DUE COETANEI A CONFRONTO

SHAPE X – “Ornettiana”
Monica Agosti voce
Tobia Bondesan saxofoni
Tomaso Iacoviello tromba
Francesco Sarrini contrabbasso
Giuseppe Sardina batteria

A seguire proiezione del film:
ORNETTE: MADE IN AMERICA di Shirley Clarke
(1985 – durata 77’ – inglese, sottotitoli italiani)

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria (0523.579034 – segreteria@piacenzajazzclub.it)

Il Piacenza Jazz Club vuole rendere omaggio alla figura dell’indimenticato padre del Free Jazz con una giornata a lui interamente dedicata, che lo racconti a partire da una conferenza, dalla sua musica e con la proiezione di un film biografico a seguire.

In occasione dello “Speciale Ornette Coleman” e come prologo ad esso, Maurizio Giammarco presenterà un approfondimento ad hoc. A prescindere dalla stessa data di nascita (1930) Rollins e Coleman hanno più punti in comune di quanto di primo acchito i conoscitori del Jazz potrebbero supporre. Nei primi Anni Sessanta Rollins fu a tal punto, anche se per un breve periodo, sedotto dalla libertà espressiva appena portata nel mondo del jazz dal collega, da organizzare un quartetto forte di un paio dei gregari storici di Coleman. Inoltre, analizzando il loro stile in dettaglio, si può vedere come entrambi i sassofonisti, a loro modo e nel loro ambito di riferimento, siano stati alfieri di un modo di improvvisare più organico e linearmente più coerente, dove una frase segue la precedente secondo i parametri squisitamente classici della variazione musicale; un ulteriore sviluppo in questa peculiare arte, per il quale è stato poi coniato il termine “improvvisazione tematica”.

Il riferimento a Ornette Coleman del nuovo quintetto di Monica Agosti, “ShapeX” è evidente fin dal nome, che non è solo la sintesi tra i titoli di due dischi importanti nella storia del saxofonista – il suo “The Shape Of Jazz to Come” e l’ardito “Song X” in collaborazione con Pat Metheny – ma evoca anche la visione musicale di tutti i giovani componenti del gruppo, i quali prediligono una musica libera da schemi, la cui forma non è univocamente etichettabile e incasellabile in uno stile definito, ma una ‘forma X’ appunto. “Ornettiana” è la suite che la cantante ha pensato per condurre un’esplorazione di brani inusitati, presi della ricca e variegata discografia che Coleman ha inciso in 57 anni di carriera.

Grazie alla collaborazione con la casa distributrice Reading Bloom, verrà proiettato l’importante documentarioOrnette: Made in America girato nel 1985 dalla regista indipendente Shirley Clarke, autrice di un pregevole spaccato sulla vita dell’artista. Il film, l’ultimo della grande regista americana, cattura l’evoluzione artistica e personale del pioniere tra gli anni ’60 e gli anni ’80, rifuggendo dallo stile del documentario tradizionale, per riflettere il linguaggio sperimentale cha ha pervaso la musica di Coleman così come il cinema della Clarke. Girato tra Fort Worth, New York, la Nigeria e il Marocco, il film mescola interviste, estratti televisivi, scene di finzione, videoclip e girati in Super-16mm, documentando alcune memorabili performance del saxofonista statunitense e della sua Prime Time band. “Ornette: Made in America” ci consegna un ritratto unico del suo straordinario talento e della sua profonda umanità.

JOHN SCOFIELD e DAVE HOLLAND

Domenica 24 ottobre 2021 ore 18:30 e ore 21:00
Sala degli Arazzi c/o Galleria Alberoni (via Emilia Parmense, 77 – Piacenza)

John Scofield chitarra
Dave Holland contrabbasso

Interi € 22 – Ridotti € 18

Prevendita online (dal 7 settembre): www.diyticket.it
Anche in tutte le ricevitorie Sisal

Concerto fuori abbonamento 

Prevendita con assegnazione del posto a sedere vivamente consigliata

Un evento spettacolare per il congedo della 18ª edizione del Piacenza Jazz Fest.
John Scofield e Dave Holland sono protagonisti assoluti della scena musicale internazionale, in grado di tracciare strade nuove nell’ambito dei loro strumenti, chitarra e contrabbasso, e nella musica tutta; figure di spicco nella storia recente della musica afroamericana. Colleghi di lunga data con storie musicali diverse ed esperienze in comune già in numerose circostanze, ora questi due giganti uniscono le forze per presentare al pubblico un nuovo progetto che li vede insieme sul palco. Esibendosi in duo, suoneranno sia loro composizioni originali, sia una selezione di standard jazz.

Ciò che unisce due artisti così eccezionali è il desiderio di reinventarsi regolarmente e di mantenere vitale la propria musica, aggiungendo costantemente nuove direzioni, colori e ritmi. Quando due fratelli nello spirito si esibiscono in duo, come succederà per questa edizione del Piacenza Jazz Fest, chi già conosce la loro strabiliante abilità artistica e chi li conosce solo di fama, non potrà aspettarsi niente di meno che qualcosa di unico dall’incontro del loro modo unico di avvicinarsi alla musica: virtuosismo e divertimento uniti a un suono che sa andare in profondità.

In entrambe le loro biografie Miles Davis gioca un ruolo centrale.

Dopo aver iniziato una proficua carriera solista e collaborazioni prestigiose con Billy Cobham e Steve Swallow, John Scofield entra nella “sfera” di Miles nel 1983, dopodiché la sua carriera decolla letteralmente. Oltre ad essere uno dei principali innovatori della chitarra jazz moderna, Scofield è un artista creativo, di un tipo raro, un camaleonte stilistico che ha forgiato un’identità estetica coerente e solida come la roccia.

Dave Holland è diventato famoso a livello internazionale per il suo lavoro sull’album di Davis “Bitches Brew”. Nel corso di una carriera di quasi cinque decenni, Holland, anche compositore, non ha mai smesso di evolversi, reinventando il suo concetto e il suo approccio con ogni nuovo progetto, affinando al contempo costantemente il suo suono, immediatamente identificabile.